martedì, Settembre 21

L’arte contemporanea in festa Ludovico Pratesi parla della ‘Giornata del Contemporaneo’ che si svolgerà in tutta Italia

0

giornata-contemporaneo

La decima ‘Giornata del Contemporaneo, fissata quest’anno per l’11 ottobre, è il grande evento che dal 2005 ogni anno il primo o il secondo sabato di ottobre l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI) dedica all’arte del nostro tempo e al pubblico ad essa legata.

AMACI è un’associazione no-profit nata nel 2003, che riunisce 26 tra i più importanti musei d’arte contemporanea del nostro Paese con lo scopo sia di sostenere l’arte contemporanea e le politiche istituzionali ad essa connesse, sia di consolidare ogni anno di più il suo ruolo di realtà istituzionale e punto di riferimento per la diffusione dello studio e della ricerca artistica contemporanea in Italia e all’estero.

La ‘Giornata del Contemporaneo che, oltre ai musei che aderiscono ad AMACI, coinvolge oltre 800 realtà del nostro Paese tra associazioni, gallerie, musei e realtà contemporanee, svolge l’importante ruolo di promuovere tale cultura, in quanto queste strutture e le istituzioni del nostro Paese, che intendono aderire a tale iniziativa, aprono gratuitamente le loro porte ai visitatori, arricchendo a volte la loro offerta culturale con eventi, conferenze e laboratori, oltre alle mostre stesse, e permettendo al pubblico di vivere da vicino la vivacità e la ricchezza dell’arte di oggi. Quest’anno, come sempre, tale Giornata si avvale del sostegno della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanea (PaBAAC) del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, del patrocinio della Rappresentanza Italiana della Commissione Europea, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero degli Affari Esteri, della Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome, dell’Unione Provincie d’Italia (UPI), dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e dell’ICOM Italia (International Council of Museum Italia). Telecom Italia affianca AMACI invece in qualità di partner tecnologico, mettendo a disposizione le sue conoscenze con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più interessato a tale genere di arte. Quest’anno anche la Gondrand, azienda di trasporti, traslochi e logistica, diventa partner ufficiale di questa manifestazione, mentre la Toscana si conferma partner amico.

L’incremento di partecipazioni delle realtà che aderiscono all’iniziativa della ‘Giornata del Contemporaneo’ promossa da AMACI (dai 207 del 2005, agli 837 del 2013, fino ai 1050 del 2010) e l’accresciuta presenza di visitatori da edizione a edizione (da 97.000 delle prime ai 230.00 delle ultime) evidenzia la maggiore attenzione che si sta dando alla manifestazione, tanto da trasformarla in un appuntamento annuale ormai consolidato e importante nel panorama italiano. In tale occasione i musei e gli altri poli culturali diventano centri nei quali si presentano e valorizzano le attività e le opere degli artisti contemporanei. E questo avviene non solamente nelle grandi città, ma anche nei centri più piccoli, sempre comunque attivi in campo culturale, evidenziando l’importante funzione che il contemporaneo svolge nello sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro Paese.

Con questa nuova edizione della ‘Giornata del Contemporaneo’, AMACI vuole incrementare ancora di più il numero dei poli culturali aderenti e potenziare l’azione locale dell’Associazione e dei musei ad essa legati, per incentivare ancora di più lo sviluppo del tessuto culturale di alcuni territori. La possibilità, per i poli e le istituzioni culturali interessate, di aderire fino a sabato a questa ‘Giornata del Contemporaneo’ è offerta tramite il sito internet di AMACI: gli enti possono caricare automaticamente i propri dati e il programma delle manifestazioni promosse, dopo essersi registrati sul sito in qualità di ‘aderente GDC’.

