mercoledì, Aprile 21

Lazio: vaccini anti-Covid-19, il pasticcio comunicativo dell’assessore D’Amato E’ chiaro che l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato ha da guardarsi da varie vicende giudiziarie che lo vedono implicato proprio per la Regione per cui lavora (!), ma ci vuole così tanto a presentare ai cittadini un chiaro e pulito quadro comunicativo?

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Oltre al cromatismo italico che cambia colore ogni giorno virando dal bianco, al giallo, all’arancione, al rosso chiaro e scuro e a chi più ne ha più ne metta, nel Lazio si assomma una confusione comunicativa che rasenta l’inverosimile.

È vero che il Ministro della Sanità, Roberto Speranza, cambia idea ogni giorno sui vaccini, ma poi una comunicazione confusa, pasticciata ed arruffona a livello regionale fa il resto.

Da ieri è stato autorizzato l’AstraZeneca per gli over 65, qualche giorno lo era stato per gli over 55 e ad ogni novità ministeriale la Regione Lazio si era dovuta adeguare. Peccato che a pagarne le spese, come al solito, sono i cittadini che sono precipitati in un caos informativo.

Ad esempio, se si va nel pasticciato portale regionale, in evidenza non c’è il fondamentale piano vaccinale con le prenotazioni, ma altro, e cioè un link alle politiche lavorative.

Ci vuole tanto a mettere al centro il piano vaccinale? Se uno riesce a trovare il link giusto comincia poi l’odissea.

Intanto, per motivi imperscrutabili, non viene detto chiaramente che ci sono due modalità di prenotazioni, una dal medico di famiglia ed una dal portale della Regione.

Quindi la gente non sa che strada seguire.

Poi comincia l’avventura delle classi d’età visto che, pare (il condizionale è d’obbligo), che si stiano seguendo più classi d’età contemporaneamente (perché?) creando ulteriore confusione.

Ad esempio, c’è la vaccinazione over 80 ancora attiva e contemporaneamente è partita quella dai 77 in giù –ma solo fino ai 72 anni-. E gli altri esodati del vaccino?

Mentre fino a ieri campeggiava un inquietante avviso sul blocco della prenotazione per gli under 65, ma solo a livello regionale e non di medico di base (ma non è detto chiaramente). Come mai questa asimmetria? Ora è scomparsa pure questa scritta e gli under 65 sono spariti nel nulla, lost in translation.

E’ chiaro che l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato ha da guardarsi da varie vicende giudiziarie che lo vedono implicato proprio per la Regione per cui lavora (!), ma ci vuole così tanto a presentare ai cittadini un chiaro e pulito quadro comunicativo?

È possibile che in piena pandemia si debba assistere anche a questa confusione ulteriore ed evitabile?

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