sabato, Ottobre 23

Lavoro agile: Pd e governo d’accordo con Poletti Il responsabile economico Dem Filippo Taddei conferma: pronti due ddl su smart working e autonomi

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La politica italiana rimane con la lingua sospesa, in attesa del ritorno del presidente del Consiglio Matteo Renzi da Le Bourger, vicino Parigi, dove nella giornata di oggi, accolto dal presidente francese François Hollande e dal Segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon, ha partecipato alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, la cosiddetta Cop21. Premier escluso, il tema del giorno è il cosiddetto lavoro agile (o smart working per dirla alla renziana). Quella del lavoro pagato in base ai risultati e «slegato» da orari e luoghi non è stata, infatti, un’uscita estemporanea e fuori luogo del ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Il lavoro agile è parte integrante del programma del governo Renzi che starebbe preparando due ddl per aumentare la flessibilità (o, meglio, precarietà) dei lavoratori. La conferma arriva oggi dal responsabile economico del Pd Filippo Taddei. Perplesso, invece, Cesare Damiano della minoranza Dem che parla di «smantellamento del contratto nazionale di lavoro». Naturalmente d’accordo con Poletti, in nome della ‘produttività si intende, si dimostra Confindustria con il presidente dei Giovani industriali Marco Gay.

Intervistato dalla ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ Gaetano Quagliariello scava la fossa politica al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, da lui appena abbandonato, e prova a fare pubblicità al neonato Movimento ‘Idea’. Critiche riservate anche al centrodestra versione Bologna perché il trio Berlusconi-Meloni-Salvini rappresenta una «sicura sconfitta».

Ennesima vigilia di riunione in seduta comune per il Parlamento che domani, sempre con voto segreto, dovrà cercare di eleggere i 3 giudici mancanti della Corte Costituzionale. «Mi auguro che il voto segreto non diventi metodo di lotta politica invece che strumento per esprimere un voto di coscienza», dichiara il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda che conferma l’appoggio del suo partito alla candidatura di Augusto Barbera.

Il presidente e commissario romano del Pd, Matteo Orfini, conferma al ‘Corriere della Sera’ che la candidatura di Alfio Marchini con il centrosinistra a Roma «è una prospettiva già esclusa. Sceglieremo il nostro candidato con le primarie. Chi vuole guidare il centrosinistra dovrà parteciparvi». Secondo ‘Velina Rossa’ dovrebbe essere proprio il Giovane Turco ad assumersi la responsabilità di candidarsi per rimediare ai disastri compiuti dal Pd.

Secondo giorno di stop alla raccolta dei rifiuti a Livorno, il Comune amministrato da Filippo Nogarin del M5S. I dipendenti dell’Aamps protestano contro la decisione del sindaco di portare in concordato preventivo l’azienda municipale degli ‘spazzini’, sommersa dai debiti dovuti a decenni di mala gestione. Il primo cittadino pentastellato rassicura: «Nessun licenziamento». E sul blog di Beppe Grillo compare un post che accusa del disastro il Pd (aiutato dalle banche come Mps) che adesso avrebbe paura di «portare i libri contabili in tribunale».

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