mercoledì, Luglio 28

L’ASEAN si mette in sicurezza Volo MH370 239 dispersi, traghetto Sewol 215 dispersi, volo MA192 in atterraggio d’emergenza

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Asean sicurezza mh370

Il disastro aereo del volo della Malaysia Airlines MH370, il tragico incidente del traghetto sudcoreano affondato con il suo capitano che, in stile Schettino, è tra i primi ad abbandonare l’imbarcazione, infine il volo MA192, anch’esso della Malaysia Airline che torna indietro cambia rotta e fa un atterraggio d’emergenza. In Asia ci si sta insistentemente chiedendo cosa accada nell’intero comparto dei trasporti ma non solo. Le vicende del volo MH370, con il corredo delle polemiche sorte tra l’utenza malese, la Compagnia Aerea, le Autorità diplomatiche cinesi, infatti, ha aperto uno squarcio ancor più doloroso e fitto di misteri, fatto di passaporti rubati e contraffatti, di potenziali attentati da parte di minoranze oppresse (in questo caso inizialmente s’era parlato della minoranza degli Uighuri musulmani residenti in Cina), di linee di difesa colabrodo, facilmente perforabili da qualsiasi malintenzionato, pazzoide paranoioco o ancor peggio, di qualsiasi movimento terrorista che voglia esplicare atti di violenza collettiva di vasta portata.

Nel frattempo aumenta ogni attimo di più l’ansia tra i parenti dei 240 passeggeri dispersi del traghetto affondato sul quale viaggiavano complessivamente 476 passeggeri, gira forte il clima di solidarietà tra i sudcoreani che hanno avviato in proprio una campagna di raccolta fondi per sostenere le ricerche, attraverso donazioni di vario genere e l’apporto di volontari che hanno abbandonato ogni genere di festività in corso per correre a sostegno della locale protezione civile e delle forze militari in azione nei luoghi del disastro cioé nei pressi dell’Isola di Jindo, non lontano dalla costa sud occidentale dove il Sewol è finito preda dei gorghi delle acque. In realtà è tutta la popolazione nella sua interezza -e non solo tra i parenti delle vittime- a sentirsi coinvolta nella vicenda, è un po’ come se ognuno in ogni angolo del Paese si senta parente o amico intimo di ognuna delle vittime dell’affondamento del traghetto.

Tra i 476 passeggeri vi erano 320 studenti della Danwon High School di Ansan, nella Provincia di Gyeonggi: alcuni erano così giovani e piccoli che non ci sono nemmeno le impronte registrate presso le scuole, il che vuol dire che renderà ancora più penoso il riconoscimento nel momento in cui si ritrovino i loro copri tra i flutti e le lamiere. Ora è il momento della preghiera, tutto ciò cui aggrapparsi. C’è poco da festeggiare. A Everland, un meraviglioso parco del Samsung Group a Yongin, Provincia di Gyeonggi, si sono registrate almeno 30.000 presenze in più nel numero dei visitatori intorno alle 4 del pomeriggio di sabato, un 30 per cento in meno rispetto alla settimana scorsa. Nel Grand Park di Seoul a Gwacheon il 24 per cento, circa 25.000 visitatori. Almeno 2.300 persone hanno visitato l’Hallasan National Park sull’isola resort nella giornata di domenica cioé la metà del numero solito di visitatori mentre Mount Yongmun a Yangpyeong, poco fuori Seoul, circa 25.000 visitatori, un 30 per cento in meno. I templi nella Provincia del Nord Chungcheong hanno deciso di tenere una solenne celebrazione pubblica nella giornata del 6 Maggio prossimo, il Buddha Day, invece dei previsti concerti all’aperto.

L’Amministrazione della Presidente Park Geun-hye, la cui leadership recente è ora messa alla prova da uno dei più grandi disastri che hanno colpito la Nazione, ha mobilitato tutte le proprie Agenzie governative, i team di supporto e tutti i sommozzatori disponibili sulla scena dell’incidente (spesso hanno rischiato la vita pur di portare a termine il compito dell’individuazione dei luoghi dove sono trattenuti i corpi sott’acqua), un disastro che –con le evidenze poi verificate- è dipeso, in verità, dalla Compagnia proprietaria del Sewol cioé la Chonghaejin Marine Co. e dal suo Comandante Lee Joon-seok.

Sul versante malese non va meglio. Un aereo della Malaysia Airlines MAS volo numero MA192 diretto a Bangalore è sato costretto a invertire la rotta ed è atterrato sano e salvo –non senza difficoltà- al Kuala Lumpur International Airport Lunedì scorso di primo mattino. La stessa Malaysia Airlines in un tweet ha assicurato che il Boeing 737-200 è atterrato poi alle 1.56 del mattino a causa del malfunzionamento del sistema di regolazione del carrello dell’ala destra che non era più possibile retrarre.

Di per sé non sarebbe gran cosa se quest’incidente non giungesse proprio dalla stessa Compagnia aerea il cui volo MH370 non fosse scomparso l’8 Marzo scorso e sia stato ritrovato finito poi nell’Oceano Indiano il 24 Marzo, dopo 16 giorni di ricerche, il cui bilancio temporaneo è di 227 passeggeri e 12 persone di equipaggio tutti ufficialmente dispersi. La vicenda ha poi coinvolto Kazakistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Turkmenistan, Pakistan, Bangladesh, India, Cina, Myanmar, Laos, Vietnam, Thailandia, Indonesia, Australia per la necessità di chiedere supporto radar nella prima fase delle ricerche.

Ora il Governo malese, dopo la ridda di accuse reciproche, (principalmente con la Cina dove si riteneva si trattasse di dirottamento aereo e già veniva individuato un atto di matrice terroristica di natura Uighura con correlato di dirottamento), spinge per chiedere una revisione delle capacità militari e civili in ambito aereo da condurre nell’alveo dell’ASEAN, vista la contemporanea occorrenza per la quale –l’anno prossimo- proprio la Malaysia sarà Paese alla Presidenza a rotazione dell’ASEAN che esattamente nel 2015 si trasformerà da semplice Associazione di Stati del Sud Est Asia in Stati Uniti del Sud Est Asia. Il Ministero della Difesa della Malaysia propone di considerare la tragedia come un’opportunità per rivedere tutte le strategie militari e civili in ambito aereo tra tutti i 10 Paesi Membri ASEAN, sottolineando che ormai è chiaro il bisogno di maggiore integrazione tra i sistemi di controllo, difesa e traffico aereo per evitare che accadano tutte le tragiche disfasie che si sono verificate in questa terribile circostanza. Bisognerà migliorare, ad esempio, l’incrociare dei dati provenienti dal sistema radar di controllo aereo con quello di livello satellitare, in modo da coprire con maggiore efficacia tutti i movimenti nell’area asiatica. Il Ministero per la Difesa della Malaysia ha espresso la sua proposta nell’ambito della Fiera e della Conferenza Servizi di Difesa Asia DSA ma certamente –alla luce delle vicende dell’aereo MH370- in varie occasioni di verifica e d’incontro tra i rappresentanti e gli esperti del settore sicurezza dei 10 Paesi Membri ASEAN si discuterà approfonditamente di quel che c’è da fare nel settore sicurezza dell’area entro la data della ufficializzazione dell’integrazione dell’ASEAN nel 2015.

 

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