domenica, Settembre 26

Le basi dell’ISIS in Libano

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La presenza delle bandiere nere jihadiste in alcune città del Libano, fa capire quanto in quelle zone l’attività jihadista sia molto radicata e abbia delle basi solide.

Tuttavia, l’inizio dell’attività di Al Qaeda in Libano è iniziata prima della crisi siriana nel 2011, in particolare nel 2007, con l’aumento delle attività di Fatah Al Islam, delle brigate Abdallah Azam e delle brigate Ziad Al Jarrah.

Alcuni media affermano che l’organizzazione dello ‘Stato islamico’ (ISIS), abbia stabilito alcune basi a Tripoli e in altre città libanesi.

Inoltre, i rapporti dicono che l’ISIS abbia creato alcune roccaforti in alcuni campi profughi palestinesi in Libano, soprattutto a Ain El Helwe, un campo vicino a Sidone, dove le bandiere nere di Al Qaeda sventolano sui balconi, nelle strade e in alcuni quartieri di Tripoli. Tuttavia, la presenza di tali bandiere legate ad Al Qaeda e a l’ISIS sono l’espressione del sostegno e della solidarietà più che un’affiliazione o legame a queste organizzazioni.

Le organizzazioni jihadiste in Siria hanno beneficiato del villaggio di Bekaa ad Arsal presso i confini siriani. Questo villaggio è stato usato come passaggio per i veicoli che contenevano trappole esplosive che viaggiavano da Yabroud, zona nei pressi di Qalamoun in Libano, per giungere in un sobborgo meridionale di Beirut (Al Dahyiha) e altre zone sciite libanesi.

Tuttavia, alcuni analisti e ricercatori ritengono che l’ISIS sia ancora debole in Libano, che sia un progetto in costruzione, e che ci sia stata troppa fretta nel dichiarare la sua presenza in Libano, dopo essere venuti a conoscenza delle basi in Iraq e in Siria.

Forse la presenza dei militanti libanesi dello ‘Stato islamico’ che combattono in Siria e in Iraq, suggerisce la formazione di una rete organizzativa all’interno del Libano alla quale si congiungono dopo il loro ritorno o attraverso le varie connessioni. I media, il 6 luglio 2014, hanno pubblicato un rapporto riguardo un libanese Abu Hafs che avrebbe realizzato un attentato suicida nella zona di Al Washash al centro di Baghdad per l’ISIS.

Il fronte Al Nusra legato ad Al Qaeda, verrebbe utilizzato come veicolo di popolarità per i jihadisti presenti in Libano, allo stesso modo le brigate Abdallah Azzam, che operano in Libano, sono state considerate un affiliato di Al Nusra e non dell’ISIS. Tuttavia, Abu Bakr Al Baghdadi è stato in grado di attrarre alcuni dei suoi avversari di Al Nusra, per riuscire ad avere il controllo sulla maggior parte dei pozzi di petrolio importanti nella provincia, specialmente su quelli di Al Musel.

Vale la pena ricordare che le autorità libanesi hanno annunciato, nel mese di gennaio 2014, l’arresto del saudita Majid Al Majid, il leader delle brigate Abdallah Azzam, l’organizzazione responsabile dell’attentato suicida all’ambasciata iraniana a Beirut nel mese di novembre 2013. Majid era ricercato dalle autorità libanesi dopo la sua partecipazione nel 2007 agli scontri nel campo profughi di Nahr Al Bared, nonché ad Ain El Helweh nel 2009. Inoltre, il 24 maggio 2012, le brigate Abdullah Azzam sono state designate come un’organizzazione terroristica dagli Stati Uniti.

