mercoledì, Dicembre 8

L'acido nel cuore e nella mente

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Ora, siamo in attesa delle decisioni del magistrato. Saranno decisioni sagge, come accade quasi sempre, giacché il magistrato è spesso l’unico ad avere in mano tutte le carte, e decide sulla scorta di ragionamenti che poco c’entrano con le tifoserie esterne, popolate di individui che ‘loro avrebbero fatto in questa o in quell’altra maniera’. Oramai, come nelle arene romane, basta un pollice per decidere un destino, il cui verso magari è determinato da come ci siamo svegliati la mattina. Lasciamo dunque decidere il giudice in santa pace.

Anche il campo dei professionisti della psiche, al quale appartengo, si divide tra possibilisti (una donna, dicono, può essere una buona madre anche se coltiva pessime relazioni sociali) e intransigenti (il bambino va sottratto alla madre perché costei mostra di non avere capito bene quello che è accaduto, come se i suoi sentimenti fossero incongrui rispetto alla realtà).

Personalmente sono travolto dai dubbi, mi frena il pensiero delle conseguenze sull’intera vita di quella creatura che, come le vittime di acido e coltelli, passava per caso e adesso non potrà decidere alcunché, può solo fidare nella saggezza altrui. I suoi interessi vengono sopra quelli di tutti i soggetti coinvolti, senza eccezione alcuna, per alcuni versi sono gli unici veri e legittimi interessi sul tavolo, giacché il piccolo non è, almeno lui, responsabile di alcunché, semmai è portatore dell’unico raggio di luce che si intravede in questa storia così cupa e disumana.

Forse, proprio per lasciargli aperte tutte le strade verso la sua difficile meta, non farei una scelta irreversibile, metterei il bambino in mano ad una solidissima coppia affidataria, in grado di introdurlo alla vita dall’ingresso giusto, un nucleo forte, che sia in grado di reggere alle pressioni dei nonni, dei genitori e dei curiosi.

L’affidamento può essere un rimedio auspicabile in situazioni come questa, soprattutto perché lui, il bambino, sta cercando di capire su chi può contare ed è importante che possa farlo in tempi ragionevoli. Le sue certezze risiedono anche sulla costanza delle relazioni. Nel frattempo le tensioni potrebbero sedarsi, aprendo la strada a qualche buona notizia, non possiamo inchiodare a vita un individuo alla propria storia, neppure gli scellerati ragazzi dell’acido, che alla fine si scopriranno, oltre che carnefici, vittime di un marchio che li accompagnerà per sempre, e che forse marchierà più dell’acido.

Fino a quando la nebbia non si sarà diradata, una soluzione del genere potrebbe guarire molte ferite, dando tempo anche ai nonni di pensare a una qualche forma di accompagnamento competente, capace di tenerli all’interno di un atteggiamento di umiltà e di realismo, affinché anche loro possano riflettere su ciò che è stato. Senza la volontà di ripercorrere i propri passi, è persino inutile parlare di speranza.

 

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