Proseguendo con il progetto avviato nel 2006 di affidare ad un artista italiano di fama internazionale la creazione dell’immagine guida della Giornata (nel 2006 fu Michelangelo Pistoletto, nel 2007 Maurizio Cattelan, nel 2008 Paola Pivi, nel 2009 Luigi Ontani, nel 2010 Stefano Arienti, nel 2011 Giulio Paolini, nel 2012 Francesco Vezzoli e nel 2013Marzia Migliora), stavolta i direttori dei 26 musei associati ad AMACI hanno chiamato Adrian Paci, artista albanese di nascita e italiano di adozione, a testimoniare che l’arte supera confini e nazionalità e con il suo linguaggio può contribuire al percorso di crescita e maturazione di ciascuna società civile. Il tema del viaggio e del distacco sono alla base di ‘Greeters’, l’immagine creata da Adrian Paci, come simbolo della ‘Giornata del Contemporaneo’. In essa due ragazzi ci salutano con un gesto congelato dal fermo-immagine, che trasforma la narrazione video in un’immagine fissa. I due personaggi diventano un pretesto narrativo preso dalla cronaca, che permette ad Adrian Paci di affrontare le tematiche a lui care della debolezza, dell’insicurezza, della perdita e dell’abbandono, a riguardo delle relazioni umane in senso universale. I personaggi portano l’osservatore, che nella realtà dovrebbe rispondere al loro gesto, a sentirli come vicini a lui, in una visione emozionale che li unisce in un unico abbraccio. Le due figure sono rese astratte perché strappate dal contesto originale dall’artista stesso, e mostrano qualcosa di forte e allo stesso tempo di vulnerabile: se il ritmo delle braccia e la centralità frontale della scena comunicano stabilità, la loro nudità e la bassa definizione dell’immagine rendono tutto sfuggente e fragile. L’immagine crea un dialogo profondo e intimo tra i soggetti della foto e lo spettatore, raccontando non più un fatto di cronaca, ma uno scorcio indefinito della nostra condizione umana. Si accostano due realtà, la rappresentazione di due giovani e l’arte stessa, in apparenza lontane (i due giovani non c’entrano nulla con il mondo dell’arte e la realtà artistica, a volte cinica e sofisticata), ma la semplicità e il carico del mondo che questo fermo-immagine porta con sé si scontrano e incontrano con il mondo dell’arte stessa. ‘Quelli che stanno fuori’ salutano ‘quelli che stanno dentro’, innescando una comunicazione che è carica di umanità.

Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) ha sottolineato l’importanza di investire nel contemporaneo, nella presentazione fatta il 6 ottobre scorso nella sede del MiBACT della decima ‘Giornata del Contemporaneo’, invitando tutti ad aderire e/o partecipare a questa importante iniziativa, per dare così una prova di vitalità in questo settore, che nel nostro Paese accusa un colpevole ritardo, con la necessità di acquisire patrimonio e valorizzare i talenti. Nella ‘Giornata del Contemporaneo’, afferma, mettendo insieme realtà diverse, dai musei privati a quelli pubblici, a prescindere dalla proprietà o dalla regione di appartenenza, si ha una straordinaria occasione di investimento per sostenere e valorizzare questo patrimonio (non soltanto con i soldi). Gianfranco Maraniello, rappresentante di AMACI, ha detto che questa Giornata serve a misurare la ‘temperatura’ e l’interesse in Italia verso il contemporaneo, oltre che per documentare il patrimonio esistente messo in luce da tanti musei, non solo in termini espositivi, ma in relazione a tutto ciò che in questo campo contribuisce alla costruzione identitaria del nostro Paese.

Abbiamo intervistato sulla ‘Giornata del ContemporaneoLudovico Pratesi, curatore e critico d’arte, Vice Presidente di AMACI e direttore della Fondazione Pescheria di Pesaro.

Siamo alla decima edizione della Giornata del Contemporaneo, segno che l’iniziativa è piaciuta al pubblico; ma come è nata quest’idea?

L’idea è nata appunto proprio per celebrare e omaggiare il contemporaneo con una grande festa nazionale, un po’ sul prototipo delle giornate del FAI: qualcosa che facesse capire quest’arte agli italiani e all’Italia in quanto realtà viva, esistente e diffusa in tutto il nostro territorio. Abbiamo quindi pensato di concentrare tutte le energie, le istituzioni, gli artisti e le persone che si occupano di arte contemporanea in un’unica grande giornata, nella quale in qualche modo è come se il contemporaneo, inteso in campo artistico, partecipasse a una grande occasione di festa.

Cosa c’è di nuovo rispetto alle precedenti edizioni?

Di nuovo ci sono ovviamente ogni volta, ormai dopo dieci edizioni, i musei e le istituzioni che aderiscono e propongono nuove opere, iniziative e attività; nuova è anche, ogni volta, l’immagine della ‘Giornata del Contemporaneo’ che viene affidata ad un artista diverso per ogni edizione.

