mercoledì, Settembre 22

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Bangkok – Le Filippine, disastri ambientai e super tifoni a parte, son sempre sull’orlo del successo internazionale in termini di crescita e sviluppo. Certo, allontanandosi a grandi passi da una condizione di arretratezza cui abbiamo assistito nei decenni appena trascorsi. E’ pur vero, però, che sul terreno vi sono numerose questioni complesse da risolvere soprattutto sul tema della più equa distribuzione delle ricchezze nazionali, sul tema della corruzione spesso endemica in vaste aree dell’Asia, sulle infrastrutture e sulle scelte di micro e macro economia.
Il settore agricolo, fondamentale nell’economia nazionale delle Filippine, è uno dei settori sui quali pesano le maggiori arretratezze, dalla produzione, alla rete delle infrastrutture fino alla distribuzione delle terre tra gli agricoltori.
E sono proprio loro, adesso, a far sentire la propria voce, scendendo in piazza e manifestando apertamente contro il Governo attuale ma -in un certo qual senso- anche nei confronti delle Amministrazioni precedenti.
Nei giorni scorsi, migliaia di contadini  hanno marciato verso il Palazzo Presidenziale delle Filippine per ricordare la fine di quello che definiscono un Programma Comprensivo di Riforme Agrarie  e invocare  la libera distribuzione di terre agli agricoltori.

I manifestanti, guidati dal Movimento Kilusang Magbubukid ng Pilipinas (KMP), ha sottolineato le varie dispute irrisolte compresi i 6.000 ettari di Hacienda Luisita, gli 8.650 ettari di Hacienda Looc a Nasgbu, Batangas a Sud di Manila ed i 3.500 ettari ad Araneta Estate di San Jose del Monte, Bulacan, Manila Nord.
Hacienda Luisita è posseduta dalla famiglia del Presidente Benigno Aquino III. Arrivati a Mendiola, i manifestanti hanno bruciato almeno una decina di effigi che ritraevano il Presidente Aquino avvolto nella bandiera degli Stati Uniti. «Vogliamo lanciare un messaggio forte al Presidente ed a tutti coloro che propongono una estensione del Programma Comprensivo di Riforme Agrarie che ne abbiamo abbastanza delle bugie, delle tante falsità e della violenza perpetrata attraverso il Programma Comprensivo di Riforme Agrarie sull’intero contesto agricolo»,  ha affermato  il leader del Kilusang Magbubukid ng Pilipinas, Rafael Mariano.
Nelle sue parole molte invettive contro la Carta del Parlamento n. 4296 che ha garantito una estensione di due anni al Programma Comprensivo di Riforme Agrarie che ha già raggiunto i 26 anni di vita, affermando che quell’atto pubblico «non è nient’altro che un esercizio di futilità».
Il sindacato Kilusang Mayo Uno (KMU)  ha affermato che il Programma Comprensivo di Riforme Agrarie è stato il programma di riforma agraria di più lunga durata e il più costoso dell’intero pianeta. «Non ha dato luogo ad alcuna distribuzione di terre a favore degli agricoltori ma ha solo legalizzato la concentrazione di terre nelle mani di poche famiglie latifondiste» ha aggiunto il Capo del Kilusang Mayo Uno, Elmer Labog.
L’Alleanza Riforma di Salvezza Agraria -una coalizione-ombrello costituita da agricoltori che cercano una riforma agraria reale ed effettiva- ha richiesto una audizione indipendente sui risultati conseguiti dal Dipartimento delle Riforme Agrarie e dalle altre agenzie deputate alla riforma agraria.

«I report emessi dal Dipartimento delle Riforme Agrarie restano sempre discutibili e pieni di temi tutti ancora da risolvere. Abbiamo bisogno di una valutazione indipendente del Dipartimento di Riforme Agricole e delle altre agenzie di implementazione del Programma Comprensivo di Riforme Agrarie sia passate sia presenti, soprattutto nelle loro performance in vista del determinare lo stato della riforma agraria nell’intera Nazione», ha affermato l’incaricato di intervenire sull’Alleanza Riforma di Salvezza Agraria, Trinidad Domingo.

«Dove sono esattamente le terre che noi ancora abbiamo bisogno di veder distribuite? Cosa è accaduto ai contadini a cui avrebbe dovuto essere concessa la terra? Quante delle terre indicate dal Dipartimento delle Riforme Agrarie a completamento dei contenuti degli accordi sono realmente nelle mani dei contadini, chi ha poi ricevuto servizi di supporto e sostegno adeguati? Queste sono le questioni alle quali il Dipartimento delle Riforme Agrarie ha finora declinato di rispondere», ha aggiunto Trinidad Domingo. Tutti i gruppi intervenuti hanno duramente criticato il lavoro del Dipartimento delle Riforme Agrarie.

 

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