lunedì, Ottobre 25

Le avventure improbabili della truffatrice russa Vasilieva

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Mosca – Mentre iniziava a scontare la pena per la condanna per frode massiccia, la bionda Yevgeniya Vasilieva, una donna dell’alta società diventata ufficiale della difesa, e finita poi in carcere, ha protestato con il Servizio federale penitenziario sulle rigide condizioni a cui era costretta: spendere il proprio tempo su un materasso troppo sottile e senza alcuna possibilità di curarsi le unghie.

Le condizioni infernali della prigione sono state soggetto di innumerevoli libri, studi e film, ma sarebbe una perdita di tempo spulciare l’intera letteratura per trovare un secondo reclamo riguardante la disumanizzante deprivazione di un’adeguata manicure. Le prigioni russe non sono una passeggiata nel parco. Il sistema carcerario russo «combina le caratteristiche emblematiche della nazione – grandi distanze, clima rigido e burocrazia insensibile – e le fonde in un massiccio strumento di punizione», ha detto l’ex ambasciatore americano in Russia William J. Burns in un commento su Foreign Policy. E i rapporti sulle disgustose condizioni di vita non rendono la Russia unica tra gli esponenti di spicco della comunità internazionale.

Il gruppo internazionale Human Rights Watch ha detto, delle prigioni USA, che «i prigionieri e i detenuti in molte strutture locali, statali e federali… vivono in condizioni violente, degradanti e pericolose». Persino il sistema carcerario italiano non garantisce la “dolce vita”. «La maggior parte delle persone detenute incontrate dalla delegazione ha indicato di essere stata trattata correttamente mentre era nelle mani dei funzionari di polizia… tuttavia, la delegazione ha ricevuto un certo numero di accuse di maltrattamento fisico e/o di eccessivo uso della forza da parte degli ufficiali della Polizia di Stato o dei Carabinieri. Questi maltrattamenti consistevano principalmente in pugni, calci o colpi di manganello al tempo dell’arresto (e questo dopo che le persone interessate venivano portate sotto controllo) e, in altre occasioni, durante la permanenza nelle strutture di sicurezza», ha scritto il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio europeo in un rapporto del novembre 2013 sulle condizioni delle prigioni italiane.

Tuttavia, tra la miriade di rapporti e classifiche disponibili sulle condizioni delle prigioni internazionali, nessuno sembra focalizzarsi sui problemi dei kit per la manicure e sull’adeguato spessore dei materassi. Ma alcuni prigionieri hanno, evidentemente, gusti più sottili dei ricercatori leader nel settore. E per coloro che hanno seguito l’arresto e il processo di grande interesse pubblico della Vasilieva, le sue lamentele sono l’ultimo colpo di scena nella storia di un membro della sfavillante élite russa determinato a mantenere un’aria glamour persino fra le cupe meccaniche del sistema di giustizia criminale.

L’8 maggio alla Vasilieva sono stati assegnati cinque anni di carcere per il suo ruolo nello stesso schema di appropriazione indebita che ha visto la rimozione di Anatloly Serdyukov – un uomo ampiamente considerato ex amante della donna – dalla carica di ministro della difesa russa. La sentenza è stata il culmine di una lunga investigazione, durante la quale la Vasilieva ha speso più di due anni sotto arresti domiciliari – un periodo che, a quanto si dice, sarà decurtato dalla pena prevista di cinque anni.

Il 25 ottobre 2012, il Comitato investigativo russo ha annunciato di aver avviato cause penali sull’accusa di reato riguardo la vendita di ville, lotti di terre e azioni possedute da Oboronservis, una holding del ministero della difesa usata per vendere proprietà non più necessarie a supportare le forze militari russe. Gli investigatori hanno affermato che vari asset finanziari sono stati venduti per una frazione del loro valore originario in cambio di tangenti. Nel novembre 2012, il portavoce del comitato investigativo Alexander Sorochkin ha affermato che i danni collettivi risultati dallo scandalo eccedevano i 6,7 miliardi di rubli (121,8 milioni di euro, stando al cambio attuale).

Nelle settimane seguenti l’annuncio dello scandalo da parte del comitato investigativo, Serdyukov ha rassegnato le sue dimissioni. Il 12 novembre, il presidente Vladimir Putin ha nominato Sergei Shoigu, che attualmente serve come ministro della difesa, per prendere il posto di Serdyukov. Putin ha osservato al tempo che Serdyukov si è dimesso per far sì che ci fosse un’investigazione obiettiva. Nel frattempo, sono state lanciate numerose cause penali. Come capo del Dipartimento sulle relazioni delle proprietà del ministero della difesa, la Vasilieva e diversi altri imputati sono stati inizialmente accusati di aver accumulato danni per oltre 3 miliardi di rubli.

