sabato, Luglio 24

Lanci di accuse fra Lieberman e Zarif field_506ffb1d3dbe2

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Tornata di incontri ufficiali per il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, in viaggio per Roma dove incontrerà i suoi omologhi in arrivo da Russia e Stati uniti.

L’ufficio stampa del dicastero israeliano ha dichiarato che «Il ministro incontrerà John Kerry e Sergei Lavrov» , secondo quanto riportato dal ‘Daily Star’, per  discutere della situazione di stallo raggiunta sugli accordi di pace.

La scintilla è scoccata dalla dichiarazione del Premier israeliano Benjamin Netanyahu, che nei giorni scorsi ha invitato il Premier palestinese Mahmud Abbas a riconoscere Israele come stato ebraico e ad «abbandonare la fantasia» della possibilità di un rientro degli abitanti palestinesi ad ovest dei muri di separazione.

La dichiarazione è stata mal digerita dalla popolazione palestinese che l’ha considerata ragione di blocco delle trattative di pace ed ha puntato nuovamente un faro sull’arduo compito di John Kerry.  Il tentativo di portare avanti il dialogo si complica ed il tavolo di pacificazione non potrà chiaramente risolversi entro la data presupposta del 29 aprile, ma necessiterà di una proroga.

Alla domanda a proposito dell’opinione del ministro Lieberman (di origini sovietiche) riguardo le tensioni fra Russia ed Ucraina, ha risposto «Noi non rispondiamo a tutti i conflitti , soprattutto se nessuno ha chiesto il nostro consiglio.L’ Iran , i palestinesi , la crisi in Siria , Hezbollah , Queste sono le nostre priorità»  sottolineando, poi, la neutralità di Israele.

Intanto da oltre-Golfo, il Ministro degli esteri iraniano Zarif bollava come infondate le dichiarazioni israeliane riguardo una nave, la Klos-C, intercettata nel mar Rosso e diretta a Gaza con un carico di  armi di fabbricazione siriana.

La Klos-C sarebbe salpata dai porti iraniani nel Golfo Persico con l’obiettivo di rifornire i militanti palestinesi a Gaza.

La notizia è arrivata in concomitanza con l’annuale meeting American Israel Public Affairs ( AIPAC ) svoltosi martedì a Washington, durante il quale il Premier Netanyahu ha riferito al Presidente americano Barack Obama che l’Iran rappresenterebbe la maggiore preoccupazione di Israele.

I media iraniani hanno sottolineato  la coincidenza cronologica della notizia e definito la nave  ‘immaginaria ‘, accusando poi Stati Uniti e Israele di utilizzare il fatto per aumentare la pressione su Teheran ed i suoi alleati.

«E ‘ un sistema che spiana la strada al Congresso per la ratifica di nuove sanzioni contro l’Iran, nonché all’intensificarsi di misure politiche e militari contro la Siria. Collegando la Siria alla Russia, si mira ad usare la questione come leva per ottenere milage politica in Ucraina»  ha riferito l’analista Reza Seraj agenzia di stampa Fars.

Nella giornata di ieri, in occasione della partecipazione del Ministro della Difesa iraniano Hossein Dehghan ad una cerimonia pubblica, è stato annunciato lo sviluppo di quattro nuove tipologia di missile balistico in dotazione alla Guarda della Rivoluzione iraniana.

Due dei quattro nuovi sistemi, sarebbero missili a testata multipla «in grado di colpire e distruggere obiettivi nemici con precisione, e combaciano con una serie di esigenze delle forze armate. Le nuove armi hanno rafforzato il potere di deterrenza dell’Iran e la potenza militare»  ha precisato Dehghan sul sito ufficiale della Guardia Rivoluzionaria.

I nuovi armamenti sarebbero stati creati in risposta all’alto numero di basi statunitensi dislocate intorno al Paese, ha riportato Fars.

La notizia degli armamenti iraniani, si affianca al recente annuncio del Presidente della repubblica libanese di riequipaggiamento delle forze armate per far fronte all’escalation settaria che si è avuta negli ultimi mesi nel paese.

Scontri fra sciiti e sunniti proseguono anche in Bahrein, dove questa mattina due bambini sono rimasti feriti da un ordigno, nel villaggio di Daih, dove lunedì tre ufficiali sono rimasti uccisi mentre scortavano una manifestazione di protesta per il decesso di un giovane sciita ventitreenne in custodia cautelare presso un commissariato di Manama.

 

 

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