mercoledì, Maggio 12

L'ascesa del nazionalismo albanese I fatti della partita di Serbia-Albania possono ripercuotersi anche sui vicini greci?

0

serbia albania

Le tensioni nazionali scatenatesi nella partita di calcio tra Serbia e Albania, concentrano l’attenzione su un problema che molte volte nei Paesi del Sud Est Europa viene occultato o semplicemente dato per buono. E’ possibile che il nazionalismo albanese possa divenire una minaccia per la Grecia? E quest’ultima può ritenersi protetta dalla visione ufficiale Europea dell’Albania oppure il governo greco deve cercare di ridefinire le cosiddette linee rosse? La partita svoltasi il 14 ottobre, è stata abbandonata al 42° minuto dopo che un drone telecomandato, che portava con sé uno striscione con una mappa della “Grande Albania”, è apparso nel campo da gioco provocando scompiglio nelle tribune. I giocatori sono stati coinvolti in una rissa e i tifosi hanno invaso il terreno di gioco costringendo l’arbitro a fermare la partita. Il drone con la bandiera raffigurante la “Grande Albania” aleggiava da poco sul campo di gioco quando è stato afferrato da uno dei giocatori della squadra serba.

In Albania e in altri Paesi con comunità albanesi, in particolare il Kosovo la decisione di fermare la partita è stata celebrata come una vittoria. L’incidente ha acuito le tensioni tra Belgrado e Tirana, sollevando svariate speculazioni sulle motivazioni politiche del gesto, proprio in vista delle prossime visite in Serbia del Presidente Russo Vladimir Putin e del Primo Ministro Albanese Edi Rama.

L‘Unione Europea ha risposto alle questioni con ovvietà: «La politica deve rimanere fuori dagli stadi». Ma l’incidente ha reso noto quanto la questione della riconciliazione fra le due nazioni sia delicata, anche se le autorità si sono mostrate ufficialmente determinate a migliorare le relazioni. Dopo gli incresciosi incidenti, che illustrano quanto le tensioni politiche siano ancora delle ferite aperte, il Premier albanese Edi Rama ha dovuto rinviare la sua visita ufficiale (prevista per questa settimana) al mese prossimo.

Dopo la “famosa” partita di calcio, gli Hooligans albanesi hanno invaso il villaggio Dervitsani, una delle comunità greche in Albania, terrorizzando gli abitanti, incendiando auto e fracassando vetrine. Atene ha chiesto ufficialmente al Ministero degli Esteri albanese di procedere contro questo episodio e l’Ambasciatore greco a Tirana L.Rokanas ha chiesto a sua volta al governo albanese di condannare la violenza contro i membri della minoranza greca nel villaggio di Dervitsani.

Si temono ulteriori episodi di violenza, poiché il 28 ottobre ricorre la festa nazionale greca. Questo non era stato il primo avvertimento diplomatico, la scorsa estate, il giorno in cui l’Albania ha ricevuto la candidatura come membro dell’UE (anche grazie al sostegno della presidenza Greca), i media albanesi hanno accusato la Repubblica Ellenica di “genocidio” in risposta ad un evento tenutosi presso il Museo di Storia Nazionale di Tirana.

E’ la terza volta, da quando a giugno l’Albania ha ottenuto la candidatura per aderire all’UE, che la diplomazia greca rimprovera la repubblica albanese di non mostrare comportamenti consoni alle linee europee, ricordando soprattutto che il paese greco indirettamente custodisce la “chiave” per l’adesione dell’Albania all’UE. Rokanas ha dichiarato la sua profonda preoccupazione per i ripetuti attacchi alla minoranza greca e ha sottolineato come questi gesti non facciano altro che minare la possibilità per l’Albania di diventare membro dell’UE.

Tuttavia il Ministero degli Esteri ha evitato di pubblicizzare troppo l’accaduto, l’ho ha fatto solo quando  l’opposizione al governo  ha chiesto delle spiegazioni. La ragione principale è che ci sono stati recenti sviluppi negativi nelle relazioni greco-albanesi e più in particolare riguardo la recente riforma amministrativa in Albania, che ha innescato una forte reazione sia da parte della minoranza greca sia da parte del Ministero degli Affari Esteri greco poiché essa appariva come un disegno nazionalista volto all’assimilazione di ciò che rimane dell’elemento greco nell’Epiro Settentrionale.

Demetris Keridis, assistente del professore di Politica internazionale presso l’Università Panteion e vice direttore dell’Istituto di Relazioni Internazionali ha risposto a questa domanda:

 

Vi è un crescente nazionalismo in Albania e in generale nel Sud Est Europa?

Il nazionalismo continua ad essere una importante forza politica nei Balcani e altrove, infatti questo concetto non appartiene solo all’Albania ma è proprio anche dei paesi limitrofi, come la Grecia. Il nazionalismo nelle sue forme più estreme, non risolve anzi complica notevolmente i problemi legati allo sviluppo di questa regione già considerata come il paese non sovietico più arretrato d’Europa. Il nazionalismo è un pericolo evidente per tutta la regione ma non è possibile prevenire tutte le sue forme estreme. Vi è un altro rischio, che molte volte non viene citato, nonostante il fatto che in Albania e nei Balcani ci siano forme di nazionalismo molto forti, la percezione stereotipata che ne deriva è quella di un nazionalismo fanatico, e ciò è altrettanto problematico.

 

Ma da che parte sta il governo Albanese? La lotta contro il nazionalismo è uno dei punti del programma del nuovo primo ministro Albanese Edi Rama? Il nuovo premier rappresenta la nuova visione europea del paese ed aspira, con la sua visita a Belgrado (la prima dal 1946) a normalizzare le relazioni tra i due storici rivali, serbi e slbanesi. Di conseguenza, osserva Keredis: “Le azioni di alcuni tifosi non possono distrarre l’Albania delle sue scelte strategiche ufficiali”.

Quali sono le attuali relazioni tra Grecia e Albania? Atene sostiene Tirana nei suoi progetti europei, anche se sono ancora evidenti i problemi legati alle minoranze. E ancora secondo Keridis: “La Grecia è fortemente interessata ad un eventuale adesione dell’Albania all’UE poiché un centinaia di migliaia di Albanesi vivono attualmente in Grecia”.

La Grecia ospita più di 800.000 lavoratori migranti albanesi e supporta l’Albania per l’adesione all’UE. Gli incidenti, di cui sopra, devono essere condannati dal Ministero degli Esteri greco, ma non possono intaccare le relazioni fra i due Paesi.

Anche se il nazionalismo nell’area balcanica continua ad essere un problema da non sottovalutare, è altrettanto pericoloso adottare degli stereotipi e non riuscire ad affrontare i veri problemi che sono connessi a questi “incidenti isolati”. La diplomazia greca deve essere certamente più esigente e definire le cosiddette linee rosse con l’Albania ma non deve farsi influenzare da questi avvenimenti per non minare la necessaria cooperazione tra i due Paesi che hanno davvero molto in comune.

 

Traduzione di Marzia Quitadamo

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->