giovedì, Ottobre 21

Le donne del bene e della salute: Maria De Libero La ‘donna dal sorriso nascosto’ dirige la fondazione Opera Cardinal Ferrari (OCF), onlus storica milanese che quest'anno compie 100 anni e che si occupa di persone fragili ed in difficoltà, i ‘Carissimi’, e, in piena pandemia, ha organizzato il primo HUB vaccinale per senza fissa dimora

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Donna dal sorriso nascosto’ non è il nome di una donna indiana sioux (azzardo in lingua lakota winyan iha nama……), ma è la caratteristica di Maria De Libero che dirige la fondazione Opera Cardinal Ferrari (OCF), onlus storica milanese che quest’anno compie 100 anni e che si occupa di persone fragili ed in difficoltà. Ovviamente fu fondata dal Cardinal Ferrari, Beato Andrea Carlo Ferrari, che aveva fra i tanti un motto: “Chi fa falla, chi non fa falla sempre!”. 

Ha un centro diurno per anziani senza fissa dimora che si chiamano Carissimi con la C maiuscola. Sono i ‘clienti’: “anche Gesù era un Carissimo”.  

OCF distribuisce pacchi viveri per le famiglie in difficoltà, ha una microcomunità per signore anziane fragili ed ha due residenze, un pensionato studentesco ed una residenza per pazienti degli ospedali milanesi in attesa di terapia o di ricovero e per i propri famigliari. 

Alcuni dati del 2021 aggiornati a fine agosto: 243 giorni di accoglienza, 22.000 pranzi offerti, 5.000 ingressi ai diversi servizi (guardaroba, ambulatorio medico, barbiere, pedicure, doccia assistita, supporto servizi amministrativi), 1600 i pacchi viveri distribuiti, circa 1000 pernottamenti gratuiti. 

Maria sa che dall’esterno è percepita come persona molto seria, ma è una “quasi difesa” che si costruisce perché “di fatto ho il cuore buono”; la sua razionalità manageriale sa che bisogna trovare un equilibrio che permetta di cogliere le opportunità evitando gli opportunismi di chi è sempre in agguato. Nel suo ruolo, la bontà potrebbe essere una debolezza: è difficile dire di no, ma è necessario considerando la complessità gestionale che mette insieme solidarietà, efficienza, efficacia, economicità e continuità. La difficoltà maggiore è combinare la resilienza storica dell’istituzione un po’ immobile, con un dinamismo necessario dai risultati lenti, ma costanti.   

Con il Covid-19, i Carissimi hanno continuato la loro frequentazione del centro diurno pur con la dovuta gestione del ‘principio di precauzione’. “Siamo stati i primi in Italia ad organizzare un HUB vaccinale per senza fissa dimora sia nostri utenti che di altre associazioni, qui nel nostro grande salone. E’ stata una sfida ma siamo riusciti a far vaccinare anche i casi più improbabili, come le persone senza identità certa”. 

L’offerta residenziale di OCF invece con il Covid ha dovuto rivedere gli schemi tradizionali adeguandosi ad una nuova domanda di servizi. Per via dello smart working si è bloccata la domanda di studenti e di insegnanti: “Abbiamo cercato il bisogno altrove, sempre rimanendo nel sociale: oggi accogliamo ragazzi-studenti con la sindrome di ASPERGER che frequentano una scuola specializzata, abbiamo stipulato una convenzione con il gruppo Auxologico per il loro personale infermieristico straniero e una convenzione con ATM per accogliere i giovani neo assunti provenienti dal sud Italia. Ci stiamo anche specializzando ad accogliere le persone in attesa di trapianto: si tratta di persone lontane da casa per mesi, in situazioni fisiche precarie, in attesa del ‘grande giorno’”.

