lunedì, Novembre 29

Le donne del bene e della salute: Adriana Albini Tra le scienziate italiane più citate al mondo, si occupa di biologia molecolare e di angiogenesi, ovvero di come ‘soffocare i tumori’. Tutto questo vuol dire fare salute; ogni tanto rischia di andare in apnea, ma è un’atleta e riemerge, rilegge, ripensa per “continuare sempre e comunque”

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Sarebbe facile e un po’ immaginifico scrivere che Adriana (d’ora in avanti Adri,così la chiamano) Albini è una scienziata con la spada, perché combattiva (lo è); ed invece Adri è combattiva e agonistica veramente perché è una schermitrice che ha collezionato molti podi (molti secondi e terzi posti) in giro per il mondo (convocata dal 2010 a oggi per 10 anni consecuitivi ai Mondiali Master; Argento ai Campionati Europei di Porec del 2015, bronzo mondiale a Livorno 2018). Oggi continua ad allenarsi e frequenta i migliori circoli e le  sale di scherma in Italia ed all’estero.

Il nome Adriana è nome di famiglia ed è in onore anche del trisnonno Adriano Pantaleoni, famoso baritono della fine ‘800. Il papà Umberto Albini era un noto grecista, sei lingue parlate, traduttore dall’ungherese e grande traduttore delle commedie greche i cui testi hanno dato vita a grandi performance teatrali.

Adri è una scienziata che fa ricerca per la salute; sperimentazione su cose piccole che possono diventare grandi, le piace capire cosa succede. Affermazione forse banale, ma indica impegno operativo e non estetico.

“Fa ricerca sul banchetto” nel senso che fa esperimenti con determinazione e molto sacrificio; poca mondanità scientifica anche perché è una donna e solo gli scienziati maschi bucano lo schermo tv o calcano il palco dei convegni.

Ha l’abilitazione a ricoprire il ruolo di direttore scientifico delle IRCCS, ma su 51 IRCCS solo 3 o 4 donne hanno questo ruolo. Attende con fiducia; nel passato la solita storia: è arrivata al rush finale e ‘testa a testa’ nella selezione, ma poi hanno preferito un uomo.

Oggi è Responsabile del Laboratorio di Biologia Vascolare e Angiogenesi dell’IRCCS MultiMedica e Direttore Scientifico della Fondazione MultiMedica Onlus. E’ docente di Patologia Generale, in particolare Immunologia, all’Università Milano Bicocca e Professor, Affiliate Faculty alla School of Systems Biology, College of Science, George Mason University, Fairfax, Virginia (USA).

Adri ama il suo ruolo di scienziata e lo fa con passione, ma la gioia che prova, spesso, passa attraverso tanta sofferenza; spesso, ha avuto qualche ripensamento perché i risultati raggiunti l’hanno impegnata e le hanno imposto una fatica  più intensa di quella che avrebbe dovuto sostenere. Però avanti!

Comunque, le piace vincere, andare sul podio; crede in un sano protagonismo che dinamizza la sua vita di madre di due figli. Inoltre ha un must della sua vita cercando di fare molto insieme ai figli: tuttora che sono fuori casa li ha a cena almeno una volta a settimana. Madre, scienziata e moglie con un equilibrio a volte instabile, ma sempre in equilibrio.

Il suo ruolo non è facile; lavora 14 ore al giorno e qualche volta non tutto è piacevole. Come donna, al suo merito e al curriculum scientifico ed amministrativo di pregio, si è contrapposto il fatto che ha un carattere combattivo e non ha paura delle sfide come quando tira di scherma per vincere.

A volte ho dovuto rinunciare al tempo per me, al tempo per i figli ed alle mie città di mare: Genova dove ho fatto il liceo e l’università e Venezia dove sono nata. E purtroppo ho rinunciato a ‘scrivere’; hobby per me di grande soddisfazione e piacere:ho un contratto firmato con una casa editrice di spicco per un libro sulla ‘mia scienza’, ma ho difficoltà a trovare  non solo il tempo, ma anche l’aggancio creativo. Comunque mi conosco,quando  entro nel trip creativo sono ‘una formula uno”.

E la diversity? “Non credo che si possa superare la  diversity;perché anche nell’antica Grecia e nella mitologia greca così era; anche Medea era discriminata come straniera e come donna di cultura… Le donne danno il massimo assecondando le debolezze degli uomini e sono abituate a rinunciare”.

Adri qualche volta pensa come un uomo anche perchè non ha avuto Barbie ed il suo studiare è sempre stato determinato e con utilità maschile anche per riuscire e vincere. Peraltro il cervello non ha sesso; certamente è plastico ed i suoi circuiti neuronali si modificano col tempo e con gli stimoli ricevuti. Le differenze e le regole strutturali definiscono il ‘gioco del merito’ e gli uomini sono gli arbitri.

