domenica, Maggio 9

Laptop bomba non rilevabili: la nuova arma dell’Isis

0

Il 21 marzo scorso Usa e Gran Bretagna hanno vietato di portare a bordo nel bagaglio a mano laptop (pc portatili) o iPad su una decina di linee aeree di 8 Paesi nordafricani e mediorientali, obbligandoli ad inserire questi oggetti dentro il bagaglio da stiva, non raggiungibile dalla cabina. Il motivo? L’Isis e altri gruppi terroristici hanno sviluppato un sistema per nascondere esplosivo in alcuni prodotti elettronici, proprio come i laptop.

E ora arrivano nuove conferma dall’intelligence: secondo l’Fbi alcuni esplosivi nascosti in questi prodotti elettronici non sono riscontrabili nei normali controlli effettuati negli aeroporti. Il pericolo è che un terrorista dotato di uno di questi nuovi ordigni irrilevabili potrebbe salire a bordo dell’aereo e farlo esplodere in volo. E il pericolo è reale: secondo la ‘CNN‘, diversi gruppi jihadisti hanno anche rubato da diversi aeroporti componenti dei sistemi di controllo dei bagagli per effettuare test e accertare così se i loro nuovi ordigni siano o meno rilevabili.

In pratica i terroristi sono riusciti a trovare un sistema per inserire quantità minime di esplosivo ma di enorme potenza negli spazi presenti nei laptop, in particolare negli spazi vicino alle batterie. Il pc funziona normalmente e non è possibile individuare l’esplosivo. Nel febbraio del 2016 il primo caso durante un volo della Daallo Airlines da Mogadiscio a Gibuti. in quel caso però il terrorista del gruppo Al Shabaab non riuscì nel suo intento perché la carica esplosiva nascosta nello scomparto dvd del laptop era poco potente. La fusoliera fu sì intaccata, ma il foro creato non creò una decompressione tale da distruggere l’aereo. L’unica vittima fu l’attentatore, risucchiato nel vuoto attraverso lo squarcio provocato dall’esplosione.

Il progetto di bombe nei laptop va avanti da anni e Al Qaeda sembra essere in vantaggio sugli altri gruppi. Il suo artificiere più esperto, il saudita Ibrahim al Asiri, ha lavorato per anni per riuscire a costruire ordigni da nascondere nel corpo di un kamikaze o in strumenti con cartucce per stampanti. E ora il rischio è che queste conoscenze siano passate anche ad altri gruppi terroristici.

(video tratto dal canale Youtube di Usa Today)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->