martedì, Maggio 11

Le bizzarre strategie del Movimento 5 Stelle field_506ffbaa4a8d4

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Su una cosa si può convenire con il grillino Luigi Di Maio, uno di quelli che fanno parte del nucleo ‘forte’, quelli che dettano l’agenda e fissano la strategia del movimento: «Ne vedremo ancora delle belle». A patto, ovviamente, di intendersi sul significato di questo ‘bello’; nessuno e nulla garantisce sia effettivamente tale, anzi.
Nello spazio messo a disposizione dalla trasmissione ‘In mezz’ora‘, Di Maio fa sapere che non sarà il Movimento 5 Stelle a chiedere le dimissioni dell’attuale inquilino di palazzo Chigi se, in autunno, i NO dovessero superare i SI al referendum sulle riforme costituzionali. Paradossale: il Presidente del Consiglio e i suoi Ministri più cari vivono il referendum come una sorta di personale Armageddon: se si dirà NO Matteo Renzi lo interpreterà come un NO all’intero suo fare politico, e promette che se ne tornerà a casa (ipse dixit); chi, invece, come il Movimento 5 Stelle, avrebbe tutto l’interesse a legare il destino di una riforma che ritiene sbagliata a quello di chi la propone già ora annuncia che non è così; il massimo dell’audacia che concede è: «Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrà un ruolo fondamentale. Questo non significa tirarlo per la giacchetta, ma individuare in lui la funzione di garante della Costituzione».
Il Presidente del Consiglio può dormire sonni tranquilli anche per quel che riguarda l’esito delle ormai imminenti elezioni Amministrative: i pentastelluti non chiederanno le dimissioni neanche «se dovesse avere un contraccolpo come PD dopo il voto delle Amministrative».
La sedicente antipolitica, come si vede, si trasforma in politica politicante a tutto tondo. La comoda rendita che l’esiste assicura è di gran lunga preferita a una eventuale assunzione di responsabilità diretta. Un po’ evidentemente, perché sanno di non disporre di personale politico sufficientemente attrezzato per le mille emergenze del Paese, un po’ perché è poco impegnativo prodursi in innumerevoli ‘No’ e ‘Basta’, ma è assai più faticoso produrre anche qualche ‘Si’; infine, perché anche lo stato maggiore grillino, tra le mille vantate ‘connessioni’, si comincia pur a rendere conto che i casi di Quarto, Livorno, Parma cominciano a lasciare il segno… In sintesi: al movimento di Beppe Grillo non conviene che Renzi sbaracchi da palazzo Chigi.

A metà aprile la candidata del Movimento 5 Stelle per il Campidoglio Virginia Raggi è a Milano, parla di campagna elettorale con Davide Casaleggio, il figlio maggiore del defunto Gianroberto, del quale ha raccolto lo scettro. A rapporto, verrebbe da pensare, ma è una cattiveria. Non lo è però apprendere dalle labbra di Di Maio e non da quelle di Raggi che a Roma ci saranno  «assessori a tempo determinato, facciamo un jobs act per i politici, non per i cittadini. Il bello deve ancora venire. Nella prossima settimana spiegheremo ai cittadini romani come intendiamo riorganizzare il Comune di Roma. Passeremo da 12 a 9 Assessorati e saranno a tempo determinato. Saranno Assessorati a progetto, dopo aver realizzato il progetto basta, si va via». Ecco, la figura dell’Assessore a ‘progetto’ davvero mancava, nella galleria delle ‘fantasie’ grillesche. Lacuna colmata. Sempre da Di Maio (non da Raggi) si apprende che «ci sarà Assessore alla città semplice per semplificare le procedure e Assessore alla persona». Poi, evidentemente Di Maio si rende conto che il candidato Sindaco non è lui, ma Raggi, però non rinuncia a dettare la tempistica: «I membri della giunta M5S li annuncerà in settimana Virginia Raggi, sarà un dream team». Lui già lo sa. Concordati, magari, con la Casaleggio associati?

Come sia, una Raggi blindata, comunque: «Sarà aiutata da esponenti istituzionali di tutti i livelli del Movimento 5 Stelle, ma non è un direttorio. Gli unici che controlleranno il Sindaco di Roma saranno i cittadini romani. Se cittadini romani chiederanno di dimettersi, si dimetterà». E come saranno mai chieste, nel caso, queste dimissioni? Con tweet, un sms, attraverso le consultazioni telematiche?

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