lunedì, Settembre 27

Le carceri sono inumane field_506ffb1d3dbe2

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carceri filippine

Bangkok – Quando l’avvocatessa Gigi Reyes ha saputo di dover affrontare la drammatica condizione del carcere a causa del suo coinvolgimento nello scandalo del cosiddetto “barile di carne di maiale” è caduta in un mare di lacrime, le si prospettava nella sua mente l’apertura delle sbarre nel carcere di Quezon City. Allo stato attuale permane nella sede di Sandiganbayan, cioé lì dove è situato il corpo giuridico dell’antifrode a Quezon City mentre la Corte Anti-Frode attende i documenti emessi dal Bureau dell’Amministrazione Penitenziaria e di Diritto Penale sulla condizione e sulla sicurezza del dormitorio femminile. La cella di 23.5 metri quadri di Sandiganbayan è relativamente nuova. La sua costruzione è stata ordinata dalla Corte nel Dicembre 2013 come parte del programma di “sviluppo ed attenzione di genere” dove i prigionieri -uomini e donne- possono accedere ad una serie di agevolazioni distinte.

La Reyes ha la fortuna –o il vantaggio politico- di essere la prima prigioniera ad usufruire della stanza che ha un letto singolo, un piccolo lavabo da cucina, un water ed un ventilatore da soffitto, sebbene sia rotto al punto di dover fare affidamento ad un ventilatore di rimedio, proveniente da chissà quale bancarella. Ha diritto anche ad una fornitura di cibo in valore pari a 30 Pesos filippini, cioé circa 0.70 $ per singolo pasto ma i visitatori hanno il permesso di portarle qualcosa da mangiare prodotto in proprio.

Certo, si tratta di un alloggio parecchio spartano per le abitudini della Reyes, fino a poco tempo fa abituata a fastose feste mondane ed al lusso che derivava dal ruolo di amante (così si sussurra da tempo) del senatore Juan Ponce Enrile, un ex Presidente del Senato ed oggi accusato anch’egli nello scandalo del “barile di carne di maiale” insieme con altre 54 persone.

Ma quello che sta vivendo oggi è da considerarsi un lusso rispetto a quello che l’aspetta nel carcere di Quezon City. Lì la Reyes si ritroverà stipata in una struttura edilizia pensata per sole 56 persone ma che oggi ne custodisce  504, un tasso di sovraffollamento di circa l’800 per cento.

Il pasto quotidiano ha un valore lievemente superiore, 50 pesos, dovrà rinunciare al letto e dormire per terra. Dovrà indossare una uniforme con una maglietta gialla e dei pantaloni marroni, fare la fila per andare in bagno in bagni in comune (i detenuti in attesa di giudizio innanzi alla corte hanno la precedenza). La Legge naturalmente dovrà essere seguita alla lettera, soprattutto nel caso della Reyes che non è un esponente ufficiale eletto né una testimone: non vi è alcun trattamento speciale per i prigionieri, senza alcuna distinzione.

Le prigioni filippine sono un buco infernale dove non vi è alcuna nozione di condizione umana e le condizioni di vita sono miserabili, brutali, disdicevoli. Secondo un report del 2011 emesso dal Dipartimento degli Interni e dal Governo Locale, le carceri locali sono congestionate mediamente del 400 per cento. Il carcere di Manila, ad esempio, fu costruito per avere 1.000 detenuti ed oggi ne ospita 5.300 nell’anno in corso. Muntilupa è circa il 500 per cento oltre la sua capacità operativa.

Da tutto questo deriva. affermano i critici, la assoluta necessità di riformare profondamente l’intero sistema carcerario delle Filippine che oggi sono solo la tomba dei Diritti Umani fondamentali.

 

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