lunedì, Novembre 29

Le donne del bene e della salute: Claudia Gariboldi Il ‘bene organizzato’ espresso dai volontari e gestito da Claudia, fa stare meglio i pazienti e non è un azzardo affermare che fa parte dei servizi di salute che vengono offerti dalla IEO e dal Monzino

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Il bene per Claudia Gariboldi è sempre stato un ‘bene organizzato’ e della salute; non un fatto solo personale, ma collettivo e l’insieme di più persone a cui dedica molta relazione (face to face, telefonica; sempre e comunque  in ascolto). L’ha fatto prima con gli studenti, poi, intensamente, con i pazienti; lo sta facendo con i volontari da circa dieci anni come vicepresidente dell’associazione Sottovoce, volontari dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia) e del Centro Cardiologico Monzino (un centinaio di volontari che non si sono mai fermati neanche durante il Covid-19; dal 4 maggio 2020 sempre in servizio e da Gennaio a Settembre 2021 la cifra di 18.370 ore! ). Ha studiato alla Civica Scuola ‘A. Manzoni’ di Milano (una icona per la Milano che si affacciava agli impegni internazionali), ha una laurea in Lingue e Letterature Straniere conseguita presso lo I.U.L.M. ed ha insegnato tedesco per tutta la vita. Quasi rigorosa e resiliente (avrei scritto  teutonica nel senso di appartenente all’Ordine Teutonico, antico ordine ospedaliero, fondato a S. Giovanni d’Acri da pellegrini tedeschi, indirizzato poi verso un’attività prevalentemente missionaria, sul modello dell’ordine dei Templari e dei cavalieri di San Giovanni, da cui si distinse per il suo carattere nazionale tedesco, ndr), ed innamorata della latinità nell’insegnamento. Nel suo immaginario, ma con una base didattica dimostrata, l’accostamento fra il tedesco ed il latino per la rigorosità di ragionamento. Una considerazione scientifica reale.

La scelta della ‘civica scuola’ non è accidentale; fin da giovane e bella ragazza della borghesia milanese, ha voluto misurarsi con le opportunità pubbliche per il bene comune; avrebbe potuto scegliere altre opportunità blasonate come il Parini o altro; ha scelto ‘la scuola civica’ per misurarsi con l’impegno dell’apprendimento rigoroso e di alta qualità che era a disposizione in un ambiente ‘civico’.

E poi attività di interprete e assistente nelle contrattazioni commerciali per imprese nazionali, visitando molti Paesi europei, docente di tedesco fino alla pensione. Ma il volontariato appare, in modo operativo ed istituzionale, con la nomina dell’ Ufficio Scolastico di Milano a docente responsabile per il Progetto Orientamento e Alternanza Scuola-Lavoro e a membro del Coordinamento dello  Sportello Regionale Scuola – Volontariato della Regione Lombardia. Un incarico sociale e per il bene comune e collettivo. E’ stata dottoressa Gariboldi nel lavoro commerciale, Professoressa nella scuola e oggi la chiamano solo Claudia, con deferenza e rispetto per il suo ruolo (Claudia origina da ‘claudicans’ cioè ‘che zoppica’ e dalla dinastia ‘giulio –claudia’ che ha dato a Roma i primi cinque imperatori-dal 27 a.C. al 68 d.C, ndr).

Questa la narrazione biografica, ma il vero tema è Claudia Gariboldi come donna del bene e della salute perchè il bene organizzato espresso dai volontari e gestito da Claudia, fa stare meglio i pazienti e non è un azzardo affermare che fa parte dei servizi di salute che vengono offerti dalla IEO e dal Monzino.

In primis, la sua vera motivazione per l’impegno nel volontariato oncologico è di dare, per quello che può e le compete, un contributo nella lotta contro  la malattia e la sofferenza oncologica.

Ed ha sempre fatto suo un insegnamento della mamma, donna che esprimeva una eleganza non solo estetica, ma che era una regola di comportamento: ‘Amare sempre, qualsiasi cosa accada’. Essere e dover essere.

Nel ‘98 un inciampo di salute oncologica e le conseguenti cure; dopo circa un anno e mezzo dalla operazione e terminate le relative terapie, un giorno incontra in IEO la Vicepresidente Merzagora e la Presidente Valaguzza di Sottovoce che le offrono l’opportunità di fare la volontaria .

Ha cominciato ad assistere i malati; era importante dare aiuto per far stare meglio gli ammalati, purtroppo con l’esperienza della malattia non rivelata.

Era un periodo in cui la tecnologia comunicativa era agli albori e, quindi, i volontari erano utili anche perché gli ammalati potevano avvalersi del loro concreto aiuto: per esempio, previa delega, ritirare esami di controllo ed altri documenti che avrebbero dovuto essere gestiti di persona dall’ammalato.

