lunedì, Ottobre 25

L’anno bisestile deve far paura? field_506ffbaa4a8d4

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E’ bisesto quello in cui siamo appena entrati, ovvero è un anno solare dove avviene la periodica intercalazione di un giorno aggiuntivo. La denominazione deriva dal latino «bisextus» che indicava il sesto giorno prima delle calende di marzo che era contato due volte negli anni bisestili: «bis sextus ante Calendas Martias». Oggi con questo termine indichiamo un accorgimento – come si vede assai antico – utilizzato per evitare lo slittamento delle stagioni che ogni quattro anni accumulerebbero un giorno in più di ritardo rispetto alle rigidità calendariali.

Per comprendere l’anomalia occorre ricordare che l’anno sidereo è il tempo che impiega il Sole a ritornare nella stessa posizione rispetto alle stelle della sfera celeste e il periodo orbitale è di 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi. Quindi, l’anno sidereo è più lungo dell’anno tropico a causa del moto di precessione dell’asse terrestre. Per correggere questo sbandamento, agli anni di 365 giorni se ne intercala uno di 366: il giorno in più viene inserito quale ventinovesimo del mese di febbraio.

 

Un anno fruttuoso

Per cominciare l’anno nel migliore dei modi e per fugare un detto di sola assonanza fonetica secondo cui ‘anno bisesto, anno funesto’ diciamo che l’anno bisestile è semplicemente il frutto di equazioni a cui si ricorre per limitare le imprecisioni nel conteggio dei giorni e con la buona e cattiva sorte non ha niente da dividere. Gli antichi romani, che diffusero questa credenza in tutte le zone dell’Impero, motivarono la fama negativa perché febbraio era il mese preposto ai riti dedicati ai defunti: il 21 febbraio si celebravano i Feralia con cerimonie pubbliche, offerte e sacrifici. Un’altra ipotesi, ancora più credibile è che per gli antichi, tutto ciò che era anomalo e non razionale, poteva considerarsi di cattivo auspicio ma in altri territori che non risentirono dell’influenza romana, come i Paesi anglosassoni che lo identificano ‘leap year’ (anno del salto), si pensa invece che l’anno bisestile sia fortunato e propizio. In particolare il 29 febbraio è considerato un ottimo giorno per cimentarsi in nuove imprese che avranno sicuramente successo. E questo assioma, sinceramente, ci piace molto di più!

 

Qual è la storia

L’astronomo Sosigene di Alessandria – buon amico di Cleopatra – è l’autore di quel calendario solare che poi promulgò Giulio Cesare nella sua qualità di pontefice massimo, nell’anno 46 a.C. E da qui il nome di calendario giuliano, documento ufficiale di Roma e dei suoi domini ma successivamente il suo uso si estese a tutti i Paesi che venivano conquistati fin da quando Ottaviano Augusto ne regolò definitivamente l’applicazione nell’8 a.C. E già con un’accuratezza sorprendente nel calendario calcolato nel primo secolo antecedente la nascita di Cristo si erano valutate le rimanenze temporali che avrebbero generato un ritardo di circa sei ore ogni quattro anni, tali da generare una giornata in più da far cadere nel mese del Dio etrusco Februus, ovvero della Dea romana Febris ma rispetto all’anno astronomico, il calendario dell’uomo di scienza alessandrino aveva ammassato un piccolo ritardo ogni anno fino ad arrivare a circa 10 giorni nel XVI secolo.

Per questo nel 1582 il calendario giuliano è stato sostituito dal calendario gregoriano che si applica dal 1582 per decreto del pontefice Gregorio XIII con la bolla papale ‘Inter gravissimas’ a Villa Mondragone presso Monte Porzio Catone. Anche se ancora oggi la Chiesa ortodossa fa uso come proprio calendario liturgico del conteggio di Cesare e per questo vi è un diverso computo della pasqua cattolica con quella orientale. Dunque, nel calendario giuliano era bisestile un anno ogni quattro ma la regola del calendario gregoriano recita testualmente: «Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l’eccezione degli anni secolari (quelli divisibili per 100) che non sono divisibili per 400». Ma per semplificare la metrica diciamo che per sapere se un anno non secolare è bisestile basta prendere solo le ultime due cifre e controllare se sono divisibili per quattro fino a 96; gli anni secolari invece sono bisestili se e solo se sono divisibili per 400; così, sono stati bisestili il 1600 e il 2000 e lo sarà il 2400; non ci siamo spinti oltre ma un lettore attento potrà sicuramente effettuare i calcoli necessari.

Accorgimenti analoghi all’intercalazione bisestile dei calendari solari sono usati anche nei calendari lunari con la funzione di mantenere l’allineamento dell’inizio di ogni mese con le fasi lunari. I calendari lunisolari applicano entrambi questi accorgimenti e inseriscono periodicamente un mese intercalare per mantenere fissa la stagionalità dei mesi.

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