giovedì, Ottobre 21

Le donne del bene e della salute: Thea Scognamiglio Pasini Doc Thea ha lavorato in svariate parti del mondo, poi è rientrata in Italia, e oggi è responsabile del programma vaccinale per gli homeless nell’area di Milano, ha coordinato o gestito direttamente la vaccinazione di soggetti socialmente fragili e senza fissa dimora, per un totale di quasi 5mila persone

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Doc Thea in Vespa: vestito bianco da sposa svolazzante con i capelli che faticosamente stanno nella ghirlanda; infatti incrociando alcune foto del suo recente matrimonio si vede doc Thea in Vespa; con il futuro marito, lungo una stretta strada della costa ligure di levante per raggiungere una chiesetta appollaiata in cima; guadagna la salita sul sellino posteriore dello scooter. Doc Thea in Vespa è sempre sorridente, e poi mi dirà che il momento d’amore più intenso ed emozionante è stato quando il suo futuro marito è volato a Limbe, in Malawi, dove svolgeva una ricerca per implementare la cura di HIV e TB nelle carceri e, come in un film, le chiese di sposarlo. Polvere e caldo africano con il luccichio delle stelle d’amore. Questo il ricordo di amore più intenso.

Doc Thea si chiama Elisabetta Thea perché suo papà voleva il nome Thea, ma doveva anche salvaguardare la tradizione famigliare, e quindi doppio nome, come tante altre persone. Però Thea ha una etimologia greca che vuol dire spettacolo da osservare e guardare: il ‘teatro’ per esempio. Doc thea prima di mettersi anima e corpo nella medicina pubblica voleva comunicare tramite il teatro che praticava e studiava nel suo liceo Parini di Milano. Questo liceo ricorre spesso nel curriculum degli studi di persone che incidono il mondo e creano bene comune. Un curriculum appassionato sempre, ma anche realistico e costruttivo, per garantire l’accesso alle cure agli esclusi e ai vulnerabili.

Dopo la laurea in medicina ed una specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva nell’Università di Milano ed un Master of Public Health nella John Hopkins Bloomberg School of Public Health-Baltimore, Thea ha scelto di stare in varie parti del mondo con varie NGO e in progetti internazionali (INTERSOS e Saint Elisabeth University in Grecia, Croce Rossa Americana a Washington, John Hopkins for Humanitarian Health in collaborazione con NGO a Gaza, AISPO-governatorato di Duhok in Kurdistan fra le donne yazide sfuggite alle violenze dell’Isis, MSF Belgio nelle carceri in Malawi ed ancora progetti italiani). Area internazionale e area nazionale e domestica. Poi il COVID pandemico e sindemico e il coordinamento del progetto Michelangelo e il management dei 3 nuovi COVID-19 Hotel di ATS Milano per approdare al ruolo di Dirigente Medico in AREU (Agenzia regionale emergenza urgenza della Lombardia). Oggi responsabile del programma vaccinale per gli homeless nell’area di Milano, ha coordinato o gestito direttamente la vaccinazione di soggetti socialmente fragili e senza fissa dimora, per un totale di quasi 5mila persone, attraverso la collaborazione di enti del terzo settore.

Vaccinati tutti, vaccinati presto! Il Covid non è entrato con il permesso di soggiorno, si è diffuso colpendo le persone senza badare al lor stato amministrativo.
Doc Thea è appagata dal proprio lavoro e dai risultati che raggiunge. Qualche ripensamento? Complementare a Medicina, come approfondire psicologia dell’emergenza e magari scrivere le proprie esperienze. Per questo, però, c’è tempo e vita. È facile andare avanti? Per ora sì, in un ambito come Areu che certo non indulge alla noia. La noia è la cosa che fa più paura a Thea.
Con la sfida dell’emergenza e della urgenza; sempre con stile, come attesta la foto.
Certamente il tempo si consuma, alcune rinunce del rapporto famigliare ha dominato qualche periodo della sua vita (per esempio all’estero, in situazioni difficili e senza periodi di sosta e ritorni a casa.

Doc Thea crede che le policy per l’inclusione della diversity vadano sostenute, non solo perché giusto, ma perché potenzialmente migliorativo di tutta la società. Recenti studi dimostrano che i Paesi che non includono le donne nella vita sociale e lavorativa, hanno outcome peggiori nei parametri più disparati, dal PIL alla mortalità infantile.
Negli ultimi anni anche organizzazioni non esattamente filantropiche, per dirne una Mc Kinsey, hanno scoperto fatto questa scoperta: la diversity è una ricchezza, aumentarla significa aumentare i punti di vista e arricchire progetti e soluzioni.

Se si parla di maschile e femminile, Thea crede che si possa fare meglio sugli sterotipi: “io sono una donna e sono dura: questa non è una contraddizione”.
Donne e uomini possono fare tutto ciò che sanno fare al meglio, non necessariamente bisogna credere negli stereotipi di genere, piuttosto è meglio credere nella capacità di raggiungere in modi diversi lo stesso obiettivo e risultato. Si lavora molto nell’emergenza, ma bisogna gestire l’equilibrio senza cadere negli eccessi che solitamente non danno risultati ottimali. Doc sa di esprimere il fascino della donna che unisce una vita avventurosa ed una vita attenta alla bellezza e all’estetica. Non rinuncia alla sua bellezza, alla sua eleganza che mette al servizio dell’azione. Non ha paura di affermare che la donna deve avere il controllo della propria immagine se lo desidera, essere sexy, se vuole esserlo, riappropriandosi attivamente della propria immagine.

Cura anche la curiosità letteraria con le lettura di autori americani, ama i film d’autore e d’azione, vorrebbe avere il tempo per frequentare aste di oggetti antichi e raccogliere reperti e fossili. Non pensa alla morte, se non come accadimento. Doc Thea Scognamiglio Pasini è una donna del bene e della salute perché riesce a vestire le prestazioni sanitarie con un altruismo razionale ed efficacemente strategico; sviluppa un servizio sanitario di interesse pubblico e per il bene comune e collettivo. Senza svolazzi e senza vezzi, ma con la determinazione di chi professionalmente ha studiato modelli di intervento su banchi internazionali e nazionali e si è misurata con le tende e le mani sporche di fatica. Ed oggi di tutto questo non solo c’è bisogno, ma è una necessità per il sistema sanitario.

Lasciamo per ultimo e con un po’ di ritrosia la domanda di prassi riguardo al suo cognome (papà Carlo, economista, è stato Presidente del Senato e Ministro della Repubblica) e alla discendenza dalla famiglia Agnelli da parte della mamma Rattazzi. La risposta è quasi scontata: “sono stata abituata a misurarmi con gli impegni della vita attrezzandomi professionalmente e umanamente, non con l’albero genealogico”.
Doc Thea rispetta e convive con le diversità, ma esprime il suo ruolo con l’orgoglio di saper fare con l’efficacia dei risultati. 

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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