venerdì, Dicembre 3

Le donne del bene e della salute: Francesca Merzagora Una donna che crea opportunità di salute prevalentemente tramite rapporti istituzionali, una donna che ha preferito sedurre e promuovere la vita delle donne, piuttosto che vivere per essere sedotta dalla vita

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Francesca Merzagora porta un cognome impegnativo che ha fatto un pezzo di storia dell’Italia. Infatti il nonno, Cesare Merzagora, è stato Presidente del Senato per 15 anni. Francesca ha fatto anche lei una parte della storia della donna italiana nel superamento della diversità ed ha promosso il femminile in logica di advocacy, specialmente riguardo alle patologie femminili attraverso Fondazione Onda. Però non solo studio e convegni (per qualche anno fu docente in Bocconi), ma operatività con determinazione di risultato.

Pragmatismo imparato alla scuola del prof. Umberto Veronesi che le diede l’input per fondare l’associazione Sottovoce-volontari IEO e Monzino, e, nel contempo, fu Presidente del Comitato per il progresso della scienza della fondazionne Umberto Veronesi. Oggi tra le iniziative per la salute della donna gestisce i Bollini Rosa: un network composto da 354 ospedali che sono premiati ogni biennio per la loro attenzione alla salute femminile. Si valutano i servizi degli ospedali dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie della donna. E’ un ’ratingdegli ospedali italiani (da 1 a 3 bollini), un esempio tangibile di applicazione della medicina di genere in ambito sanitario. Concretamente si analizza la presenza di specialità cliniche di interesse per le donne, si valuta l’appropriatezza del percorso diagnostico terapeutico e la qualità dei servizi offerti.  Gli obiettivi sono creare un circuito di ospedali a ‘misura di donna’ sempre più all’avanguardia nella prevenzione, diagnosi e cura delle patologie femminili, contribuire ad una scelta consapevole del luogo di cura da parte dell’utente attraverso un confronto diretto tra i servizi offerti dalle diverse strutture e dare voce alle donne pazienti-clienti-utenti.

Questa è solo una delle attività di Onda, l’Osservatorio nazionale salute della donna e di genere), altre ‘missioni’ a favore della donna  sono gestite anche tramite rapporti istituzionali. E questa è la buona notizia: si può fare il bene e promuovere la salute anche tramite i rapporti istituzionali finalizzati ovviamente alla ricerca ed alla comunicazione. Di questi tempi sembra una contraddizione in termini considerando che le Istituzioni non godono di buona stampa e grande ammirazione.

Chi gestisce parte di queste relazioni istituzionali  e chi è il ‘deus ex machina’ di Onda? E’ sempre Francesca Merzagora, Presidente della Fondazione, una donna che crea opportunità di salute prevalentemente tramite rapporti istituzionali (è una ‘lobby’ positiva). Ha stabilito collaborazioni internazionali con  la comunità europea (sullo screening del cancro della cervice uterina), con l’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) sui temi della nascita prematura, la naturalità del parto, la depressione perinatale e la violenza sulla donna. E in Italia? Advocacy sulla salute della donna con un intergruppo parlamentare di una trentina fra senatrici e onorevoli donne, con il MIUR (con il progetto ‘Sballàti di salute’), con Regione Lombardia con il progetto ‘Depressione in gravidanza e nel post partum’ e un’attività di ricerca sulle RSA per valorizzare l’umanizzazione dell’assistenza sanitaria nei confronti degli anziani ricoverati e con gli Assessorati regionali alla salute su temi quali depressione, gestione del dolore, ecc…

Onda, che e’ stata presente in Expo 2015, svolge attività di ricerca, editoriale e di comunicazione sulle principali tematiche di salute.

Francesca è bocconiana e ha iniziato la sua vita professionale, come segretario generale alla Fondazione E.Balzan, poi fu coinvolta dal Professor Veronesi per fondare e presiedere per 10 anni in Italia Europa Donna. Fa parte del Comitato Etico dell’IEO per tanti anni, nel 2006 fonda Onda e dalla patologia del tumore al seno allarga la sua attività alla difesa della salute della donna affrontando altre patologie. Per questo basta entrare nel sito. E’ una delle donne che, nel mondo dell’associazionismo, coniuga il bene con la salute in una logica di management sociale; è tenace e determinata; ogni tanto ti spiazza per la velocità della sua sinapsi. La incontri, discuti e prendi accordi; il giorno dopo hai nella e-mail una proposta.

La gioia di lavorare (molto ed a volte fin troppo) per la salute delle donne è una costante della sua vita; a volte il tempo libero ha sottotraccia l’attenzione istituzionale utile per fare il bene delle donne. E’ come se avesse applicato un approccio evoluzionista e olistico alle relazioni istituzionali; crede che le Istituzioni abbiano un’anima. Illusione o determinazione nello scovare questa caratteristica?

Hai avuto ripensamenti? “Mai”. Ma valorizzi la tua femminilità? “Sì certo e devo anche dire che la femminilità mi ha aiutato, ha trasmesso  positività. Non sono una donna in carriera, non credo di essere aggressiva. Ho una bellissima vita di coppia, figli e nipotini a cui dedico energie. Nel lavoro posso anche sbagliare, ma cerco di recuperare riprendendo e rivitalizzando le relazioni”.

Francesca Merzagora è affascinante  per la sua attività di servizio e per il ‘capitale sociale’ che genera. E trasmette passione. Certo non manca di eleganza, ha i vestiti giusti, si trova anche nei salotti nazionali e internazionali (inglese e francese perfetto) anche se riesce sempre a non cadere nell’ultimo gossip. Non si sente ‘un angelo del bene’; ma produce il bene delle donne (Premio Bellisario 2005 e Ambrogino d’Oro del Comune di Milano nel 2007). Nella sua vita poteva fare altro. Ha preferito sedurre e promuovere la vita delle donne, piuttosto che vivere per essere sedotta dalla vita.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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