sabato, Dicembre 4

Le donne del bene e della salute: Viviana Galimberti Protagonista che non vuole essere ammirata, ma gioca il suo ruolo con tenacia ed è convinta che la ricerca non è fatta solo da scienziati e da medici, ma anche dai pazienti che prestano il loro consenso e da coloro che la organizzano

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Ogni giorno una donna mette nelle sue mani il proprio corpo: le chiede aiuto per vivere come donna, come madre, come moglie. E’ fiducia nella Prof.ssa Galimberti che è Direttore della divisione di senologia chirurgica all’Istituto Europeo di Oncologia-IEO ed è riferimento del Women’s Cancer Center. Ospedale star nel ranking mondiale (‘World’s Best Specialized Hospitals 2021’) che, ovviamente, basa la sua eccellente fama e notorietà sulle competenze e sulla efficienza ed efficacia dei medici, del personale sanitario e dell’assetto organizzativo. La tecnologia è un altro plus competitivo dello IEO. La Galimberti è una punta d’attacco e, fra gli altri, il suo differenziale personale si basa sulla convinzione che “per capire cosa succeda nella testa di una donna che deve affrontare problemi legati alla sua femminilità, bisogna essere donne“. Ed un tumore al seno è anche problema di femminilità.

La Galimberti si chiama Viviana (la crasi in Vivi non ha mai fatto breccia): questo nome è di origine latina e significa ‘che ha vita’ (ndr.il nome ‘Viviana’ festeggia l’onomastico il 2 dicembre in ricordo di Santa Viviana, detta ‘Bibiana’, uccisa a frustate e gettata in pasto ai cani nel corso dell’ultima persecuzione di Giuliano l’Apostata.)

La mamma di Viviana, con un approccio laico, ha guardato il calendario, sic et simpliciter, ed ha deciso di darle questo nome; senza riferimento alla santa di cui, quando nacque, non si era ancora scoperta l’esistenza.

Un suo lungo ed esaustivo ‘cammeo’ è il suo bel libro autobiografico del 2019: ‘Preziose cicatrici’ edito da Rizzoli. La Galimberti ama dire che in quel libro “si è messa a nudo” ed è la sua biografia approfondita; “è una cosa proprio mia ed era un sogno che avevo nel cassetto“. Il tumore al seno è anche una “preziosa cicatrice” che oggi non deve essere una costura. Ed inoltre c’è un messaggio lineare: la ricerca e la speranza della Galimberti lottano contro il cancro. Affermazione che può sembrare scontata, ma vissuta e agìtaassume potenza e persuasione che “si puo’ e si deve fare”.

Non si illude ed è laica e positivista; non condivide la speranza nel religioso, anche se fa suo l’approccio di chi crede e sa che è aiutato. Crede nella scienza e si confronta senza paura con l’intento di costruire collaborando e non per superare qualcun altro. Nel mio linguaggio organizzativo si chiama ‘concorrenza collaborativa’. Ha razionalità e fiducia nella scienza positiva; qualcuno direbbe che è ‘ontologica’.

Nella sua vita, i genitori sono stati un riferimento ed il papà è stato un esempio di determinazione nel crescere sempre: per esempio, è diventato medico e odontoiatra nell’età di mezzo connoti sacrifici. Sono stati un esempio per Viviana Galimberti: quando si vuole raggiungere un obiettivo lo si raggiunge! Un rapporto famigliare forte; rivendica una sua origine non elitaria e da una famiglia semplice ,ma vivace culturalmente.

Predestinata a fare il medico? No, doveva fare la scrittrice e donna di cultura tant’è che, dopo il liceo, lavorava in una cooperativa libraria crocevia di artisti, filosofi e uomini di cultura. Di sinistra perché la libreria era del giornale ‘l’Unità’. Trovate tutto nel suo libro. Conviveva con Guido e studiava filosofia con scarsi risultati: libretto vuoto. L’iscrizione a Medicina fu un misto di motivazione imitativa e parentale (il cugino) e di un crescente interesse per la ginecologia, avendo fatto l’attivista in un consultorio.

Anche prima, al liceo Cremona di Milano, si era misurata con i temi dell’aborto, del divorzio ed era attiva nel movimento delle donne. E’ cresciuta anche alla scuola del Prof Veronesi prima all’Istituto dei Tumori e poi allo IEO. Ha avuto un incontro costruttivo edi futuro sfidante con il prof Veronesi e con lui ha fatto un pezzo della sua crescita professionale e tecnica. Ma quante operazioni fa al giorno? “Dal gennaio 2001 ho eseguito più di 3000 interventi chirurgici presso la divisione di chirurgia senologica dell’Istituto Europeo di Oncologia; oggi sempre con maggiore intensità considerando anche la sindemia post Covid-19”.

