mercoledì, Ottobre 20

Le 'cappellate' del Parlamento italiano Il Giudizio Universale di Matteo Renzi visto in chiave rinascimentale

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«Chi uccide, stupra o aggredisce un altro essere umano va punito. Punto. A prescindere dal colore della pelle. Sei bianco, sei nero, sei rosa e ammazzi qualcuno senza motivo? In galera, la violenza non ha giustificazione. Il ragazzo nigeriano a Fermo non doveva morire, una preghiera per lui. È sempre più evidente che l’immigrazione clandestina fuori controllo, anzi l’invasione organizzata, non porterà nulla di buono. Controlli, limiti, rispetto, regole e pene certe: chiediamo troppo?»

Ha provato ad essere politicamente corretto, ma alla fine non ce l’ha fatta, ed è esploso come un fiume in piena, distruggendo gli argini della decenza e sfociando sul solito cliché dell’immigrazione clandestina. Caro Zuckerberg potresti bloccare l’account di San Bartolomeo per un giorno, ad esempio la domenica (giorno di riposo obbligato), chiediamo troppo?

Vicino a San Bartolomeo/Salvini, c’è San Lorenzo con la graticola. E qui gli accostamenti allegorici potrebbero essere moltissimi. Ad esempio Gianni Cuperlo (e tutta la minoranza PD), che all’ultima direzione di partito ha dichiarato che «è suonato l’allarme. Oggi sei vissuto come l’avversario di parte della destra, ma anche di un pezzo della sinistra. E questo è un dramma. Il rischio è che senza una svolta condurrai la sinistra italiana a una sconfitta storica». L’affondo è chiaro, soprattutto se letto dopo i disastrosi risultati delle amministrative che hanno strappato al Pd la Capitale e Torino.

Continuiamo. Sopra la testa di Matteo/Cristo giudice c’è l’anello dei beati, che nel nostro caso potrebbero essere i Pentastellati. Coloro che in fondo sono i più santi di tutti, e che secondo gli ultimi sondaggi politici sono saliti al primo posto con un trend del 31%. I Gruppi di Destra e Sinistra, rispetto alla figura del Santo Premier, potrebbero essere Forza Italia, il Partito Democratico (quello renziano naturalmente).

Ah non dimentichiamoci del nostro Presidente della Repubblica. Più in alto di tutti, nella lunetta di sinistra, ci sono gli angeli con gli strumenti della Passione. Ecco, allegoricamente parlando, potrebbe essere l’essenza di Sergio Mattarella che porta la croce più pesante: far finta di essere il Presidente della Repubblica. Tenere a bada lo spirito combattivo di Giorgio Napolitano non è semplice, visto che sembra più lui (che l’altro) dirigere la politica italiana. Ultima dichiarazione dell’emerito? «Io mi sono rotto la testa per quasi nove anni da presidente della Repubblica ascoltando tutte le forze politiche che mi hanno fatto perfino giuramenti che si conclusero con un nulla di fatto. Noi amiamo la Costituzione per i principi e i valori fondamentali a cui non rinunceremo mai ma la seconda parte, su come deve funzionare lo Stato, l’opera dei costituenti non è stata perfetta e lo sapevano anche loro che bisognava sanare le debolezze, ossia un governo debole e una instabilità cronica».

Speriamo (vivamente) che Michelangelo non se la prenda per aver deturpato (solo a parole) il suo capolavoro.

 

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