venerdì, Dicembre 3

Le donne del bene e della salute: Gabriella Pravettoni Donna che si distingue senza volersi distinguere, da 30 anni insegnamento e apporto scientifico determinante nel 'medical decision making' e nello sviluppo delle 'medical humanities', del benessere del paziente

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Occhi di mare magnetici che penso siano utili anche nella vita professionale e nella relazione con il paziente di ‘Lella’, ovvero Gabriella Pravettoni, ordinario di psicologia generale e Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia (DIPO) nell’università di Milano e molte altre responsabilità. E’ donna che si distingue senza volersi distinguere, ma con la determinazione del proprio valore; anche nei ruoli istituzionali e di donna fra tantissimi uomini -si guardi la foto di DIPO in cui la ‘falange universitaria contro il cancro’ ha la nostra Pravettoni in posizione di leader. E’ donna diretta, che ingaggia il confronto dialettico senza cercare ‘vincitori e vinti’, ma per fare un passo avanti ed arrivare ad un traguardo concreto.

Il soprannome ‘Lella’, ovviamente fin da bambina, per comodità (crasi di Gabriella), per simpatia, per distinzione, per storia familiare; se ci si avventura nell’etimologia della Treccani ‘lélla’ fa riferimento all’erba enula o inula campana, che ha un valore di medicamento e di purificazione. In famiglia i maschi erano ingegneri, le femmine donne medico, e quindi la sua scelta di psicologia è stata vista come un po’ di tradimento della tradizione. La scelta fu considerata una ‘deminutio’, e quindi ha accettato la sfida del riscatto culturale rispetto alla tradizione ed ha scelto psicologia sperimentale, non la solita psicologia.

Ma Gabriella Pravettoni ha un ulteriore fiore all’occhiello professionale: la direzione della Divisione di Psicologia all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), dove sviluppa quotidianamente, con il suo team, l’approccio di Umberto Veronesi che ha sempre posto ‘il paziente al centro’ nella sua concezione di perfezionamento delle tecniche mediche insieme a quelle psicologiche. Ricordo il loro libro: ‘Senza paura. Vincere il tumore con la medicina della persona‘.

Gabriella Pravettoni è il riconoscimento scientifico che la salute è olistica: corpo e mente nella loro interazione ed integrazione. Concetto non facile nella pratica della sanità come servizio sanitario; molto diffuso, invece, nella narrazione convegnistica. La nostra presidia ambedue gli aspetti in un contesto nazionale ed internazionale.
Peraltro la sua vita professionale è costellata di incarichi internazionali: visiting professor al King’s College di Londra, collaborazioni con l’Università di Uppsala (Svezia), l’Università del Surrey (Regno Unito), ed altre ancora.

Grande impegno universitario, 30 anni di insegnamento e apporto scientifico determinante nelmedical decision makinge nello sviluppo dellemedical humanities‘, del benessere del paziente. Oltre 300 pubblicazioni di cui internazionali e indicizzate per la quasi totalità. Membership di 6 associazioni scientifiche.

Grande impegno operativo nelle relazioni e nell’incontrare i pazienti, cercando nell’inconscio uno strumento per migliorare la loro qualità di vita. Liberare l’inconscio e dare strumenti di resilienza per far emergere le potenzialità che il paziente ha in sé.

Si è misurata con difficoltà di ambiente e personali, ma non ha mai avuto ripensamenti, e quando la stanchezza ha livelli elevati, certamente si ferma per recuperare le forze, ma per guardare ed andare avanti: progetti europei, insegnamento, ricerca, pazienti; un mix assorbente, che ti impegna anche nella visita dei pazienti in IEO nel giorno di Natale. Ma come donna pensa di essere più ‘buona’ di un uomo? la bontà non attiene al genere, ma alle differenze individuali ed alla sensibilità. Certamente il contesto organizzativo è più o meno permeabile alla cultura della bontà e della salute, ma gli individui ‘fanno’ l’organizzazione e confrontando le loro diversità costruiscono una nuova omogeneità non riduttiva.
La nostra, inoltre, esprime il suo fascino di donna con sottotraccia l’armonia di Jung; esprime la sua femminilità autentica e chi incrocia sui social alcune foto della sua vita al di fuori dell’ospedale e dell’Università, vede che non si risparmia nell’esprimersi e non ha paura di comunicare senza mai ostentare.

E poi c’è la sua grande intuizione e pratica sportiva: usare la scuola di vela di Caprera come terapia e svago per le donne che sonoPazienti a bordo‘.
Un progetto di ricerca-intervento che, fino ad ora, ha coinvolto 250 pazienti oncologiche e ogni anno si propone di coinvolgerne almeno un centinaio, provenienti da tutta Italia, nell’esperienza unica di un percorso psicoterapeutico affiancato da un corso di vela, partendo dal presupposto che il mare con le sue onde e i suoi venti rappresentino una metafora di ciò che i pazienti si trovano ad affrontare a seguito di una diagnosi oncologica. Esse traducono i loro limiti in opportunità fra una strambata e l’altra. Grande idea e grande terapia! Ma anche l’organizzazione tramite l’associazione We Will Care di cui è coordinatrice scientifica.

Paure? E la morte? Si è confrontata con la morte in un momento della sua vita: ha vinto e non vuole perdere tempo, quindi la vita si è ripresa la cifra del sogno. Come quando ha scelto di fare la psicologa magari contro tutti e tutto.
Cara Gabriella i pazienti ti ringraziano e comprendono che sei donna del bene e della salute per umanizzare le cure. Infatti per uscire dall’effetto annuncio Gabriella Pravettoni ha, da 10 anni, la cattedra dell’umanità nel dottorato in Medical Humanities.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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