sabato, Maggio 21

Le donne del bene e della salute: Sara Caropreso Esempio dell’intreccio fra competenze specifiche di assistenza e ruolo di management sanitario nella convinzione che le due funzioni si devono integrare per la salute dei cittadini

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Il cameo di Sara Caropreso, medico nefrologo e pediatra, l’ha già fatto il papà Giuseppe con una poesia che le dedicò quando erano in vacanza a Positano e che troverete alla fine di questo articolo. 

Un piccolo cameo ‘ante litteram’, che potete notare anche nella foto di Sara, ‘ ….dint’all’uocchie tutt”o blu d’ ‘o mare’ .

Ora ci provo io con empatia descrittiva. Il nome Sara è un intreccio di vocali e consonanti del suo vero nome Mariarosaria, che è quello anagrafico e con il quale si firma. Sara è più breve ed immediato di Mariarosaria che le fu dato perché nacque il 7 ottobre, giorno dedicato alla Madonna di Pompei detta anche Madonna del Santo Rosario e di cui vale la pena cercare la storia che è interessante ed intreccia miracolo,arte e senso di popolo. La festa a Pompei è una solennità ed è occasione di devozioni significative con una processione suggestiva (oltre quattro milioni di pellegrini all’anno). In verità il nome che si prevedeva di dare era Teresa, ma gli eventi hanno superato i desideri. Sara. da piccola, era dispiaciuta per il fatto che a fronte del vero nome Mariarosaria, onomastico e compleanno coincidedvano nello stesso giorno e quindi festeggiava una sola volta. Crescendo il nome Sara diventò un vezzo di originalità e, quindi,  compensava la mancanza di  un giorno di festa ogni anno. 

Sara Caropreso ha un curriculum ricco e variegato: oggi direttore di un gruppo di cliniche di Salerno, direttore di ricerca e Innovazione dell’Agenzia regionale Sanitaria della Campania/Molise per due anni, ad oggi ricopre ruoli di presidenza, di esperta e di dirigente di strutture regionali che gestiscono la complessa sanità della Campania. 

E’ stata Commissario dell’ASL di Salerno, direttore sanitario della stessa e così via. Ha sviluppato l’intreccio fra competenze specifiche di assistenza e ruolo di management sanitario nella convinzione che queste funzioni si devono integrare per la salute dei cittadiniHa due Master in management. 

E’ contemporaneamente donna della salute e del bene sociale con la presidenza operativa dell’Associazione Fabbrica Etica (che aiuta i bambini in difficoltà di salute) da lei fondata nel 2007 e, negli ultimi anni, si è dedicata ai bambini del Perù cofondando l’associazione ‘Gioia e Speranza’ per la fondazione di un ospedale pediatrico a Huamachuco a 3500 metri sulle Ande in Perù

Alla domanda ‘Cosa sceglieresti come elemento significativo del tuo curriculum?’, la risposta immediata è stata :”La laurea in chirurgia e medicina perché racchiude le opportunità delle soddisfazioni professionali e di vita (senza sottacere gli inciampi) e perché, con essa ho realizzato il mio sogno-desiderio che ho coltivato fin da bambina. 

A 4 anni già “dicevo di volere fare il medico”; e così è stato, oltretutto nell’ospedale pediatrico di livello nazionale Santobono Pausilipon di Napoli che è stato parte della intensa vita di Sara. 

Un aneddoto ed una coincidenza: un giorno passeggiando mano nella mano con la mamma Benedetta, passando davanti a questo ospedale ed ascoltando la storia del Santobono (che comincia nel lontano 1918, quando, nella residenza dei Principi Santobono ,in ricordo di una figlia morta,allestirono  un Preventorio antitubercolare.……), Sara disse: ‘Questo è l’ospedale dei bambini in cui voglio andare a lavorare’. E così è stato. 

Per Sara, il lavoro di medico e di manager è sempre stato fonte di gioia e soddisfazione sfidanteCertamente superando i vincoli che, specialmente nella prima parte della carriera, furono una costante: integrare vita famigliare, rapporti personali, rapporto con i figli, bambini piccoli e turni di guardia e sensazione negativa del  distacco. Poi, immersa nell’affascinante impegno per risolvere i problemi di salute dei piccoli pazienti, tutto si relativizzava.

