domenica, Luglio 25

L’Africa sostenibile field_506ffb1d3dbe2

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 Africa-EU Energy Partnership

 

La scorsa settimana (11-13 febbraio) si è svolto, ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, l’incontro tra l’Unione Europea e l’ UA (Unione Africana) circa la partnership e i programmi da attuare in materia energetica e sviluppo sostenibile. Il vertice avviene dopo l’incontro dello scorso novembre che si è tenuto a Bruxelles sul ruolo dello sviluppo e della cooperazione in diversi settori tra le due organizzazioni e regioni del mondo.

Stavolta, il governo etiope ha ospitato i partner europei. A rappresentare la Commissione Europea, il Commissario allo Sviluppo e Cooperazione Andris Piebalgs, lettone, già commissario per l’Energia. L’incontro, che  per tre giorni ha visto il confronto tra ministri africani ed europei, gli esponenti dell’Unione Africana e quelli dell’Unione Europea, tra i quali, i rappresentanti delle istituzioni regionali, organizzazioni internazionali, gruppi bancari e finanziari , il settore privato , la società civile e il media, ha avuto come tema ‘Africa e l’UE e le sfide energetiche comuni. Non è la prima volta che Unione Europea e Unione Africana lavorano sullo sviluppo di un’energia sostenibile. Infatti, il primo incontro sul tema dello sviluppo sostenibile ad alto livello si è tenuta a Vienna nel 2010, quando i ministri dell’UE e dell’Unione africana, hanno concordato gli obiettivi del 2020  e hanno lanciato il RECP (Programma di cooperazione per le energie rinnovabili Africa-UE). L’ incontro di Addis Abeba fa da apripista al programma, con obiettivo il 2030, dedicato agli affari energetici intercontinentali e delinea il futuro dell’Africa e dell’Europa nel settore dell’energia. Lo scopo è quello di mettere in luce l’unicità e il successo della cooperazione Africa-UE in materia di energia, e di catalizzare l’impegno e l’azione verso il raggiungimento di  ulteriori risultati nel settore.

I vari panels  ‘The Road 2010-2014: sviluppi del partenariato energetico Africa-UE’, ‘Raggiungere l’ AEEP (partenariato energetico UE-Africa )2020 : Status Report 2013’, così come le presentazioni su ‘Accesso Energia’ , ‘Sicurezza energetica e regionali di integrazione’ hanno dato la possibilità ai  relatori del meeting (tra i quali il ministro etiope dell’agricoltura ed energia, Alemayehu Tegenu , il commissario UA per le infrastrutture e l’energia, Elham Ibrahim, e l’attuale Presidente della Commissione UA, Nkosazana  Dlamini Zuma) di presentare i progetti di cooperazione e di annunciare, insieme al partner europeo, lo stanziamento dei fondi nel settore agricolo ed energetico per raggiungere insieme l’obiettivo 2030.

La Commissione europea, infatti, fornirà cinque milioni di euro in nuovi finanziamenti per accelerare l’ uso delle energie rinnovabili in Africa . Il finanziamento è finalizzato ad aiutare il continente a soddisfare le esigenze energetiche future e aumentare l’accesso ai servizi energetici moderni e sostenibili ed è parte del programma di cooperazione Energie Rinnovabili Africa-UE. Il programma di cooperazione sull’ energie Rinnovabili Africa-UE è stato lanciato nel settembre 2010 a Vienna, come parte integrante dell’ AEEP. Al primo incontro ad alto livello avvenuto a Vienna nel 2010 sono stati fissati una serie di obiettivi tra i quali l’accesso all’energia a ulteriori 100 milioni di persone in tutta l’Africa, per raddoppiare la capacità di produzione elettrica transfrontaliera e di aumentare significativamente la utilizzo delle energie rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica.Ulteriori aiuti, oltre a quello annunciato ad Addis Abeba, saranno messi in campo quando sarà completata la programmazione del prossimo fondo per lo sviluppo e il nuovo programma panafricano. Ciò fornirà notevoli risorse aggiuntive per  i progetti energetici regionali e nazionali in tutta l’Africa.

Come messo in luce durante gli incontri, l’Africa Subsahariana ha il tasso di elettrificazione più bassa del mondo , e più di 650 milioni di persone si affidano a biomasse tradizionali per il riscaldamento e la cottura .

Questo è uno dei motivi per cui l’Unione europea si è posta l’obiettivo di aiutare i paesi in via di sviluppo, prevedendo, per il 2030, che 500 milioni di persone abbiano accesso a servizi energetici sostenibili, nell’ambito dell’iniziativa SE4ALL (Sustainable Energy for All) guidata dalle Nazioni Unite .

 Il Commissario Piebalgs, tornando a Bruxelles ha dichiarato: «L’energia è fondamentale per lo sviluppo. Senza di questa mancherebbe una crescita economica sostenibile, senza un’agricoltura sostenibile, senza assistenza sanitaria di qualità, senza un’educazione decente. In breve , senza energia non c’è sviluppo. Questo è il motivo per cui l’Unione europea si è posta l’obiettivo di aiutare i paesi in via di sviluppo prevedono 500 milioni di persone con accesso a servizi energetici sostenibili entro il 2030».

Sempre secondo il commissario, l’Unione Europea è l’unica in grado di poter contribuire in questo tipo di partenariato perché all’avanguardia per le tecnologie rinnovabili e per lo sforzo continuo che le istituzioni stanno facendo al fine di avvicinarsi ai millenium development goals proposti dall’ONU. E’ dal 2007 che il partenariato continua all’insegna dei programmi di energia sostenibile e quelli già attivati hanno permesso a buona parte delle zone rurali di ottenere l’accesso all’elettricità. I dati della Commissione Europea in proposito sono i seguenti: circa 4 milioni di persone ora hanno l’accesso alla corrente elettrica e 80 milioni di euro sono stati destinati alla assistenza tecnica. Sono stati presentati nuovi progetti per le reti energetiche per un totale di circa 700 milioni di euro in richieste di contributi e stanziamenti. Questi progetti hanno un valore complessivo di investimenti che si aggirano sui nove miliardi di euro.

Inoltre, Il commissario ha sottolineato che «come europei abbiamo deciso di dare una priorità molto alta all’energia come motore di sviluppo sostenibile e perché l’energia sta prendendo una parte crescente della nostra cooperazione allo sviluppo. Questa è stata seguita, nel 2012 ,  con l’adozione del Programma di sviluppo delle infrastrutture in Africa››.

 I leader si riuniranno di nuovo, tra meno di due mesi, nella capitale delle istituzioni europee per il quarto vertice tra le due organizzazioni. Il prossimo incontro di Bruxelles determinerà un’ulteriore tappa per il partenariato strategico tra l’Unione Europea e Unione Africana. I 28 paesi membri, con a capo la Commissione, guardano con interesse ad un continente che cresce a ritmi vertiginosi  e che potrebbe essere in grado di crescere economicamente in maniera differente dal vecchio continente che, ancora stretto nella morsa della crisi, guarda a vie alternative. Infatti, secondo alcuni economisti, al continente africano possono essere applicate le teorie di Serge Latouche, ma non certo all’Europa, che, avvizzita nel suo modello di sviluppo, deve trovare solo un modo alternativo per riformarlo. L’Africa è il continente del futuro e per l’Unione europea, il futuro passa attraverso l’accesso alle fonti energetiche sostenibili.

 

 

 

 

 

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