mercoledì, Ottobre 20

L'anno nero dell'Europa e il Santo Graal della Siria field_506ffbaa4a8d4

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Il 2015 è l’anno nero della Francia, che viene scossa da un’ondata di nazionalismo che ha come precedente solo quella della rivoluzione del 1789. Il Presidente Hollande ha aperto ufficialmente un tavolo di dialogo con tutti i Governi europei per cercare supporto alle operazioni militari che dovrebbero sostenere la caduta dello Stato Islamico. Passato il momento di triste euforia, calata l’onda emotiva, Hollande è nuovamente solo a contare i morti della sua Parigi. Nella paura più profonda nessuno in Europa appoggia con vigore i bombardamenti francesi, Germania e Inghilterra si limitano all’invio di qualche Tornado non armato.

Il Presidente russo Vladimir Putin, invece, solca la scena di questo 2015 in modo piuttosto soddisfacente. Il Cremlino ha già avviato unilateralmente i bombardamenti in Siria nel settembre di quest’anno, non senza suscitare polemiche e ritorsioni. Non è chiaro il disegno politico-militare che si ha in mente per il Paese di Assad, né per il leader che ha dato vita alla guerra civile: nel mentre piovono bombe nel plauso generale.

Putin appoggia senza remore l’operato francese e invia senza battere ciglio una portaerei nel Mediterraneo per sostenere i bombardamenti di Hollande su Raqqa. Dal Cremlino, il Presidente in persona ha fatto arrivare un cucciolo di pastore tedesco che sostituirà Diesel, il cane poliziotto morto a novembre durante i fatti del Bataclan. Un gesto ovviamente simbolico ma che rappresenta l’unica mano tesa verso la Francia in grado di dare davvero un aiuto al Presidente europeo. La ritrovata sintonia tra la Russia e la Francia è evidente: si apre così una nuova fase della politica militare in Siria, quella della cooperazione.

Nell’ultimo trimestre del 2015 questa cooperazione ha raggiunto vette importanti e obbiettivi sensibili. La città di Raqqua è quasi totalmente rasa al suolo, Ramadi viene riconquistata dall’esercito iracheno pochi giorni dopo Natale.
Perdono la vita nei raid diversi esponenti di spicco del network terroristico, persino lo stesso Al Baghdadi è dato per morto diverse volte. Non mancano le polemiche sulle numerose vittime civili, il cui numero non è dato sapere per certo.

Stati Uniti, Italia ed Europa continuano a bombardare la Siria senza coordinarsi con i francesi e con i russi, che in più occasioni hanno offerto il loro appoggio d’intelligence, ricevendo un secco rifiuto alla collaborazione. Il 2015 si conclude con più incognite in medio oriente di quante la storia ne ricordi. Una guerra fredda latente pronta a esplodere tra Russia e Stati Uniti, lo Stato Islamico sempre più delirante ed enigmatico, le potenze mediorientali in lotta per non perdere il potere conquistato.

Il 2016 inizierà con più domande che risposte.

 

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