Momenti di impegno e soddisfazione che non  ritorneranno più nella loro positività. Qualche ripensamento ?Mai e se tornassi indietro vorrei fare la stessa cosa perché raggiungi anche una certa autonomia in alternanza lavoro e famiglia. E’ vero che la donna ha questo grande senso della famigliaemozionale perchè quando diventi mamma esce il ruolo di mamma che protegge i suoi bambini. I figli sono i ‘tuoi’ figli, allattati e nutriti della tua sostanza; affetto e istinto di madre come costante del concetto di specie. Fra maschio e femmina ci sono due genitorialità diverse. Ed è importante avvalersi anche della parte razionale che trova limiti nella mancanza di servizi; per esempio, se ci sono infrastrutture sociali, come nei paesi nordici, la parte razionale è soddisfatta e funzionale all’equilibrio della vita”.

Ma la bontà?Al maschile?Al femminile? “La mia esperienza, riguardo alla bontà, si è veicolata tramite Fabbrica Etica e il progetto PerùSì, forse sono bontà diverse. Per esempio, l’istinto della femmina che cura i piccoli è diverso da quello del maschio che crea le condizioni per esprimere quell’istinto. In Perù, Io ero nella logica dell’assistenza medica dei bambini e nel  raccordo con i genitori e le istituzioni; gli uomini facevano trasloco di mobili, fund raising operativo ed erano orientati all’indispensabile sviluppo dell’’efficacia delle attività’. La bontà è anche un istinto che migliori e puoi diventare piu’ buono; ma non ha sesso”. 

La variegata esperienza di Sara ha affrontato e gestito conflitti che però non sono legati al genere, ma si sono diversificati rispetto al profilo delle persone. “Come donna affronti il contesto in cui vivi e sai dove vivi; con il collega maschio non ho mai trovato problemi e conflitti che non fossero legati all’habitus professionale. Ho affrontato relazioni personali che non avevo cercato e, a volte, difficili relazioni lavorative di struttura. Le relazioni non personali ed occasionali le faccio rimanere in superficie.” 

E le rinunce rispetto a quelle di un uomo? “Sono  legate alla famiglia ed alla sua gestione.“ La diversity? “Mi auguro che nel mondo del lavoro ci sia uguaglianza fra uomo e donna pur mantenendo una diversità di genere; la donna non deve perdere la propria femminilità. Però deve essere valutata come gli uomini. Comunque, no alle quote rosa 

Per Sara i modi di pensare sono diversi perché gli uomini vanno dritto al problema, mentre, pensare come una donna, vuol dire arrivare all’obiettivo nel rispetto delle particolarità. Il tuo fascino? ”Mi piace esprimerlo. Il fascino lo esercito essendo me stessa; no chirurgia estetica, ma faccio tutto quello che posso fare per mettere in rilievo i miei punti di pregio; cercare di essere una persona gradevole per me stessa e per gli altri. Il comportamento deve essere collocato con il mio essere in quel momento; abbigliamento comodo con il vezzo di camicette bianche. “

Sara legge molti libri d’arte e libri sulle storie di Napoli; quelle legate  al mistero ed all’esoterico. Peraltro vive in una casa che a Napoli è nota per la sua storia misteriosa. Ultimo film visto è ‘La mano di Dio’, anche perché ambientato nel quartiere in cui viveva. Sport e fitness: corsa sul lungomare, nuoto anche d’inverno. Ora hobby della cucina: le ricette storiche, i piatti poveri sono un suo hobby. 

Il ricordo pubblico che non dimenticherà mai?”A 24 anni una relazione di nefrologia pediatrica  al convegno di Villa Campolieto, una villa del Miglio d’oro !!!” Ricordo privato? ”Il parto e la vista dei miei figli”.

Impatto con la morte”?”Ci penso, non mi fa paura; mi dispiace per la sofferenza dei miei figli”.Tabù sul sesso? ”Nessun problema però devi dargli l’importanza che ha, parlandone con scioltezza; cerco di dare sempre una valenza empatica ,ma con un certo pudore .

L’irrinunciabile? “Il rapporto con i miei figli Gianluca, Nidia e Germano! Anche con i miei nipoti, Allegra e Leonida, che sono come i miei figli con i distinguo; non doverli educare, ma solo coccolare e amare … la continuità della vita!

Così finisce il cameo di Sara. Ma il vero cameo è la poesia di papà Giuseppe:

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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