martedì, Aprile 13

L’America per noi

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La corsa forsennata del frontrunner Repubblicano, Donald John Trump. L’affanno della sino all’altro ieri ‘sicura vincitrice’ Democratica, Hillary Rodham Clinton, e di converso l’irresistibile ascesa del ‘vecchio’ Bernard Bernie Sanders. La possibile entrata in pista da Indipendente dell’ex Sindaco di New York, Michael Bloomberg. Regolarmente, come ogni quattro anni, la corsa per la Casa Bianca ridiventa un appassionante ‘romanzo popolare’, dallo svolgimento comunque imprevedibile. Questa volta, probabilmente, più che mai. In casa del Partito Repubblicano infatti tutto si poteva prevedere, dalla pronosticata vittoria di John Ellis Jeb Bush alle insidie rappresentate da Rafael Edward Ted Cruz o Marco Antonio Rubio, persino da Christopher Chris Christie, Governatore semibipartisan del New Jersey. Tutto tranne l’emergere dell’’uomo arancione’, il popolare e populista Trump con il suo inquietante ciuffo (e quella è la cosa meno inquietante). Specularmente, nel Partito Democratico, la moglie dell’ex Presidente Bill Clinton pareva destinata a dominare. E invece… Invece anche qui tutto è in gioco grazie al surge di Sanders, socialista sui generis di origini  ebraiche che fa assiduo riferimento a Papa Francesco, specie per quel che riguarda le tematiche socioeconomiche ed ambientali.

Questo nel subcontinente che si estende dall’Atlantico al Pacifico: o viceversa, ribaltando la storia e, come ormai sta radicalmente avvenendo, i pesi economici dei continenti. Ma l’esito d’oltreoceano, come sempre e più di sempre, ha un grande peso anche su questo lato dell’Atlantico, e sulle rive del Mediterraneo, ed ancor di più e soprattutto in Italia. Dove ci si schiera, in genere con prudenza, attendendo un esito che possa aiutare le proprie locali fortune.

Partito Democratico. Meglio sarebbe dire Matteo Renzi, ché al di là occasionali ‘libere uscite’ quel che rimane del PD è totalmente nelle sue mani: si tratta quindi di una valutazione assolutamente accoppiata a quella della Presidenza del Consiglio. Punta ovviamente sulla Clinton, anche se quel che sopravvive del ‘ribelle guascone’ nel ragazzo di Rignano lo porterebbe a  simpatizzare per l’esuberante Bernie.

Forza Italia. Cioè Silvio Berlusconi ed i pochi rimasti con lui, in via di ulteriore, rapida dissoluzione. Ovviamente non può che stare dalla parte degli amici di famiglia, i Bush, ma il suo cuore batte in realtà per l’effervescente Trump con cui i punti di contatto esistenziali sono talmente tanti che non occorre neppure elencarli. E che, disinibito com’è, potrebbe rendere all’amico Silvio più di un esplicito servizio politico.

Lega di Matteo Salvini (con annessa corrente esterna di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa). Trump, sempre Trump, fortissimamente Trump. Come peraltro già dichiarato a livello internazionale dagli alleati e mèntori: il Presidente Russo, Vladimir Putin, e la non ancora Presidente Francese, Marine Le Pen. Anche perché in caso di sua Presidenza i riflessi sulla tenuta dell’Unione Europea potrebbero essere devastanti, e quindi di conseguenza…

Movimento Cinque Stelle. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio apprezzano in particolare la durissima polemica di Sanders contro i poteri forti economici, simboleggiati da Wall Street (luogo della prima sede permanente della Borsa di New York ed emblema del potere finanziario). E lui, perdipiù, oltre ad essere strutturalmente un postkeynesiano è particolarmente attento alle teorie dell’economista statunitense Warren Mosler, molto (e fondatamente)  apprezzato dalle parti della ‘Casaleggio Associati’, nonché buona conoscenza italiana visto che ha insegnato all’Università di Bergamo, esperienza accademica che prosegue tuttora tenendo corsi all’Università di Trento.

Quanto al resto… Del Centro italiano non importa niente a nessuno qua da noi (a parte per i voti nelle Aule parlamentari), figuriamoci negli Usa. La sinistra italiana, sia con la ‘s’ minuscola cioè generica, sia con la ‘S’ maiuscola nel senso della forza politica di Stefano Fassina & Co, sta naturalmente con Sanders. Che quando l’ha saputo ha fatto i debiti scongiuri.

 

Avviso ai naviganti (e ai navigatori). Le cronache italiane della corsa per la Presidenza statunitense sono, in genere, un po’ loffie e copiate l’una dall’altra. Tranne, ovviamente, quando scendono in campo i non molti inviati e veri esperti. In particolare vengono pedissequamente riprese le notizie che riguardano i sondaggi, e così è successo che qualche giorno fa molti, copiando dalla prima erronea fonte d’agenzia, abbiano strombazzato la notizia che Trump aveva doppiato Cruz proprio mentre si era invece in un occasionale momento di stallo. In Italia praticamente l’unica fonte consultata è il sito di ‘Real Clear Politics’, per certi versi indubbiamente il più ‘completo’ e ‘facile’: riporta e ‘media’ gli esiti di quasi tutti gli Istituti. Per chi vuole ampliare in maniera ragionata l’evoluzione della corsa segnaliamo di consultare almeno anche il sito di ‘Usa Today’, l’unico quotidiano realmente nazionale. C’è poi l’utile sito dell’‘Huffington Post’ statunitense, e ’TPM’. Particolarmente rilevante l’autorevole ‘The New York Times’. Da lì è partito, assumendo poi autonoma collocazione, ‘FiveThirtyEight’, il Blog di Nate Silver, analista che grazie a propri particolari metodi ha azzeccato la quasi totalità dei risultati Stato per Stato alle ultime due elezioni presidenziali. Tutti i siti adottano ‘filtri’ diversi per valutare rilevanza ed attendibilità dei singoli sondaggi.

 

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