Lo sventolio delle bandiere nere jihadiste in alcune delle città libanesi dà l’impressione che queste organizzazioni siano sicure delle loro basi in Libano. Alcuni rapporti hanno rivelato che, attualmente, i gruppi più importanti e attivi dello jihad in Libano siano: il gruppo di Abu Thaer, un libanese chiamato KhodorKhowayled, questo gruppo risiederebbe nella zona di Wadi Khaled e includerebbe tra le sue fila molti combattenti stranieri, e altre organizzazioni come Bab al-Tebaneh, Badawi e Bab al-Ramel, con base a Tripoli. Questi gruppi sarebbero utilizzati per condurre cicli di violenza nella città di Tripoli contro Jabal Mohsen, il quartiere che ospita il maggior numero di alawiti.

Le filiali del Libano

La dichiarazione della formazione di un ramo dello ‘Stato islamico’ in Libano rivela che l’organizzazione è una operazione per penetrare l’apparato di sicurezza attraverso il lavoro dell’intelligence, dove la corruzione dei militari è uno dei pilastri, e ha caratterizzato le azioni della organizzazione di Al Qaeda e del suo il leader, Ayman Al Zawahery. Ciò significa che l’ISIS agisce dall’interno e va a corrompere tutti i sistemi.

I corpi di sicurezza libanesi, l’intelligence dell’esercito libanese, il reparto informazioni relativo alla Divisione delle Forze di Sicurezza o generiche o di sicurezza interna, sono in possesso di un sacco di dati e informazioni di base sui gruppi estremisti salafiti-jihadisti che operano in Libano. Questo ha permesso all’apparato di sicurezza di arrestare Majid Al Majid nel 2013, ed ad arrestare altri individui di questi gruppi aventi legami con gli attentati suicidi a partire dall’estate del 2013. Tali organi di sicurezza sono stati in grado, così, di mettere insieme i luoghi in cui i membri di questi gruppi jihadisti si sarebbero rifugiati, anche qualora fossero in popolati quartieri sunniti delle città libanesi o nei campi profughi palestinesi.

La battaglia di Arsal

Il 2 agosto 2014, l’esercito libanese ha arrestato un membro di spicco dell’ISIS chiamato Imad Ahmed Jomaa, in precedenza conosciuto come uno dei capi di Al Nusra, poi arruolatosi nelle fila dell’ISIS. Joumaa è di Al Quseir una città della Siria, è considerato uno dei comandanti di Qalamoun e ha diretto la brigata Liwa ‘al Fajr, prima di annunciare la sua fedeltà al califfo Al Baghdadi.

Si dice che Ahmed Jomaa fosse tra i membri del primo gruppo, impegnato nella lotta contro l’esercito siriano all’inizio del 2012. Si pensa sia coinvolto nell’assassinio del brigatista Salim Attieh, l’ex capo dei servizi segreti militari, svoltosi nel settembre 2012. Jomaa ha operato prima nelle file delle brigate Al Farouk e poi nel fronte Al Nusra. Successivamente Jomaa si è spostato da Qusair ad Arsal, nello specifico, ad Al Noor il campo profughi siriano.

Dopo l’arresto di Jomaa, sono scoppiati degli scontri in questa area di confine siro-libanese. Di conseguenza, i posti di blocco dell’esercito libanese ad Arsal sono stati presi di mira dai combattenti dell’ISIS e di Al Nusra, uccidendo 20 soldati dell’esercito libanese e tenendo in ostaggio 42 soldati (22 dell’esercito libanese e 20 membri dell’ISF). Dopo ciò, si sono susseguiti scontri militari.

Da un lato si svolgono i negoziati tra il governo e il comando dell’esercito, dall’altro ci sono i combattenti salafiti. Il 7 agosto, è stato approvato un accordo che determina il ritiro degli uomini armati dalla periferia di Arsal.

La presenza di Hezbollah

Questi sviluppi sono avvenuti dopo la morte di decine di uomini dell’ISIS e altri gruppi jihadisti a Qalamoun, per opera di , che è riuscito ad estendere il suo controllo su Tallet Moussa presso i confini libanesi.

Il numero di jihadisti siriani e stranieri in queste periferie oscilla tra 5000 e 12000 uomini, l’ISIS di recente ha dichiarato il costante aumento di questi combattenti.

traduzione di Marzia Quitadamo

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