mercoledì, Dicembre 8

Le bizzarre sentenze della Corte di Cassazione

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Come lascia più che perplessi la famosa sentenza dei jeans del febbraio 1999. Ricordate? I jeans vengono definiti un indumento talmente aderente da rendere praticamente impossibile il toglierli senza il consenso dell’interessata. Cosicché la ragazza che quei jeans li indossava non poteva lamentare la violenza denunciata. L’autore della violenza non avrebbe potuto sfilarli senza il consenso della ragazza; e dunque niente violenza. Peccato che qualche settimana dopo un’altra corte della Cassazione stabilisca che un’altra ragazza, ha subito effettivamente la violenza denunciata. Eppure anche lei indossava un paio di jeans. Meno aderenti, di una marca diversa? La sentenza non lo dice.  Il repertorio delle sentenze chiamiamole “curiose” è nutrito.

Le donne, dice il proverbio, non si toccano neppure con un fiore. Se però donna è vostra moglie, e se vostra moglie è diciamo così robusta, e voi la maltrattate, forse ve la potete cavare: come un tale di Livigno: assolto perché la consorte non si era mostrata particolarmente intimorita dalle percosse.

Capitolo ingiurie. Se vi capita di dare del buffone a un qualche politico e gli augurate magari di fare la fine di Ceaucescu è possibile che siate assolti; ma non vi scappi di bocca “Sei come Monica Lewinsky”, potrebbe essere considerata ingiuria.

Li vediamo tutti i giorni nelle nostre strade che chiedono l’elemosina. Sfruttamento dei minori? Non sempre. Costringere il figlio a chiedere l’elemosina per alcune comunità, testuale, “costituisce condizione di vita radicata nella cultura”.

Droga. Qui ci si può divertire. Se coltivate piantine di cannabis potete farlo senza incorrere in reato. E’ sufficiente che le piantine non maturino, perché così non costituiscono un pericolo per la salute pubblica. Però potete anche dichiarare che si tratta di marijuana meditativa, possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera. In quanto adepti del culto rastafariano, sarete tollerati.

Avete preso una multa? Forse non è valida: per farvi comprendere che avete commesso un’infrazione il vigile vi deve guarda fisso negli occhi. Offrire denaro a un poliziotto per evitare una multa di solito è corruzione; ma dipende da quanto si offre: se si tratta di dieci euro il fatto non sussiste, per palese irrisorietà.

Avete l’abitudine di stendere i panni ad asciugare? Abbiate cura di strizzarli molto bene. Se sgocciolano potete essere puniti. La pausa caffè, infine: è tollerata, ma solo se di pochi minuti. Pochi quanti? Questo non è ben precisato. La storia è questa: un dipendente si infortuna durante la pausa caffè, ma si è visto negato il risarcimento perché la pausa caffè era troppo lunga, e non rientrava nell’attività di ristoro giudicata utile al rafforzamento delle proprie energie psico-fisiche per un migliore espletamento del servizio. Tutto nero su bianco, in nome del popolo italiano.

 

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