Gli ospiti della residenza stanno giocando un ruolo importante perché fanno anche volontariato in OCF: trascorrono il tempo con i Carissimi suonando alla chitarra le canzoni di Bennato, raccolgono e smistano indumenti, servono in mensa. Tutto per caso? No, una scelta organizzativa con l’assunzione di una dipendente dedicata all’accoglienza, con uno sguardo attento al sociale e un’attitudine all’ascolto delle famiglie e dei giovani e con una particolare capacità a muoversi nelle reti di aiuto sul territorio.

Non ci sono competitor e c’è una domanda molto alta.  Maria De Libero è abituata al cambiamento e il change management è uno strumento che ha imparato nella sua vita lavorativa precedente quando era dirigente in una banca internazionale di fama e per 22 anni ha seguito la sua evoluzione in italia.  

Ha avuto soddisfazioni e riflettori: con un taglio retrospettivo, la nostra ha un ricordo pubblico che dovrebbe essere ricordato con grande soddisfazione: fu il premio ed il riconoscimento pubblico ricevuto nella banca internazionale per aver realizzato e portato a successo un progetto europeo di risk management. Ma Maria usa il condizionale per questo momento pubblico perché ora conosce un altro senso della professionalità che deriva da un cambiamento in età matura. Un cambiamento che le consente di realizzarsi e le permette di cambiare gli schemi e dimostrare la sua resilienza pur sconvolgendo gli schemi. Oggi si dice ‘disruptive’. E’ un cambiamento aggettivato  positivamente che offre senso aumentato anche alla propria vita lavorativa.  Comunque, quanto mai non l’ha fatto prima e quindi alcun ripensamento.   

Ha un amore orgoglioso per i due figli che nella loro diversità di carattere si pongono in dialettica con la famiglia. E’ un amore che ha dentro di sé fatto di momenti privati di grande emozione, primo fra tutti  la nascita della sua prima figlia che aveva un profumo che non dimenticherà mai più.   

Ha paura della morte e l’accompagnamento alla morte di suo padre che aveva fatto il testamento biologico è stato difficile. La sedazione voluta da testamento è stato un fatto che ha fatto emergere la paura della morte.   

Dopo 27 anni di matrimonio e una vita di coppia dove si sono bruciate tappe professionali e personali importanti, la sessualità va nutrita rompendo l’inerzia e superando insieme gli ostacoli, un po’ come al lavoro!   .  

E’ una donna fedele anzi fedelissima. In tutto dall’amore al lavoro. Quando nel settore bancario  ha cambiato banca ha sofferto molto. In verità la mia domanda era più intima. Ma giustamente ha glissato.  

E la diversity? Maria non ha mai letto e non ha mai subito la diversity come un inciampo ed è allenata a risolvere eventuali problemi.  Negli anni ‘90, agli albori delle tematiche di gender in Italia, frequentavo il laboratorio Armonia di SDA Bocconi, centro di ricerche orientato al diversity management e portavo la testimonianza del mio contesto lavorativo inglese, molto evoluto. 

“Ma Maria stai facendo un lavoro da uomo”, provoco con questa affermazione. “Non credo e non vorrei pensare come un uomo. E’ vero le donne abbassano la testa e lavorano. Gli uomini  prendono il successo”.

Maria non è settoriale ed allarga sempre il panorama. Va oltre! Vorrebbe  essere più affascinante e vorrebbe gestire meglio la sua bellezza anche esteticamente. Comunque, con questo lavoro in cui il riciclo degli abiti è una componente importante e funzionale, paradossalmente ho occasione di esibire un mio stile personale in cui mi sento bene. 

Non sono e non mi sento  una suffragetta   anche se le donne dell’esercito della salvezza hanno anche il loro fascino. Leggo molto per il mio lavoro, ma ho sostituito il libro con le indagini e le ricerche via social. Oggi sto approfondendo il blockchain. E’ un tema sexy per il mio lavoro e la mia cultura.  Mi piace il cinema leggero; sento il bisogno di ridere ed a volte scrivo le battute per ricordarle e ridere nel ricordo.”  

Abbiamo finito così con la dominante del ridere e sorridere che per Maria De Libero, ‘donna dal sorriso nascosto’, è importante.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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