lunedì, Aprile 19

Le conseguenze degli attacchi mortali in Myanmar Gli Stati Uniti esprimono preoccupazione per la situazione in Myanmar

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Lunedì, gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per la situazione in cui si trova la città di Musa, sul confine con la Cina, dopo i combattimenti tra l’esercito del Myanmar e le due milizie etniche.

A causa degli scontri, circa 20 morti e più di 20 feriti. Un gruppo di 50 soldati del Ta’ang National Liberation Army (TNLA) insieme all’Esercito di Indipendenza del Kachin, hanno attaccato le forze di polizia della città di Muse e la milizia locale di Namkham Myoma; lo ha riportato l’agenzia ufficiale Myanmar News.

Un portavoce del Governo ha dichiarato che gli insorti sarebbero circa 100. Circa 30 uomini armati hanno sparato nelle vicinanze della casa del capo della milizia locale Aik San, mentre altri 10 hanno attaccato il personale della polizia cittadina e i miliziani  che si trovavano al confine. I miliziani poi sono ritirati dopo essere stati respinti dalla polizia armata e da membri di una milizia sostenuta dal Governo.

Tra i 27 feriti c’erano tre membri del personale della polizia del Myanmar, sei miliziani e 18 civili. “Siamo profondamente preoccupati per le perdite causate dai recenti scontri tra l’Esercito di Liberazione Nazionale Ta’ang, le forze di sicurezza governative e le milizie nel distretto di Muse nello stato settentrionale di Shan ed esprimiamo la nostra sincera solidarietà alle famiglie di coloro che sono stati uccisi e feriti conflitto “, si legge in una dichiarazione rilasciata dall’ambasciata statunitense in Myanmar. “Esortiamo tutte le parti interessate ad esercitare moderazione nel proteggere la popolazione civile da ulteriori vittime, per consentire agli aiuti umanitari di raggiungere tutte le comunità colpite dai conflitti e per negoziare soluzioni pacifiche ai problemi che hanno afflitto questa nazione”.

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