Ma le affermazioni sul coinvolgimento della Vasilieva nello scandalo si sono rivelate particolarmente affascinanti, forse per il fatto che i dettagli del suo caso straripavano sin dall’inizio di particolari sullo stile di vita dei nouveau riche. Dopo che a ottobre gli investigatori hanno perquisito il suo appartamento, hanno annunciato di aver sequestrato «più di 3 milioni di rubli di antichità, diverse dozzine di dipinti, e un grande ammontare di gioielleria» – una collezione sontuosa per chiunque guadagni salari come impiegato statale.

Rapporti diffusi riguardo la presunta relazione della bionda trentatreenne con Serdyukov, sposato e di 17 anni più grande, hanno aggiunto una vampata di tabloid spazzatura alla questione, come hanno fatto le foto di lei, totalmente calata nella parte di una “party girl” benestante.

Nel prosieguo delle indagini lo scandalo ha perso un po’ della presa sull’immaginazione del pubblico, come spesso accade con la maggior parte delle news. Ma anche dal suo lussuoso appartamento al centro di Mosca, la Vasilieva ha continuato ad apparire nei titoli di prima pagina con una serie di colorate buffonate. Scomparsi il bisogno e l’opportunità di spendere il suo tempo come funzionario governativo, è diventata una pittrice prolifica, producendo montagne di ritratti di se stessa e di altre celebrità russe – incluso Serdyukov – così come di gatti, bambole, e quelli che sembrano essere bambini spaventati. I dipinti sono vividamente colorati e sembrano essere stati composti in maniera frenetica.

La donna ha postato molti di questi lavori sul suo sito web, insieme a una serie di scatti glamour e video clip. Il suo sito, che ha anche una sezione in inglese, ha offerto ai suoi fan, o alle persone semplicemente intrigate dallo stile di vita dei domiciliari glitterati, la possibilità di seguirla su Twitter, Facebook, YouTube, Instagram, e su due popolari social network russi. Inoltre, le sue opere d’arte sono state esposte in quattro mostre moscovite.

A ottobre 2014 ha rilasciato un video musicale chiamato “Тапочки” (Pantofole). Nel video è presente lei, pesantemente truccata e con indosso un outfit degno di un nightclub, che canta e danza in ciò che sembra essere un’idilliaca campagna russa. Dopo che diverse delle accuse contro di lei sono crollate, l’ammontare totale dei danni che le è stato attribuito si è ridotto a 550 milioni di rubli (10.018.711 euro, secondo il tasso odierno), ha riportato l’agenzia di notizie legali russa RAPSI. Ciò è dovuto largamente al fatto che la donna è stata prosciolta da molte delle accuse inizialmente sollevate contro di lei. La Vasilieva è stata accusata di frode, riciclaggio di denaro e abuso di potere, così come di complotto per commettere questi crimini e per ingannare Serdyukov, secondo la RAPSI. Quattro dei co-imputati della Vasilieva sono stati accusati insieme a lei.

L’arte, la musica e la poesia che emanano dall’appartamento d’élite che è stata la prigione della Vasilieva per gli ultimi 2 anni e mezzo sono giunte a un’interruzione forzata. E internet sarà un po’ meno colorato, e sentirà intensamente la mancanza dei ritratti astratti di ex officiali della difesa e di stilisti delle celebrità per i prossimi due anni. Ma l’enigmatica Vasilieva ha lasciato la sfera dei social media abbastanza zeppa di bizzarri pezzi da mantenere i suoi fan occupati mentre lei fatica duramente senza un kit per la manicure nella sua cella russa.

Nel frattempo, Serdyukov, che – di nuovo – è stato a capo del ministero al tempo, se l’è cavata in maniera lieve. Nonostante i rapporti sul suo rilascio siano stati inizialmente confusi, la RAPSI ha confermato di aver ottenuto una registrazione audio del suo avvocato – Genrikh Padva – in cui si affermava che a Serdyukov era stata garantita l’amnistia. Comunque, ha continuato Padva, i dettagli sono stati tenuti segreti per evitare proteste pubbliche. «È stato meglio finire questo caso in modo tranquillo. Le Olimpiadi stavano per iniziare, ognuno era occupato a gestirle, nessuno si è preoccupato per noi. Abbiamo deciso che della pubblicità extra ci avrebbe solo danneggiai», ha detto Padva secondo il rapporto della RAPSA.

Mentre il caso Serdyukov sembra essersi concluso in modo pacifico, gli eventi suggeriscono che la Russia non ha ancora sentito l’epilogo di quello di Yevgeniya Vasilieva.

 

Traduzione di David Valentini

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