giovedì, Maggio 19

Le donne del bene e della salute: Carla Pizzul Responsabile di una casa famiglia gestita dall’associazione Barabba’s clowns onlus, riesce a realizzare la vita di una famiglia di dieci componenti e nel contempo realizzare se stessa

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Serenità e capacità di gestire una vita complessa e organizzata, semplificando gli impegni quotidiani che otto figli pongono come esigenza non solo educativa, ma di espressione di vocazione relazionale. Rendere semplice il complesso e non cadere mai nel complicato. Missionaria? Bacchettona? No, molto sul pezzo quotidiano e quando incomincia qualche cosa lo porta fino in fondo. Realizzare la vita di una famiglia di dieci componenti e nel contempo realizzare se stessa. Carla Pizzul, una dolce signora cinquantenne (“gli anni che passano sono sempre una bella età”), è responsabile di una casa famiglia gestita dall’associazione Barabba’s clowns onlus, di cui è socia e del cui consiglio direttivo fa parte da circa 8 anni (accoglienza, teatro sociale, clownery ed anche una casa famiglia in Rwanda).

Una famiglia con una brigata di figli (tutti figli senza distinzione) con una età da 11 anni a 22 anni accogliendo ragazze e ragazzi dalla pre-adolescenza in sù.

Quattro ragazzi accolti e quattro figli propri ed un marito (educatore e laureato in giurisprudenza) che ha conosciuto nell’oratorio di Milano ma con cui poi ha trovato convergenze ‘sul lavoro‘: lei assistente sociale e lui prima volontario del servizio civile presso il Centro Salesiano di Arese poi educatore e insegnante (una istituzione per il territorio, con offerta formativa ed educativa per centinaia di ragazzi che sviluppano professionalità per l’inserimento lavorativo) hanno poi deciso di far diventare progetto di vita comune la passione per l’educazione dei ragazzi, in particolare quelli cui la vita ha posto davanti un po’ di ostacoli.

Come coppia si conoscono da sempre. E’ anche super visore educativo dell’equipe dello spazio giovani ‘Young do it’ del comune di Arese. Il profilo professionale è quello socio educativo. A Carla piace tantissimo avere una vita di relazione, una casa con la vita di tanta gente e la possibilità di  trasmettere di piu’ rispetto alle tecniche del  proprio lavoro. “Non distinguo fra lavoro e vita e la condivido con mio marito. Il segreto della mia e nostra storia è che c’è sempre una progettualità nuova davanti, che non fa accomodare e dare per scontato nulla. Progettualità anche spicciola e casalinga: faccio da mangiare, faccio la spesa, faccio quasi tutto eccetto l’aiuto di un educatore nel pomeriggio che mi affianca con i miei figli ancora in età scolare”.

Il valore aggiunto per Carla è educare (senza perfezionismi) i figli e creare un ambiente familiare condiviso. Ripensamenti mai? ”Qualche interrogativo suuna vita sempre così ad impegno spinto 24 ore su 24. Qualche domanda sulla gestione del matrimonio. Ma poi tutto passa con fiducia”.

Qualche rinuncia? “Viaggi non fatti e corsi professionali non frequentati per impegni di famiglia. E, qualche volta, un po’ di spazio per la nostra coppia.

La retorica dell’apprezzamento incondizionato sottotraccia è presente e, alla domanda se fa del bene senza ripensamenti, pone in risalto che ha una vita molto impegnativa che la assorbe intensamente (“con il Covid ancora di più e  mi ha tolto un pò di spazio ed ha inserito, in alcuni casi, una convivenza forzata familiare”), ma ha molta gioia vissuta ed appagante. Ed è contenta così. Esprime il suo fascino con il sorriso; non è parrucchiere-dipendente, forse un po’ più di lei le figlie (“anzi non ricordo l’ultima volta in cui ho investito in ‘make up’”); le piace essere naturale: ”ho trovato il modo di curare me stessa quel tanto che serve per stare bene con me stessa”.

Un ricordo pubblico che Carla Pizzul non dimenticherà mai è l’inaugurazione della comunità familiare. C’era tanta gente di Arese ed era un fatto tangibile che fare accoglienza in famiglia diventa anche profezia politica di uno stile di comunità per tutto il territorio. Il ricordo privato indimenticabile: la nascita dei 4 figli che è stata una ulteriore tappa della vita.

E gli hobby? Lavori creativi manuali che certamente non mancano in una casa a due piani e sei camere da letto nonché dieci persone da gestire. Coinvolge anche i figli. Ha fatto pallavolo da giovane ragazza, ama fare camminate in montagna ma il tempo è tiranno. ”Mi piace ascoltare musica, cantare e suonare”. Ama leggere romanzi e saggi sociali anche se gli spazi temporali sono esigui.

L’impatto con la morte è ovviamente impegnativo, ma supportato dalla sua esperienza di fede. Ha visto e condiviso la morte di tante persone anche giovani e questo periodo di Covid ha ulteriormente fatto riflettere: è parte della vita e ne delinea la preziosità.

Tradimento e fedeltà: “due concetti da affrontare senza censure e comunque è sapere che si può sempre ricominciare. E’ la storia delle coppie. Si puo’ sbagliare, tradire e ricominciare. Non credo che la perfezione sia la cifra di nessuna esperienza umana, men che meno quella dell’amore, il perdono invece sì. Sempre e comunque con mio marito: anche con un periodo di distacco prima del matrimonio e poi coppia “senza se e senza ma!””.

Il sesso è energia vitale; nella nostra esperienza non e’ un tabù, ma certamente in questo tempo in cui tutto è davanti a tutti senza limiti, avere un po’ di pudore come cura e custodia della propria intimità di pensiero, di emozione, di parola, di corpo non guasta. E’ parte vitale del nostro essere uomini e portare rispetto è la delicatezza di esperienza personale. Ora che ho 50 anni è tutto più equilibrato. Il tema mi impegna molto soprattutto nella crescita dei figli”.

Essere donna l’ha penalizzata? ”Non ho avuto ostacoli: il lavoro che faccio è tipicamente femminile e mi piace pensare che non debba essere considerato come ruolo residuale della donna. L’ ambiente è favorevole a questa impostazione.

E la diversity ed il genere? ”Valorizzo le differenze ed alcune cose sono legate al contesto in cui vivo; nessuno spazio alla discriminazione e ci tengo molto alla differenziazioni, alla valorizzazione dell’originalità di ognuno“.

Bontà al maschile e al femminile? ”No, la bontà è una sola”. Senza sesso. “Maschile e femminile sono distinzioni che danno un valore aggiunto e che offrono una valorizzazione positiva. La maternità, per esempio, che è già il modo per eccellenza di fare accoglienza, è la contaminazione del maschile e femminile“.

Il suo cognome è impegnativo per i baby boomers e generazione Y: suo papà (Bruno Pizzul, giornalista sportivo e prima voce della nazionale italiana) è stato una icona del calcio parlato e descritto. Quale il rapporto? ”Ottimo e mi insegna a vivere la vita con semplicità, gratuità eleggerezza. Oggi ha 11 nipoti e momenti di rito familiare: una settimana d’estate e il Natale insieme che i figli ed i nipoti anche ormai adulti attendono più che volentieri.

Carla Pizzul affronta situazioni complesse, ma le semplifica per non farle diventare complicate. Il cameo l’ho fatto via Whatsapp: voce e immagine che ti rassicura e ti dà fiducia. E come potrebbe essere altrimenti!

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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