Portava ancora la parrucca che aveva scelto con cura e con il senso di  mantenimento del fascino e della bellezza che aveva sempre avuto. Che dichiara  essere importante per lei, come per molte donne, e che ha giocato nella sua libertà di ‘femmina femminile e libera’ a Londra (periodo che ricorda con nostalgia) ed in Italia.

Le piace essere una donna integrando il grande impegno valoriale, ma anche una leggerezza femminile, essere affascinante. Il suo fascino è l’essere sempre in ordine, è un portato dell’educazione famigliare, nei limiti è una donna ambiziosa. Quando, giocoforza, ha dovuto rinunciare all’estetica dei capelli sempre freschi di parrucchiere ed alla moda, ha giocato d’anticipo con l’acquisto di una bella parrucca. Sa girare attorno per raggiungere il risultato che vuole raggiungere.

Non ha mai voluto fare e diventare una ‘sciuretta’ (donna stereotipata ed un po’ omologata in uno stile milanese), ma una donna che realizza la sua femminilità positiva e passa elegantemente inosservata. Ogni tanto vorrebbe anche ritornare al periodo della ragazza del ‘68 vissuto in Italia, a Londra e in Germania; non barricadiera, ma tosta e determinata nel portare a compimento gli studi e raggiungere i propri diritti femminili.

Ama leggere le biografie di vite affascinanti. Ha sempre studiato molto con approfondimenti per sapere e dimostrare. Storia del comunismo, storia tedesca del ‘900, nulla di frivolo. Tra i film cult ‘Le vite degli altri’, dove la storia dei singoli individui è determinata dagli eventi della storia dell’umanità intera.

Non omologata anche nella musica, con i Rolling Stones insieme alla musica classica. Ama “la natura, il contatto diretto con la natura!”, l’acqua, il sole.

Un ricordo pubblico a cui rimasta  legata sono gli incontri che faceva con centinaia di genitori per orientare i loro figli nella scelta degli studi post-diploma. Era soddisfatta e ricorda con piacere il fatto che l’avvicinavano nel post incontro e le dicevano che era stata convincente, chiara e diretta. Efficiente ed efficace; senza sfridi!

Anche per lei, come in altre interviste, la nascita del figlio è un fatto privato di grande emozione. Ama amare e fra gli amori di giovane studentessa c’è il ricordo di Alberto, molto bello e conteso e grande emozione quando la aspettava fuori dalla ‘scuola civica’. Aveva vinto sulle concorrenti dei licei della borghesia un po’ dorata. E Alberto veniva dall’università proprio per lei.

Ha un figlio ormai ‘grande’ e che ama come è ovvio ed ha una ‘figlia’ rumena voluta come ‘adozione di cuore’. Ma c’è anche una nipotina  che è la continuità dell’adozione di cuore. Ha visto molte persone morire di cancro; e le fa una gran rabbia quando qualcuno perde la battaglia e il cancro se lo porta via. Il volontariato le ha insegnato a leggere le incertezze, l’impotenza, il dolore negli sguardi. Ha accompagnato molti pazienti.

Non ha ‘pruderie’ sull’argomento sesso perché sa quanto i pazienti oncologici non lo esprimono, ma vivono il problema. Ormai uomini e donne esprimono la loro consapevolezza. Sa anche che un sesso sano fa bene, da energia, sa anche che amare vuol dire anche apprezzare il fascino della mente.

Questa leggerezza ogni tanto le fa pensare che forse vale la pena essere meno determinata anche se è soddisfatta di questa dialettica fra ‘dover essere’ impegnativo e leggerezza del femminile. Anche per questo approccio non ha mai rinunciato a cose essenziali.

Sa che c’è differenza di sacrificio fra uomo e donna, ma non c’è differenza di risultato. Comunque, non invidia gli uomini e non rinuncia alla sua femminilità. E in generale considera gli uomini come colleghi più buoni delle donne.

A Claudia piace scrivere per esprimersi senza limiti ed ha pubblicato un libro – testimonianza ‘La forza della consapevolezza’ (la sua esperienza di donna ammalata). Quando incontrai tanti anni fa Claudia me lo diede ed io lo lessi. A me è piaciuto.

Ed altro? La foto di accompagnamento di questo cammeo. La sua Jacklyn! Il desiderio di avere un cane è sorto prepotente dopo la malattia. Crede sia legato all’idea di vitalità e gioia che trasmette un cucciolo. Innocenza e vitalità allo stato puro. Da allora farebbe molta fatica a non avere un cane. “Jacklyn è un nome legato al primo cane che ho avuto, Jack, morto 4 anni fa”. “Amare sempre, qualsiasi cosa accada”.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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