martedì, Ottobre 26

L’Asia 2014 e gli straricchi Si espande la classe media nel Continente asiatico mentre si restringe negli USA e nell’UE

0

Asia yacht

Bangkok – E’ un dato ormai acclarato: ovunque si va in Asia, gli indicatori relativi alla diffusione del benessere ci sono tutti, dal numero e tipologia di appartamenti condominiali fino alla constatazione dell’estensione delle aree commerciali che si fanno sempre più spazio nel tessuto urbano e metropolitano delle varie città del Continente. E’ stato calcolato dalla holding bancaria HSBC che entro il 2015 il benessere finanziario in  Cina supererà quello del Giappone, mentre l’Asia emergente è già sul punto di eclissare gli Stati Uniti. Singapore sta per superare la Svizzera e attestarsi sul tetto del Pianeta come la Capitale mondiale del benessere finanziario prima della fine della decade attuale. Il valore delle proprietà immobiliari nelle aree residenziali cinesi sta superando quello delle corrispondenti aree giapponesi mentre gli investitori cinesi sono di fatto diventati i più grandi buyers stranieri di appartamenti a New York, Sidney e Londra. Frederic Neumann, co-presidente dell’ente di ricerca economica sull’Asia congiuntamente con la holding bancaria HSBC, afferma che è difficile al giorno d’oggi ruscire a stimare nitidamente il livello di crescita del benessere in Asia. Questo è uno dei punti principali della questione: non tutti riescono ad avvertire e toccare con mano questo benessere diffuso in aumento nel Continente asiatico.

«Nonostante tutte le esagerazioni circolanti, spesso si dimentica che –nello stesso Continente- vi è un ampio novero di persone che vive in stato di povertà, con le borse sotto gli occhi, ai quali spesso vengono negate anche le necessità più basilari, ancora parecchio distanti dal sogno», ha chiosato nitidamente Neumann. Abhinet Kaul, principale consulente della Frost & Sullivan, afferma che «in qualsiasi società capitalistica una qualche ineguaglianza arrecata dall’innovazione, crescita e da investimenti costituisce ricchezza nel caso in cui riguardi l’iniziativa individuale e l’impresa». In un colloquio con media cinesi ha poi aggiunto: «In ogni caso, questa crescita spaventosa è allo stesso tempo anche una preoccupazione per l’Asia poiché mentre da una parte rappresenta un’evidente manifestazione della crescita economica, non possiamo tralasciare di menzionare il fatto che vi siano 1.7 miliardi di persone che sopravvivono alla povertà. Come la Storia ha dimostrato, l’ineguaglianza estrema nella distribuzione della ricchezza può spesso precipitare nell’instabilità sociale e questo è stato il cuore stesso degli sconvolgimenti sociali».

Ad esempio, nelle Filippine, è stato stimato che il solo 40 per cento delle famiglie più ricche della Nazione possiede una quota stimata intorno al 76 per cento del PIL del Paese. In Thailandia il 40 per cento ha nelle proprie mani il 34 per cento del PIL della Nazione, il 5.6 per cento in Malaysia ed il 2.8 per cento in Giappone. Sebbene la prosperità sia ancora lungi dall’essere un aspetto del Mondo condiviso in egual modo ed una piccola parte della popolazione asiatica ne stia godendo appieno, la ricchezza derivante dalle vendite di beni di lusso non ha mai raggiunto in precedenza i vertici ai quali si assiste al giorno d’oggi. «Quanto sia diventata ricca la regione, al giorno d’oggi è difficile a dirsi ed è ancora più difficile affermare con precisione come la ricchezza sia distribuita tra gli individui», ha aggiunto Neumann. Secondo il Report 2013 della Ricchezza Asia-Pacifico emesso dalla Banca Reale di Canada e dalla multinazionale francese Capgemini, la ricchezza totale degli individui a reddito alto nella regione, definiti come coloro i cui assetts potenzialmente investibili sia intorno ad un milione di Dollari USA ed anche oltre, si ritiene possa aumentare fino a 15.9 trilioni di Dollari USA nel 2015 rispetto ai 12 trilioni di Dollari USA del 2012. La ricchezza del gruppo equivalente di individui in America del Nord si è fermato a 12.7 trilioni di Dollari USA nel 2012.

Deloitte ha stimato che 3 miliardi di persone in Asia avranno raggiunto il livello della classe media entro il 2030 e dal 2050 la regione sarà considerata per più di una metà degli asset mondiali. Secondo gli esperti di materie economiche le differenze geografiche e di tipo culturale attraverso tutta l’Asia saranno difficili da tratteggiare nel momento in cui si vorranno individuare differenze sostanziali. Allo stesso tempo, gli studiosi si interrogano su dove possa mai finire la ricchezza prodotta ed il denaro, nel momento in cui la cosiddetta classe media si sarà così espansa nella regione asiatica nella sua interezza.

In anni recenti, la capacità di spesa nella regione è aumentata soprattutto per quel che riguarda automobili, aerei privati, beni di lusso e varie proprietà, oltre che nel campo degli investimenti con ricchi manager che sono via via andati aumentando ad Hong Kong e Singapore. Per gli studiosi di economia e finanza, la tipologia di spesa oltre che il volume della spesa stessa, varia da Paese a Paese in Asia e dipende dalla specifica Nazione che viene presa in considerazione. Ad esempio, secondo i report emessi di recente in quest’ambito, i ricchi di Singapore allocano circa un quarto della propria ricchezza in beni immobiliari rispetto al quinto di Hong Kong. In un report emesso questa settimana, la Reuters afferma che uno dei principali problemi in Asia in questo momento è la rapida crescita di porti e banchine per ormeggi, dato che sta diventando sempre più difficile per i diportisti e per i proprietari di megayacht trovare un molo adatto e disponibile per le loro grandi imbarcazioni. L’Agenzia stampa riporta che le vendite di yacht in Asia attualmente ammonta al 9 per cento del mercato globale del settore mentre il numero s’è fermato in Nord America al 44 per cento ed in Europa al 34 per cento, gli esperti di quel ramo industriale nel ramo vendite ritengono che i livelli del venduto in questo ramo merceologico crescerà rapidamente nel giro di pochi anni proprio a causa della crescita altrettanto rapida degli ultra-milionari nella regione asiatica. Nel frattempo, alcuni porti famosi nel diportismo di alto livello come One15 Marina Club a Singapore dove attraccare una imbarcazione di 40 metri in media costa 10.000 Dollari USA al mese oppure il Discovery Bay Marina di Hong Kong dove affittare un posto barca costa 6.000 Dollari USA mensili, sono tutti esauriti ed è praticamente impossibile trovare un posto barca di quelle dimensioni.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->