martedì, Settembre 28

L'allarme degli scienziati: Oceani a rischio field_506ffb1d3dbe2

0

Gli Oceani sono a rischio. Un allarme che ormai dura da anni, ma si continuano a moltiplicare gli studi sulle acque marine. Ad attentare alla vita degli Oceani e della vita in fondo al mare spuntano le microplastiche contenute in dentifrici, scrub e in altri prodotti per l’igiene e la bellezza. Tutti questi prodotti finiscono nelle acque e inquinano gli ecosistemi, mettendo in pericolo gli habitat naturali.

Ed ora in varie parti del Mondo si sta procedendo verso la richiesta di leggi che vietino l’utilizzo delle microplastiche. Gli Usa ad esempio lo hanno fatto e partirà la nuova legislazione dal 2017, mentre provvedimenti simili sono al vaglio in Gran Bretagna, Australia, Canada e Taiwan. In Italia presentata una proposta di legge proprio qualche settimana fa. Alcune aziende hanno iniziato a sostituire le microplastiche con materiali biodegradabili per creare dei microgranuli naturali che non inquinino, ma i prodotti con queste caratteristiche ancora scarseggiano sul mercato. A stilare una classifica delle aziende che fanno uso di microplastiche e del loro rispetto di queste nuove regole è stata Greenpeace East Asia. Nel mirino i trenta più importanti marchi internazionali di prodotti cosmetici e per l’igiene personale. Ma non solo queste microplastiche sono la causa dell’inquinamento degli Oceani e dei mari in generale. Ecco uno degli ultimi studi seguiti da Sky News.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->