lunedì, Maggio 17

L’arrogante Macron, l’accucciato Conte, i 600 ‘negri’ usati dal Salvini perché lui ‘ce-lo-ha-duro’ Le norme internazionali fanno divieto di trattare della gente, sia pure negra, come strumento per mostrare i propri genitali irrigiditi

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Che la Francia si sia comportata in maniera indecente con gli insulti volgari e grossolani verso l’Italia, ma in specie verso gli italiani, è indubbio. Che l’Ambasciatore francese, convocato alla Farnesina, abbia mandato il suo vice perché impegnato altrove (a Milano, pare) in qualunque Paese aspirante civile del mondo, tipo il Congo Brazzaville, sarebbe stato dichiarato ‘persona non grata’, seduta stante e avviato alla frontiera, nemmeno tanto lontana, è indubbio. Che la Francia violi sistematicamente gli accordi sottoscritti circa la ricollocazione dei migranti, è indubbio.
Più dubbio, molto più dubbio, è che non abbia il diritto di respingere alla frontiera di Ventimiglia o sulle Alpi migranti privi del diritto di entrare in Francia: al di là delle buone intenzioni dei volontari italiani a Ventimglia o sulle Alpi, dove si affannano a trasportare donne incinte all’ultima settimana di gravidanza delle due l’una, o sono migranti regolarmente registrati in Italia, e allora devono seguire le regole (ad esempio essere richiamati dalle mogli o dai genitori, ecc.) e attendere che la Francia decida, o non lo sono, e allora, duole dirlo, non hanno diritto né ad andare in Francia, né a stare in Italia. Purtroppo è ben nota l’abitudine italiana, si dice, di non registrali e lasciarli vagare come anime in pena sconosciute, utili per un po’ di lavoro in nero, magari. Duole, ma è così. Così come, duole dire anche questo, solo in Italia occorrono oltre due anni per concedere l’asilo politico.

Che l’Italia (non so se il magnifico Renzi o il dandy Gozzi o chi per loro) abbia sottoscritto un accordo per portare in Italia tutti i migranti recuperati in mare, salvo a redistribuirne alcuni tra i Paesi europei, è un fatto certo: lo ha detto Emma Bonino, a meno che non avesse bevuto. Che l’Italia, ora come ora, sia vincolata ad applicare l’accordo di Dublino è certissimo. Che l’Italia, come tutti gli altri Paesi del mondo, debba applicare le norme in materia di diritti dell’uomo è fuor di dubbio. Che abbia il diritto di pretendere che gli accordi vengano rispettato da tutti, è fuori di ogni discussione.

Che l’Italia abbia complessivamente molto meno migranti sul proprio territorio di quasi tutti i Paesi europei, è un fatto documentato a iosa, in particolare dalla nostra ISTAT. E che quindi non possa lamentarsi di riceverne troppi è ovvio. Ma è anche evidente che lo sforzo organizzativo per raccoglierli in mare e per rifornire i libici (o chi sa chi) di motovedette e armi e denari in quantità all’Italia, costa molto, moltissimo. Che ciò sia anche determinato dalla folle arrogante colonialista volontà franco-britannica diprendersila Libia (cioè il suo petrolio, in gran parte ben controllato dall’Italia) è indubbio, come è indubbio che l’Italia abbia partecipato alla distruzione della Libia, e non si capisce perché debba partecipare con la Francia, indirettamente, alla sua guerra in Mali. Che i migranti raccolti in mare non possano restare tutti in Italia è perfettamente chiaro, tanto che si è fatto un accordo su ciò, ma anche che, duole dirlo ma è la pura verità, l’abitudine di non registrarli sia un trucco per mostrare di non saperne nulla quando sconfinano in Francia o in Austria, che, rispettivamente, ci scatenano contro la gendarmerie o i carri armati: il che è volgare, sciovinista e violento … ma certo se poi ci si mette sullo stesso piano …

A tutto ciò, a ciascuna di queste cose e di questi atti, nei Paesi civili esistono risposte civili: i tribunali nazionali visto che le norme internazionali sono norme di diritto interno, la Corte europea dei diritti dell’uomo, la Corte di Giustizia della UE, la Corte Penale internazionale, la Corte internazionale di giustizia.

Questi sono i mezzi di risposta che distinguono i Paesi civili da quelli che civili non sono. È così da millenni.

Poi, certo, c’è la guerra … ci abbiamo già provato varie volte, vogliamo riprovarci?

Certamente, alle volte, fare atti dimostrativi può servire a mettere meglio le carte in tavola. Purché le si abbiano e siano quelle giuste … attenzione, che se sono quelle sbagliate, faremo un paio di minuetti, ma toglieranno all’Italia anche le mutande, pardon, le toglieranno ai cittadini italiani.

Certo che dopo gli insulti ripetuti e ribaditi personalmente da Macron, vedere che tra quest’ultimo e un certo supercurriculato Giuseppe Conte oggi è pappa e ciccia, fa una certa impressione.

Questo è tutto, anzi no. Ci sono circa 600 negri (così immagino si dica per capirsi bene), di cui circa 100 ‘minori non accompagnati’ (se fossero bianchi, diremmo ‘orfani’) stipati, magari all’aperto, su navi inadatte al trasporto delle persone, non su un transatlantico sia pure guidato da Schettino, sulle quali sono giunti dopo avere speso tutti i propri averi, avere attraversato il deserto del Sahara, quello libico, dopo avere subito violenze di ogni genere, soprusi e stupri, che sono il modo per far vedere alla Francia e ad altri quantoce-lo-duro’, e per aggiungere che ora sonoin crociera’.

Le norme internazionali, ma anche quelle nazionali, fanno divieto di trattare della gente, sia pure negra, come strumento per mostrare i propri genitali irrigiditi. Queste cose, signori miei, prima o poi si pagano, sono già avvenute magari contro altri, ma alla fine la storia ha ripreso il sopravvento.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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