mercoledì, Dicembre 8

Lavoro agile in Italia? Sì grazie…

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Trattandosi quindi di un nuovo approccio all’organizzazione del lavoro, si può declinare in modo differente a seconda dell’interlocutore a cui si rivolge. Non esiste, infatti, un’unica ricetta per fare Smart Working. «E’ infatti improprio» sostiene Fiorella Crespi: «dire che lo Smart Working si possa ricondurre a lavorare un giorno a settimana da casa, perché questo è uno solo dei modi in cui si può attuare. È possibile lavorare in modo Smart anche dalla propria sede aziendale, favorendo la mobilità interna e utilizzando meglio gli ambienti che si hanno a disposizione, oppure lavorare da una sede aziendale diversa da quella di provenienza oppure da uno spazio di coworking. È possibile anche che, all’interno di una stessa azienda a seconda del profilo del lavoratore, ovvero delle sue attività tipiche, caratteristiche personali, dotazione tecnologica e relazione con il proprio responsabile, vi siano diversi modelli di Smart Working. non sono esclusi da questo modo di lavorare nemmeno i profili più operativi il cui modello, sicuramente diverso da quello di personale con caratteristiche più impiegatizie, potrà fare riferimento a leve diverse».

I vantaggi dello Smart Working sono riconducibili a 3 livelli: persona, azienda e società nel complesso.«Per l’azienda» riporta Fiorella Crespi «i benefici più rilevanti, e che non sempre si possono tradurre in un numero, sono il miglioramento della produttività delle persone: avendo maggiore autonomia le persone sono più motivate e riescono a lavorare meglio, la riduzione dei costi di gestione degli spazi, maggiore capacità di attrarre e trattenere talenti, miglioramento del clima aziendale e riduzione del tasso di assenteismo».

Per accelerare la diffusione di nuovi modelli di lavoro dando visibilità alle esperienze di successo e ai benefici ottenuti, l’Osservatorio ha deciso di attribuire gli ‘Smart Working Award’. I finalisti del 2015 sono tutte multinazionali di prestigio: ABB Italia per il progetto ‘Lavoro Agile @ABB’ che consente ai dipendenti di operare fuori dall’azienda per quattro giornate lavorative in un mese; Banca Intesa Sanpaolo per ‘Lavoro Flessibile in Intesa Sanpaolo’, che prevede di svolgere il lavoro da casa o da un’altra sede per otto giorni al mese; BNL – Gruppo BNP Paribas per il progetto ‘Smart Bank’, permette ai dipendenti di lavorare da una sede diversa da quella abituale per un giorno alla settimana. E ancora L’Oréal Italia per ‘Be Smart! Work Smart!’ che ha fornito a migliaia di dipendenti pc e telefonini consentendo 2 giorni al mese di lavoro esterno e Siemens per ‘Siemens Office’ che ha ridotto del 30% gli spazi lanciando il lavoro agile e senza scrivanie assegnate per 1.700 persone. «I progetti finalisti» spiega Mariano Corso: «pur partendo da esigenze diverse, si caratterizzano per un comune approccio strategico e strutturato dell’iniziativa che ha visto il coinvolgimento di diverse funzioni aziendali. I progetti hanno tutti intrapreso un percorso di avvicinamento allo Smart Working coerente con le proprie caratteristiche ed obiettivi aziendali e che li porterà ad estendere le iniziative in futuro».

 

 

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