mercoledì, Aprile 21

Le assicurazioni in Germania Un fattore culturale o semplice business?

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Berlino – Quante volte nella routine quotidiana ci si trova coinvolti in situazioni in cui sussiste un rischio? Un incidente in bicicletta, una scivolosa caduta sul ghiaccio o per esempio una disattenzione che porta il nuovo smartphone a frantumarsi per terra in mille pezzi? Nonostante sia difficile dirlo con certezza, si tratta pur sempre di probabilitá, in Germania c’é una risposta sicura: qualsiasi cosa accada ci pensa l’assicurazione.

Il business delle assicurazioni tedesco gioca un ruolo fondamentale all’interno del sistema economico del paese con un portfolio di investimenti di circa 1.285 Miliardi di Euro e con un bacino occupazionale non indifferente, considerando che si contano piú di 257.000 soggetti che operano nel settore.

La GDV (Gesamtverband der deutschen Versicherungswirtschaft), l’associazione tedesca che riunisce gli assicuratori, nel suo ultimo report annuale stabilisce in 460 milioni il numero totale dei contratti assicurativi sottoscritti dai cittadini tedeschi nel 2012, un numero consistente rapportato alla popolazione (circa 82 milioni di persone) ma comprensibile considerando l’instabilitá economico-finanziaria degli ultimi anni. Convenienti polizze, le assicurazioni auto per esempio sono alcune tra le piú economiche in Europa, e speciali pacchetti assicurativi, prevalentemente legati alla previdenza integrativa, vengono dunque proposti ad un attento pubblico, quello tedesco, che culturalmente si é sempre mostrato attento nella gestione del rischio e del risparmio.

Il popolo tedesco guadagna di più e risparmia di più, dall’abbigliamento alle vacanze passando per le spese alimentari, e sempre piú spesso il risparmio accumulato viene investito in polizze assicurative. Carolyne, impiegata trentacinquenne di Amburgo, afferma: “Ho deciso di stipulare un’assicurazione che a fronte di una spesa ragionevole, circa 20€ al mese, mi copre piú o meno su tutto. Ho un incidente con la bicicletta? Mentre parlo e cammino mi cade l’I-phone per terra e si distrugge? Scoppia un incendio in casa e la mia collezione di costose scarpe va a fuoco? Ci pensa l’assicurazione”.

All’interno di un sistema politico, economico, sociale e culturale che mira alla pianificazione sul lungo periodo, alla piú completa tutela del consumatore e alla prevenzione degli imprevisti, come il sistema tedesco, il mercato assicurativo é stata una delle prime industrie a manifestare il bisogno di una riorganizzazione. A partire dagli anni ’90, con le prime liberalizzazioni per renderlo piú concorrenziale e trasparente. Inoltre, con le ultime elezioni governative tedesche del 2013, le associazioni degli assicuratori e quelle dei consumatori si aspettano segnali importanti. Intanto si chiede una maggiore chiarezza in merito agli investimenti futuri delle riserve accumulate, un maggior coinvolgimento del comparto assicurativo nella struttura sanitaria e sociale statale e si punta al miglioramento dell’assistenza al consumatore.

Senza dimenticare che anche a livello europeo ci sono stati sforzi legislativi mirati alla definizione di linee guida generali che regolarizzino un settore particolarmente sensibile alle speculazioni e alle frodi e dove spesso é il consumatore finale a perderci.

Pertanto, in Germania, piú che negli altri paesi europei, l’aspetto piú interessante delle ultime manovre attuate nel mercato é dato appunto dall’interesse crescente che le istituzioni assicurative hanno mostrato nei confronti del consumatore finale, privato o azienda che sia.

L’individuo ha un ruolo centrale nel sistema. In primo piano l’ assicurazione sanitaria e quella sulla vita. La prima é obbligatoria per ciascun cittadino tedesco mentre la seconda rappresenta la principale forma d’investimento sul lungo termine per la maggior parte delle famiglie tedesche.

Per di piú, il contesto di crisi prolungato non solo ha fatto decrescere i consumi ma anche la propensione al rischio di tante persone che preferiscono quindi investire i risparmi in prodotti finanziari piú sicuri e che in qualche modo garantiscono anche una copertura economica in caso di qualche imprevisto futuro.

È luogo comune affermare che il popolo tedesco non ami gli eventi inaspettati e i fatti lo dimostrano mostrando una chiara tendenza alla pianificazione sul lungo periodo, in tutti gli ambiti, orientata sia all’ottimizzazione delle risorse organizzative sia alla massimizzazione della prevenzione dei rischi.

Il settore assicurativo negli ultimi anni ha cercato di sviluppare un dialogo diretto con le associazioni dei consumatori nell’ottica di collaborare insieme nell’identificazione dei problemi e provvedere in tempo nella definizione delle possibili soluzioni. Per esempio, sono state sviluppate interessanti campagne di comunicazione nonché importanti cooperazioni tra le istituzioni pubbliche e gli assicuratori per sensibilizzare i cittadini sulla prevenzione dei rischi e dei danni ambientali, considerati i repentini cambiamenti climatici e i conseguenti disastri naturali dell’ultimo periodo.

L’esigenza di prevedere l’inatteso non é dunque solo una ragione di business ma un vero e proprio modo di affrontare il futuro che coinvolge tutta la popolazione tedesca fin da quando sono giovani.

I dati raccolti da una recente statistica firmata EY riportano infatti che i giovani tedeschi per esempio, terminati gli studi, aspirano al posto fisso nel settore pubblico. La certezza del lavoro come obiettivo da raggiungere. Addio anni di gioventú ruggenti in cui si rischiava il tutto e per tutto pur di raggiungere i propri sogni e poi magari ottenere rendimenti e risultati migliori.

Il clima d’incertezza e di insicurezza legato alla crisi a alla sua durata si respira ogni giorno. La paura di non avere sufficiente denaro per eventuali cure future, il timore di non avere una pensione superata l’etá lavorativa, l’ansia di perdere tutto ció che si é messo da parte negli anni, sono i principali sentimenti che spingono le persone a tutelarsi davanti alla sorte.

In Germania, in particolare, si cerca di formare e sensibilizzare la popolazione in forme di prevenzione del rischio alternative a quelle usuali nell’ottica del raggiungimento di un benessere individuale futuro che non dipenda solo dalle tasche dello Stato.

Riflettendo, inoltre, un buon funzionamento del sistema assicurativo e una buona capacitá di gestione del denaro raccolto potrebbero creare vantaggi che si rifletterebbero non solo sul singolo e sugli stakeholders ma sull’intera comunitá. Se infatti gli investimenti delle compagnie assicurative fossero anche mirati a fondi che si occupano di attivitá che hanno come obiettivo il benessere collettivo in un ottica di condivisione del richio, si creerebbero numerose opportunitá economiche che rafforzerebbero il sistema sociale, inteso come insieme di persone che interagiscono fra di loro.

D’altronde la condivisione non é forse il primo traguardo da raggiungere in questi nuovi tempi moderni?

  

 

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