Non è tanto la produttività quasi tayloristica, ma, piuttosto, il senso della domanda di aiuto e la risposta di futuro e di speranza. Con intensità diverse. L’impegno è notevole e, quando ci siamo visti per fare questo cammeo, l’occhio era molto vivace, ma un po’ stanco.

Certamente Viviana Galimberti supera gli ostacoli del conciliare vita professionale di competenze, lavoro in chirurgia e donna di famiglia. Nonché madre di cuore del figlio Ivan, il suo ragazzo russo adottato e per il quale farebbe qualsiasi cosa. Lavora spesso più di un uomo, ma va bene così. Le piace molto il suo lavoro perché aiuta e comunica certezze di scienza e di speranza. Le piace mantenere la determinazione e lo spirito originario di quando era anche liceale; ha gli stessi ideali e non si arrende.

Ed il fascino di donna? ”Esprimo il mio fascino anche tramite il mio carattere determinato; una donna non deve rinunciare alla sua cura. Sempre!

Ho fatto molto sport ed ho giocato a pallavolo, a calcetto; ho fatto equitazione ed ho avuto un grande amore: il pattinaggio artistico su ghiaccio. Ebbi la tentazione di farlo diventareil mio lavoro;fino alle mediedanza in coppia. Recentemente al Mediolanum Forum diAssago ho avuto ancora l’ebrezza di tornare in pista, dopo tanti anni e di riuscire a ballare. Sono riuscita e questo mi ha dato grande soddisfazione” .

L’ultimo intenso impegno sportivo è il tennis: ha organizzato il torneo ‘Una racchetta per la vita’ che è un evento che sensibilizza sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce e sostiene la ricerca IEO sui tumori che colpiscono le donne. E’ appena finita la prima edizione; l’anno prossimo si ripete.

Tradimento e fedelta? ”Non lo so: se mi trovassi di fronte al tema non saprei; è un fatto culturale ed ancora non mi sono trovata di fronte al problema. E’ più facile per chi tradisce, meno per chi lo subisce”.

E la morte? ”Non mi spaventa personalmente; mi fa soffrire vederla su gli altri. Il ricordo della morte di mio padre è per me molto presente anche per come è avvenuta; ero con lui e gli avevo somministrato la morfina, mi sono allontanata un attimo e, quando sono tornata, non parlava più. Mi sono arrabbiata moltissimo anche con i miei colleghi, perché volevo parlagli ancora e per l’ultima volta. Per me non ho paura”. E il pianto? Vede molte donne piangere ed anche lei lo fa, certamente non di fronte ad una paziente.

Appena sono entrato nel suo ufficio ho notato una tavola in argento: è il ‘giuramento di Ippocrate’ scritto in greco. E’ un segno di riconoscenza di una collega greca con la quale ha condiviso un training. Infatti, molti stranieri sono stati in training dalla Galimberti ed anche tramite la condivisione e collaborazione hanno maturato un know-how che li ha portati a ricoprire posizioni di prestigio nel Paese di origine (Venezuela, Brasile Slovenia, Colombia, Grecia, Spagna ….)

Una soddisfazione importante è stato il riconoscimento di group leader di un trial internazionale ed essere relatore nel prestigioso  congresso internazionale annuale SABCS-San Antonio Breast Cancer Symposium e  responsabile dello studio IBCSG – INTERNATIONAL BREAST CANCER STUDY GROUP TRIAL 23-01: (’A randomized trial of axillary dissection versus no axillary dissection for patients with clinically node negative breast cancer and micrometastases in the sentinel node’). Che ha permesso di ridurre la chirurgia ascellare in presenza di una micrometastasi nel linfonodo sentinella.

E’ stata anche group leader del progetto: sullo studio delle cellule staminali del cancro  (‘Understanding how cancer stem cells drive breast cancer growth and how to exploit them as its Achilles’ heel’) – sposorizzato dall’ AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro – Special Program Molecular Clinical Oncology per il  5 per mille.

Dal 2001 Membro della ‘Task Force on Breast Cancer’ dell’Istituto Europeo di Oncologia, che originò dal Professor Umberto Veronesi. Ed il sesso? Molto importante e non è un tabù ricordando anche quando portò alla scuola media di via Galvani un po’ di libri sull’educazione sessuale; alcuni genitori li fecero togliere. Erano i tempi della libreria.

Viviana Galimberti, donna del bene e della salute, è una protagonista che non vuole essere ammirata, ma gioca il suo ruolo con tenacia ed è  convinta che la ricerca non è fatta solo da scienziati e da medici, ma anche dai pazienti che prestano il loro consenso e da coloro che la organizzano. Approccio non sempre condiviso, ma certamente evoluto.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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