martedì, Gennaio 18

L’autocrazia per colpa di terzi di Draghi Che le aule non abbiano manco il tempo di leggere la finanziaria, che importa? i capi sanno! dice Draghi. Roba da imputazione per attentato alla Costituzione. E però … la colpa non è sua

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Ebbene, finita la festa, gabbato lo santo, iniziata e forse portata a termine la digestione di tortelli e altre piacevolezze, ingurgitati panettoni e struffoli in quantità industriali, in attesa dei festeggiamenti, spero, molto familiari per salutare il nuovo anno, speriamo meno di m … di questo, in attesa dell’ultimo messaggio di addio di Sergio Mattarella (ormai un tormentone: pure il drone, che, patetico, guarda per l’ultima volta le bellezze del Quirinale … roba che manco un Casalino depresso avrebbe il coraggio di immaginare!), parliamo di democrazia. Che potrebbe essere un buon modo per chiudere l’anno corrente, tra Covid e tutto il resto, veramente di … come dicevo sopra, per fare anche qualche ‘buon proposito’ rispetto a quest’ultimo!

Come ho detto molte volte, ormai, questo tema è sempre più stringente. Ma è una cosa seria, serissima. Non si tratta, insomma, delle solite cose che si leggono sui giornali, circa ad esempio il fatto che ormai il Parlamento non conta più nulla e fa tutto il Governo, magari consultando i capi partito.
Questo infatti, è solo l’aspetto formale, ‘esterno’ per così dire del problema. Ma in sé non è un problema. Voglio dire che, alla fine, se il Parlamento non batte chiodo, la colpa principale se non unica è del Parlamento stesso, e cioè delle cosiddette forze politiche. Non del popolo che, a onore del vero, più di eleggere, senza alternative, quella gente non può fare, e infatti vota sempre di meno, come per dire: con quella gente noi non c’entriamo niente!

Ma. Attenzione, perché anche sul punto, nella conferenza stampa del 22 dicembre di Mario Draghi c’è una affermazione gravissima, che, ovviamente, nessuno ha rilevato … del resto in una conferenza stampa in cui il ‘conferenziere’ viene accolto con un applauso dai giornalisti … ma vi rendete conto? Il ‘quarto potere’ o il complice? Ma, a parte ciò, Draghi ha detto che il Parlamento non è stato escluso, perché lui -vero democratico (sic!)- sia prima che durante che dopo la preparazione della finanziaria hasentitoi capi partito, i capataz. Che poi le aule non abbiano manco il tempo di leggerla la finanziaria, che importa? i capi sanno! Roba da imputazione per attentato alla Costituzione, complice, questa volta proprio sì, complice Mattarella -ora sì che il ragazzotto potrebbe proporre l’impeachment … perché lui ormai parla solo inglese, noi cafoncelli diremmo attentato alla Costituzione!
Solamente pensare che quel modo di fare abbia a che vedere con la democrazia, fa rabbrividire: lo sa Draghi che quei parlamentari (pessimi che più pessimi non si può, d’accordo, ma parlamentari della Repubblica, eletti dal popolo!) rappresentano il popolo, le persone, la gente, tutti?! Lo Stato non è una società per azioni dove si incontrano i consiglieri di amministrazione e decidono: i capi partito (tra l’altro alcuni nemmeno eletti!) non sono consiglieri di amministrazione, e quindi il popolo è stato tagliato fuori … voglio vedere se Mattarella nel suo ennesimo (non sarà l’ultimo, non vi illudete) addio, voglio vedere se ne accennerà per ‘mettere a posto’ il discolo! Accetto scommesse.
Il fatto è che quelle affermazioni gravi, certi comportamenti a dir poco singolari di Mattarella, le frasi tremende di un uomo livido e minaccioso come Giancarlo Giorgetti sulla modifica ‘di fatto’ della Costituzione, associata alla apparentemente infantile tesi di Luigi Di Maio sulla nomina del vicepresidente (lo ricordate, ne ho parlato con preoccupazione tempo fa!) che poi ‘scivola’ sul posto lasciato libero, fa seriamente pensare e preoccupare: altro che presidenzialismo di fatto, diciamola chiara, colpo di Stato di fatto! Per di più anche plasticamente, reso dal ritorno al ricongiungimento amoroso tra stellini, o stellino e leghini, o leghino!