Ma come esprimi il tuo fascino? ”Credo nella cura della bellezza; mi piace coltivare fascino anche invecchiando. Ovviamente credo anche in un fisico attraente ed infatti coltivo intensamente la scherma. Mi affascinano gli uomini che mi fanno ridere ed hanno umorismo. Nel mio periodo in USA ho imparato che quando si entra in una stanza  bisogna avere il sorriso sulle labbra. Mi piace sentirmi ancora una over cinquanta che vale e non vorrei ritornare ad avere 20 o 30 anni”.

La solita domanda: l’ultimo libro? ”Leggo libri senza una preferenza specifica anche se a volte mi appassiono ad una specifica linea di scrittori (questa estate ho letto autori giapponesi Haruki Murakami, Seichō Matsumoto, Kazuo Ishiguro….) .Mi piace rileggere e ripensare. Mi piace ripensare a mio papà, super studioso, combattente partigiano, laureato alla normale di Pisa”.

“Un ricordo pubblico che mi piace ricordare è quello quello dell’aver saputo organizzare a Genova, con il cuore il convegno della Società Italiana di Cancerologia (SIC) di cui sono stata Presidente. Sempre con il mio prof indimenticabile: il cancerologo Leonardo Santi, che ha costruito l’Istituto dei Tumori di Genova dove ho lavorato per oltre 18 anni, una casa, non solo un lab”.

Il ricordo privato con la R maiuscola è l’incontro con mio marito; ero in USA ed avevo organizzato un festa a casa mia per poterlo incontrare e conoscere meglio. Ma si è fatto desiderare arrivando come ultimo fra i partecipanti; poi, però, nel dopo festa, quando siamo rimasti da soli, ci siamo dati il primo bacio come in un film”, prosegue la Albini.

Credo nella sessualità che è per ogni tempo della vita; è molto importante e credo nell’elettricità e nella chimica del rapporto. Non ero per il libero amore, ma il fatto che non potessi mettere i jeans, perché ragazza, mi dava sui nervi. Ed infatti un po’ di rivoluzione di gender si è fatta. Anch’io”.“Il mio primo amore fu un ragazzo veneziano ambientalista ante litteram che ho conosciuto quando fece la maturità ed andai a sentire il suo colloquio di maturità “.

Adri Albini è una donna che con la sua scienza ha messo a punto in passato un modello di ‘Metastasi in provetta’, utilizzato in tutto il mondo e oggetto di una pubblicazione che conta quasi 2000 citazioni su riviste scientifiche

E’ titolare di 14 brevetti per nuovi approcci terapeutici. Nell’immaginario collettivo la salute è solo un prerogativa dei medici; Adri confuta questa credenza popolare e cura ‘prendendosi cura’ tramite la ricerca. E senza scienza e ricerca non c’è miglioramento della salute.

La Albini è protagonista di questa rivoluzione. Sottotraccia mi pare che  la scienza dell’Albini ha una valenza democratica, di coinvolgimento della gente nella fruizione ed accettazione dei prodotti della scienza.

Ha pubblicato oltre 370 articoli di ricerca sperimentale sulle più qualificate riviste scientifiche americane ed europee con impact factor. La Dottoressa Albini è tra le prime scienziate italiane più citate nel mondo – per tutte le discipline – con h index= 93 (Scholar) e 80 (Scopus).

E’ l’ideatrice del club delle ‘Top Italian Women Scientists 2016’ che riunisce le eccellenze femminili impegnate nella ricerca biomedica in cima alla classifica dei Top Italian Scientists (TIS), un censimento degli scienziati italiani di maggior impatto in tutto il mondo, misurato con il valore di H-index.

E’ Membro dell’Editorial Board di riviste scientifiche: Journal of the National Cancer Institute, Cancer Prevention Research (Senior Editor), Carcinogenesis (Senior Editor). E’ Editor-in-chief della rivista scientifica CancerWorld .

Ha lavorato per 3 anni in Germania all’Istituto Max Plack di Biochimica dopo la laurea e all’Istituto Superiore di Sanità (NIH) negli Stati Uniti per tre anni e mezzo. Un ‘cursus honorum’ scientifico importante.

Adri sa anche essere cattiva: si occupa di biologia molecolare e di angiogenesi, ovvero di come ‘soffocare i tumori’. Tutto questo vuol dire fare salute; ogni tanto rischia di andare in apnea, ma è un’atleta e riemerge, rilegge, ripensa per “continuare sempre e comunque”.

Una chiusa con scienza e poesia, con ammirazione per il padre che è stato una icona di studio,ricerca e sensibilità.E’ una poesia senza tempo:era per la mamma.ma vale anche per Adri Albini.

 

Tempo scaduto

L’ala della civetta

mi ha sfiorato,

il bagatto rovescia

sulla tavola filze di assi,

malaugurio certo.

Per strada qualcuno

canticchia

una canzone stridula.

Ma l’affetto che ci lega

non si scioglie. Il mondo

che avevamo

conquistato per noi

sta saldo

e inaccessibile.

Il mio sentimento per te

respira ancora.

(Umberto Albini)

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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