domenica, Aprile 18

L’austerity a spasso per l’ UE field_506ffb1d3dbe2

0

Greece_2582352b

Bruxelles – Questa settimana alcuni eurodeputati sono andati a Lisbona a constatare le condizioni del paese sotto sorveglianza della Banca Centrale europea, Fondo Monetario internazionale e Commissione Europea. Un report sarà presentato a fine gennaio.

Il comportamento della Troika (commissione, Banca centrale, FMI) non piace più. Il Parlamento europeo da tempo invia eurodeputati a vigilare sulle conseguenze che i suggerimenti che questi tre organismi hanno nei paesi sotto osservazione. Questa settimana è toccato al Portogallo. Due europarlamentari sono andati in missione per conto dell’istituzione che rappresenta i cittadini per verificare le condizioni dell’economia portoghese dopo i tagli imposti dalle tre istituzioni note come “troika”.

La troika è sotto osservazione da mesi dal parlamento che inviando alcuni europarlamentari nei paesi coinvolti, insieme alle audizioni alle quali sono stati invitati a partecipare anche il presidente della Banca Centrale europea, Mario Draghi, sta cercando di definire una nuova politica di azione sui comportamenti della troika. L’ultima visita è stata fatta in Portogallo e i risultati verranno presentati dalla commissione per il lavoro e gli affari sociali a fine mese durante un’audizione. Il metodo della troika che ha previsto tagli soprattutto allo stato sociale e un’austerity che ha aumentato la disoccupazione è sotto accusa perché ha portato solo all’ impoverimento dei paesi in questione. Prossimamente, i parlamentari visiteranno Cipro e Atene. Il Parlamento chiede da diverso tempo di far concludere la missione di questi tre organismi che , sembra, stiano fallendo i loro compiti alla luce delle forte tensioni sociali che ha scatenato. L’indagine sull’operato della cosiddetta troika ha lo scopo di capire quale meccanismi di intervento non hanno funzionato e hanno solo acuito le crisi di Portogallo, Cipro, Grecia e Irlanda. Il parlamento vuole capire come queste decisioni, prese da poche persone e senza una totale trasparenza abbiano avuto un effetto di commissariamento di interi paesi. L’istituzione dei cittadini europei, quindi, ha predisposto un questionario di verifica degli effetti delle decisioni e dei tagli imposti dall BCE, dal FMI e dalla Commissione Europea. Le domande del questionario sono state ricolte al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, al presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy e al Commissario europeo Olli Rehn. Altre nove domande sono rivolte a premier, ministri delle finanze e governatori delle banche centrali di Irlanda, Cipro, Portogallo e Grecia.

L’europarlamentare del PPE, Othmar Karas, vicepresidente del Parlamento e responsabile del coordinamento dell’indagine, ha affermato recentemente che ‘L’obiettivo è elaborare una proposta costruttiva per incrementare la trasparenza e la legittimazione democratica della Troika’. Ma il Parlamento ha adottato una presa di posizione molto netta contro la troika. Anche, il presidente dell’europarlamento Martin Schulz aveva scritto che “la Troika ha fatto più male che bene”.

Adesso il suo vice, Karas, entra nello specifico: ‘Se il Parlamento fosse stato più coinvolto, il salario minimo in Grecia non sarebbe stato abbassato’.  Commissione Europea e Bce, pur non rinnegando le proprie scelte, oggi ammettono che alcune cose si potevano fare in maniera diversa. Di qui l’esigenza di un’indagine. Il Parlamento ha sottoposto a dei questionari i capi di Bce, Fmi e Commissione europea e dei quattro Paesi interessati, e Le domande riguardano principalmente i provvedimenti economici imposti dalla commissione: le altre istituzioni europee vogliono capire come le decisioni sono stati prese, in che misura ha contribuito ogni singolo ente, quanta voce in capitolo hanno avuto gli Stati nazionali e quanta flessibilità gli è stata concessa e chi ha deciso sulle misure da prendere.

Dalle risposte dipenderanno i passi successivi che gli europarlamentari vorranno compiere. Il Parlamento ha l’intenzione di far rientrare lo strapotere della troika che è diventato uno strumento di emergenza continua. Nei paesi appena menzionati sono anni ormai che da strumento di emergenza, la troika impone i tagli e le politiche di austerità. Da questo mese, si procederà con l’elaborazione del dossier, che dovrebbe essere messo al voto dell’assemblea a marzo. E’ questo il percorso programmato dal Parlamento europeo per riformare la Troika. Inizialmente si era pensato di coinvolgere anche i cittadini ma per motivi di tempo ciò non è avvenuto. Ma i cittadini europei un’idea del lavoro della troika lo hanno e non è certo positivo, perché in molti casi lo hanno subito nella netta riduzione dei loro diritti sociali.  Ma parliamo del Portogallo: La troika ha appena dichiarato che il paese è sulla via della ripresa ma deve fare di più. Ad esempio abbassare il salario minimo dei giovani perché 485 euro al mese  sono troppi.

E troverà un paese sempre più preda di proteste e scioperi, dopo che il Parlamento ha appena varato un nuovo piano di bilancio improntato all’austerità. Il paradosso è che ormai le richieste dei tecnici di Commissione europea, Bce e Fmi, vengono osteggiate perfino dalle imprese.

Sindacati e industriali non ci stanno perché, affermano che la riduzione dei salari contribuisce all’impoverimento, non all’aumento dei posti di lavoro.

Come ha recentemente riportato il settimanale Internazionale «perfino Maria Luis de Albuquerque, ministro delle Finanze, si è spinta all’inconsueta mossa di sostenere il parere dei sindacati, affermando a sua volta che i salari in Portogallo sono già calati a sufficienza nel settore privato».

L’idea della troika è di ridurre le buste paga al fine di far calare la disoccupazione. Nonostante gli sforzi di risanamento fatti resta ad un elevato 15,6 per cento, decisamente superiore alle media europea di oltre il 12 per cento, il Portogallo non riesce a migliorare

Il governo di Lisbona, forte dell’esito positivo di uno scambio di titoli di Stato da 6,6 miliardi di euro appena realizzato sui mercati, vuole reagire in maniera decisa al tavolo dei negoziati. Lisbona ha ottenuto un piano di aiuti da 71,4 miliardi di euro totali, e in caso di via libera da questo nuovo esame riceverà una tranche da 2,7 miliardi. Restano però delle incognite sulla effettiva capacità del governo di realizzare la manovra da 3,9 miliardi prevista dal bilancio 2014. In particolare un taglio del 10 per cento sulle pensioni dei funzionari pubblici su cui è stato presentato ricorso presso la Corte costituzionale.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->