Certamente l’approvazione della legge finanziaria, portata in Parlamento all’ultimo minuto, sotto ricatto di ‘esercizio provvisorio’ e quindi di danni gravissimi all’intero Paese, è stata ritardata dalle mille cose. Draghi, da un lato ha avuto tempi brevi, dall’altro ha cercato di trattare a montecon i capi-partito, piuttosto che portare la legge al solito inverecondo massacro, al solito assalto di cani affamati che vediamo ogni anno. Quest’anno non lo abbiamo visto che in minima parte, e infatti il Presidente del Consiglio di Amministrazione, se ne è arrabbiato assai e ha sgridato i parlamentari per quel poco che se ne è visto di arrembaggio! Ma anche qui: come si permette il Capo del Governo di dire cose del genere? Ma insomma, alla fine, il grosso della trattativa si è svolta a Palazzo Chigi tra i capi-bastone, e al Parlamento sono rimaste le briciole sia di soldi che di ore per litigarci su.

Da un punto di vistaformale‘, certo, è tutto regolare. Da un punto di vista sostanziale è il massimo della irregolarità, al limite dell’attentato alla Costituzione. Dal punto di vista reale, però, ciò che è accaduto è inevitabile, bisogna avere l’onestà intellettuale di ammetterlo, che non vuol dire giustificare lo sbrego!
Nei partiti politici ormai si agitano miriadi di personaggi scialbi e incapaci, spesso oscuri e torbidi, degli straccivendoli parolai, e nemmeno sempre capaci di parlare. Tutti dediti alle loro diatribe e litigi interni e a strappare qualche pezzo di carne sanguinolenta qua e là. Incapaci di immaginare strategie politiche, ignari delle esigenze reali della popolazione e ad esse indifferenti, sensibili solo alle pressioni di chi ‘conta’ o sa contare … i soldi.
Per le nostre forze politiche la democrazia è una parola senza contenuti reali. Gli stellini ne sono un esempio clamoroso. Secondo loro, la loro democrazia è mostrata dal fatto che alcune delle decisioni dei vertici degli stellini sono assunte in base al voto della base, degli iscritti, in tutto 130.000 circa … ma dei quali votano al massimo in 20.000, in genere adeguatamente ‘preparati’. Ma almeno, questo va detto, fanno finta di avere sentito qualcun altro oltre sé stessi.
Negli altri partiti nulla del genere.
Ma il problema non è quello. Il fatto è che quei partiti, tutti, in modo molto poco democratico, scelgono i parlamentari che dovrebbero rappresentare il popolo, ma poi, nella realtà dei fatti, decidono tutto loro, quattro gatti!
E ciò dipende dal fatto gravissimo, che il livello culturale e di coscienza e consapevolezza sociale di quella gente definirlo solo basso è fargli un enorme complimento: è infimo. Ma specialmente, il modo e gli argomenti per cui vengono eletti e le ‘strategie’ dei vari partiti non rispondono mai ad una analisi dei fatti e ad una prospettiva strategica.

Scusate: quali sono le prospettive i progetti, gli ideali degli stellini, e quelli dei leghini, e dei fratellini e sorelline, e dei pidiini? Ciò che non sembra che si capisca in questo Paese è che la politica, le strategie, le fanno i partiti, sulla base delleidee‘ (o ideologia, mica è una bestemmia), ma poi le portano alle loro basi e con esse le discutono, le analizzano, le valutano e decidono.
Di tutto ciò, ormai da decenni, non vi è più traccia. La politica è la politica degli interessi del momento sostanzialmente dei capi partito e dei ceti di riferimento degli stessi. Al punto che, poi, gli stellini consultano quattro gatti che chiamano la base, e il PD addirittura rovescia il discorso: va a cercare idee e progetti per la strada … che poi in realtà, li lascia lì e certo non le porta avanti quelle idee. Però la cosa devastante è che il PD addirittura rovescia la stessa logica del sistema: invece di proporre ed elaborare, si ‘fa proporre’ dal primo che passa … tanto poi fa quello che gli gira.

Da ciò, ben si comprende come Draghi non abbia alcuna intenzione di perdere mesi a discutere con dei parlamentari famelici e senza idee e strategie, e quindi vada avanti da solo, rispettando magari le forme, attraverso la consultazione dei capi-bastone.
Ma questa non è democrazia, duole dirlo e ribadirlo, è finzione, scena, ma sostanziale autocrazia. Messe così le cose: che differenza c’è fra Draghi che si fa la sua finanziaria e chiude le discoteche e Erdogan che ignora l’inflazione e vieta la danza del ventre? Draghi è abbastanza intelligente, e in fondo forse perfino democratico, da non pensare a cambiare le carte e le regole del gioco, ma se domani non fosse più Draghi a dare le carte, che fine faremmo?
È questo il tema, carissimi Massimo Cacciari e Giorgio Agamben, è su ciò che si deve discutere, seriamente, e quindi elidendo i bagnanti con gli occhiali nel fiume Po … strane coincidenze, ma altrettanto superficiali!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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