giovedì, Giugno 17

L’ASEAN che verrà field_506ffbaa4a8d4

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Bangkok – Per l’ASEAN il 2015 è stato l’anno di avvio attività, una specie di rodaggio, in vista della sempre più intima integrazione dell’intera area Sud Est asiatica. La data fatidica, però, è stata rispettata: oggi ci si avvia ad una prima valutazione, pur in considerazione del fatto che il 31 dicembre 2015 sarà la data storica di effettivo avvio della trasformazione dell’ASEAN da semplice Associazione di Stati del Sud Est Asia in Unione‘. Sarà così interessante verificare la profondità e la complessità dei temi sul tavolo e che richiederanno sforzi congiunti mai visti prima in questa parte del mondo. Infatti, dal 31 dicembre 2015 in poi, si assisterà ad una sperimentazione senza precedenti.

La comparazione che per prima sovviene alla mente è quella tra l’esperienza ASEAN e quella precedente della unificazione dell’Unione Europea. Su alcuni fattori principali, l’ASEAN si discosta in modo molto stridente ed evidente: innanzitutto nell’ASEAN non vi è cessione di alcuna forma di sovranità da parte del singolo Stato nei confronti dell’ordine superiore di aggregazione. In secondo luogo, non è stata costituita alcuna moneta comunitaria, ogni Stato continuerà a battere la propria moneta nazionale. Come si può intuire, quindi, si tratta di differenze di non poco conto. L’ASEAN s’è presa il suo tempo per valutare gli effetti positivi e negativi ravvisati nel periodo della costituzione dell’Unione Europea, dove i problemi cui si assiste ancor oggi (il ‘caso’ Grecia, la vera e propria reificazione della logica di Bilancio, la vittoria delle politiche economiche tayloriste a discapito di quelle keynesiane, la revisione delle Carte Costituzionali dove far entrare a forza il pareggio di Bilancio, la più recente evenienza drammatica dei flussi migratori, le regolamentazioni in difesa della qualità dei prodotti e dell’ambiente, etc.). Proprio in base a quel tipo di valutazioni l’ASEAN nella sua interezza ha deciso di intraprendere una strada certo diversa ma soprattutto autonoma e più vicina alle proprie specifiche esigenze e possibilità.

Non avendo ceduto sovranità e non avendo una moneta unica, quindi, l’ASEAN permane un raggruppamento di Stati e non ancora un’unione. Col 31 dicembre 2015 presumibilmente prende avvio una ‘sperimentazione’ Sud Est asiatica senza precedenti e sulla quale puntano molto la propria attenzione altre ‘unioni’, in primis Stati Uniti ed Unione Europea, ma anche tutti gli altri principali attori economici e geopolitici di rilevanza mondiale come India, Cina, Giappone (nell’area asiatica), Russia, area BRICS, Sud Africa, etc. Non ci sono precedenti in tal senso.

Ora giunge la fase dell’abbattimento delle differenze al proprio interno, in special modo in termini di accesso alla salute ed alla ricchezza, allo sviluppo ed agli aspetti sociali e politici intesi a livello più esteso e ‘popolare’, in modo da introdurre più omogeneità ed equilibrio tra gli Stati Membri ASEAN. Bisogna notare che ancora oggi le differenze in vari settori e non solo in quello economico sono notevolissime, e quindi il lavoro da questo punto di vista certo non manca.

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