mercoledì, Agosto 4

L'aria migliorata dalle guerre in atto? Una sconvolgente (anche se a noi pare ovvia) scoperta

0

Tra l’aumento nella morte, lo spostamento e il caos generale delle guerre in Medio Oriente nel corso degli ultimi cinque anni, il professor Jos Lelieveld dell’Istituto Max-Planck, dice di aver avvistato un settore in cui le statistiche indicano una diminuzione. Dice, l’inquinamento atmosferico è diminuito in modo significativo. Utilizzando i dati satellitari Lelieveld dice che ha scoperto che le turbolenze in corso in Medio Oriente stanno drasticamente diminuendo il livello degli inquinanti atmosferici in tutta la regione. Jos Lelieveld dell’Istituto Max Planck, ha affermato quanto segue: “A quanto pare ci sono fattori sociali economiche e di altro, fattori geopolitici che possono avere un impatto molto forte sull’inquinamento atmosferico e questo è ciò che vediamo dallo spazio e la risoluzione che ora abbiamo a disposizione dallo spazio realmente ci permette di guardare determinate città. Città come Cairo, Damasco, Teheran e Baghdad. Lelieveld spiega che, come milioni di persone fuggono da zone di conflitto, quindi l’attività economica diminuisce il consumo energetico. E non è solo il Medio Oriente, dove disordini politici sono diventati un fattore importante nel calo dell’inquinamento. Vediamo la Grecia, per esempio, dal 2008, dopo l’inizio della crisi economica e finanziaria che c’è una forte riduzione, molto forte. Stiamo parlando di qualcosa come il 50%. Poi vediamo in Siria una forte riduzione che è iniziata nel 2011, così come in Egitto, a partire dallo stesso anno. E vediamo gli effetti dello Stato Islamico in Iraq, dove sono ancora attivi tali fenomeni. Siamo constatando che le persone stanno migrando e le attività produttive stanno subendo a una battuta d’arresto. E in altri paesi che stanno assumendo rifugiati come Giordania e Libano, si sono registrati aumenti“. Levieveld dice monitoraggio dell’inquinamento dell’aria, potrebbe aiutare i responsabili politici a decidere quali aree a terra hanno bisogno di più aiuto.

(tratto dalla sezione video dell’agenzia Reuters)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->