sabato, Maggio 8

L’arte di Ai Weiwei per i migranti

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Nonostante i titoli ora siano per Donald Trump, per la Corea del Nord e i suoi test nucleari, per la Brexit e il terrorismo, nel Mediterraneo (e non solo) si continua a morire per fuggire da guerre, carestie e malattie. I migranti sembrano non fare più notizia, nonostante i numeri siano ancora impietosi.

E mentre in queste ore è nato infomigrants.net, il portale europeo in inglese, arabo e francese che mira ad informare in maniera completa i migranti e i rifugiati, sia coloro che pensano di partire, nei Paesi di origine e di transito, sia quelli già giunti in Europa, ecco che a riaccendere i riflettori sulla questione è l’artista cinese Ai Weiwei.

Un gommone gonfiabile lungo 70 metri con all’interno 258 sculture di rifugiati, di dimensioni più grandi del naturale: è questa l’ultima opera, dal titolo ‘Law of the journey’ (La legge del viaggio), che ha esposto dal 17 marzo scorso (e fino al 7 gennaio 2018) alla Galleria Nazionale di Praga, in un edifico particolare, pieno di significati, visto che tra il 1939-1941 servì quale punto di assembramento degli ebrei che sarebbero stati deportati verso il campo di concentramento di Terezin. «In questi tempi di incertezza, abbiamo bisogno di più tolleranza, compassione e fiducia nel prossimo, altrimenti l’umanità dovrà affrontare una crisi ancora più grande», sottolinea Ai Weiwei. «Non esiste una crisi dei rifugiati, esiste solo una crisi umana».

Criticato dal governo cinese, Ai Weiwei, lui stesso un rifugiato, negli ultimi due anni ha dedicato la sua attività artistica soprattutto al tema dei migranti, documentando le loro tragiche condizioni attraverso diverse mostre in giro per il mondo.

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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