Come la Vostra iniziativa intende porsi in relazione alla Domenica dei Musei istituita dal Mibact e alla giornata di apertura delle sedi di prestigio storico artistico che ospitano le associazioni bancarie?

La cosa è molto diversa: i musei di AMACI lanciano un invito al territorio, che viene raccolto da tante situazioni differenti. Hanno aderito studi di artista, fondazioni e gallerie private: insomma tante realtà culturali che partecipando a questa giornata creano un tessuto veramente diffuso, che va molto al di là dei luoghi istituzionali: questa è in fondo l’idea vincente, cioè unire le istituzioni con le altre realtà sul territorio.

L’immagine guida di quest’edizione allude alla volontà di unire due realtà distanti dal mondo dell’arte, ma che cercano con semplicità di creare allo stesso tempo un rapporto con essa: questo messaggio può valere per coloro che non sono interessati al mondo dell’arte? In che modo?

Certamente sì ed esattamente per questa ragione: in qualche modo aderire, partecipare, incontrarsi e vedere delle mostre insieme, partecipare a delle performances artistiche è far capire che, rispetto al mondo dell’arte antica, quello dell’arte contemporanea è vivo, pulsa, parla, si sviluppa e vive nel nostro presente. Questa è la differenza anche rispetto alle altre giornate di cui si parlava prima, come la Domenica dei Musei o quella dell’apertura delle sedi di prestigio storico artistico dell’ABI.

Come Telecom Italia ha collaborato quale partner tecnologico con la Vostra associazione?

Telecom Italia ci ha fornito il sito e tutta la parte informatica e telematica, che ci permette di raccogliere poi le iniziative e le adesioni alla Giornata del Contemporaneo: e quest’anno sono oltre 800.

La Giornata del Contemporaneo si svolge solo in Italia o anche all’estero?

Per il momento si svolge solo in Italia, ma è in fase di progetto l’idea di immaginare e proporre una nuova Giornata per il Contemporaneo in Europa.

Per la città di Roma sono presenti grandi istituzioni quali il MACRO, MAXXI, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Istituto Nazionale per la Grafica, Museo Andersen ecc. È stata una partecipazione che è partita da una richiesta diretta dei musei, o avete dovuto lavorare per coinvolgerli nell’iniziativa?

La partecipazione è partita direttamente dai musei. Oramai tutte le istituzioni che si occupano di arte contemporanea a vari livelli sanno che la ‘Giornata del Contemporaneo’ è importante per tutti.

Crede che rendere gratuiti i musei, le gallerie e le istituzioni d’arte contemporanea serva ad avvicinare il pubblico a manifestazioni artistiche che spesso sono considerate snob, o per pochi eletti?

Sicuramente sì, ma è una delle modalità adottate, e non soltanto l’unica, per avvicinare il pubblico a tale arte.

Quanto tale iniziativa serve a far conoscere piccole realtà artistiche (gallerie e piccole associazioni) sul territorio e a promuoverle presso il grande pubblico?

Serve tantissimo, e lo prova il numero degli aderenti che ogni anno tende ad aumentare. È molto utile ai musei più piccoli ad entrare in un circuito nazionale, e avere la stessa visibilità degli altri maggiormente conosciuti.

Quali opere e artisti hanno lavorato a specifiche creazioni realizzate appositamente per questa manifestazione?

Questa è una domanda alla quale non posso rispondere, perché le opere sono tantissime, molto importanti e tutti gli artisti sono uguali e allo stesso livello e non se ne possono scegliere alcune, tralasciandone altre. Per dare un’idea del loro numero, bisogna pensare che aderiscono oltre 800 poli culturali in tutta Italia. Quest’anno l’opera di Adrian Paci è l’immagine simbolo della ‘Giornata del Contemporaneo’.

La Giornata del Contemporaneo aiuta gli artisti meno conosciuti a farsi apprezzare dal pubblico e creare relazioni con altri curatori?

Sicuramente sì. Si aiutano gli artisti meno conosciuti a farsi apprezzare e a creare relazioni con il pubblico, con curatori e con i direttori dei musei. Tutto ciò è come un grande circuito, in cui in qualche modo le persone si muovono ed entrano in contatto l’una con l’altra.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->