domenica, Giugno 13

L'acqua: risorsa anche per gli artisti d’oggi

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Nel nostro giornale si è lungamente parlato dell’acqua e dei conflitti geo-politici che essa crea in molti Paesi e della mancanza d’acqua che affligge, anche oggi, molte zone del Sud dell’Italia e non solo. Tuttavia come usano gli artisti l’acqua? Quale medium materiale o soggetto delle loro opere? Le prime esperienze originali dell’uso dell’acqua come soggetto, indipendente dal legante delle opere d’arte o scenario-quinta naturale od occasione per tirare fuori l’emozione interiore del pittore (come nei pittori da cavalletto, oppure ‘en plein air’), sono legate al Futurismo e alla realizzazione dei rumori o all’oggettivazione di oggetti quotidiani. Alla fine degli anni Cinquanta invece Jannis Kounellis esordisce con dipinti nei quali delinea parole, lettere, numeri o segni convenzionali propri del contesto urbano, per poi sviluppare un proprio stile artistico personale e rivoluzionario con grandi installazioni che utilizzano elementi naturali rimandando al loro uso quotidiano (come pietre, animali vivi, piante, fuoco generato da fiamme ossidriche, ecc.).

kounellis ancora MaDReL’installazione creata apposta per il MaDRe di Napoli da Kounellis è un’ancora vera ed arrugginita, con concrezioni marine che alludono alle navigazioni per mare, bloccata dalla sua corda d’ancoraggio ad una vetrata dai colori policromi che riflettono la luce esterna. L’ancora appoggia il suo peso, reale e metaforico, sul pavimento, per rievocare Napoli come ‘città sul mare’ anche dal punto di vista storico, e come veniva rappresentata in genere nell’arte non solo locale.

 

 

hatsushiba-MP_Okinawa_1-2Il MaCRo di Roma propone invece Ho! Ho! Ho! Merry Christmas: Battle of Easel Point –
Memorial Project Okinawa
, che fa parte dell’opera memoriale dell’orientale Jun Nguyen-Hatsushiba, in forma di video e foto, datata al 2003 e basata sulle testimonianze tratte da persone di varie Nazioni che ricostruiscono la storia di Okinawa: una di esse raffigura le profondità del mare con dei subacquei che nuotano, mentre negli abissi si scorgono una stella in cartapesta e resti di varie strutture in legno e ferro.

Rivers of BloodCon i fratelli Jake e Dinos Chapman al gusto per il grottesco si uniscono le suggestioni dei disastri di guerra (già con influenze della pittura di Goya in ‘Disaster of War III’), nel rappresentare un traghettatore, quasi di carontiana memoria, che nella palude trasporta i corpi deformati dei reduci di guerra: l’opera, dal titolo Rivers of Blood, è un’installazione presente nella mostra ‘Barock’ del MaDRe con una scatola trasparente in plexiglas dove è rappresentata in plastico una palude, in cui l’acqua del fiume raccoglie l’esito dell’immaginario apocalittico di Goya con l’apologia nazista della guerra unita alla rappresentazione dei moderni fumetti splatter.

 

 

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