domenica, Settembre 19

La vera storia di Buffalo Bill La biografia

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Il paese era molto giovane, / i soldati a cavallo erano la sua difesa./ Il verde brillante della prateria/ dimostrava in maniera lampante l’esistenza di Dio, /del Dio che progetta la frontiera e costruisce la ferrovia.”  Con questi versi inizia la canzone Buffalo Bill di De Gregori e non esiste incipit migliore per descrivere il Far West, il contesto storico e territoriale in cui nacque e crebbe William Frederick Cody, conosciuto dai più come Buffalo Bill.

William Cody nacque il 26 febbraio 1846 a Le Claire (Iwona), in una fattoria. Morto il fratello maggiore, la famiglia si trasferì nel Kansas dove subì l’accanimento dei cittadini in seguito alle posizioni anti-schiaviste assunte dal capofamiglia, il quale fu pugnalato nel 1857 subito dopo aver tenuto un discorso contro lo schiavismo; all’epoca il piccolo William aveva solo 11 anni. William Frederick Cody era un ragazzo poco portato per lo studio, ma sin da bambino sapeva cavalcare, prendere i cavalli al lazzo, sparare sia con la pistola sia con il fucile.

A quattordici anni s’imbattè nel seguente annuncio: “Occorrono ragazzi sotto i diciotto anni, svelti, esperti cavalieri consapevoli di rischiare la morte ogni giorno: si preferiscono gli orfani”. Decise di rispondere all’inserzione diventando così un Pony Express, vale a dire accompagnatore di mandrie a cavallo e scorta delle carovane nei pericolosi viaggi tra stati del Far West

Nel 1863 morì sua madre e William decise di arruolarsi nel 7° Cavalleggeri del Kansas, per prendere parte alla Guerra di Secessione americana con gli stati dell’Unione. Fu proprio durante una sosta nel campo militare di St. Louis, che conobbe l’italo- americana Louisa Frederici, che sposò nel 1866 e con la quale ebbe quattro figli.
Terminata la guerra, ricevette per i servigi svolti in battaglia la Medaglia d’Onore del Congresso e venne impiegato come guida civile dell’esercito statunitense e dalla Pacific Railway con il compito di rifornire gli operai di cibo, più precisamente di carne di bisonte. L’animale infatti doveva essere sterminato per affamare le popolazioni indiane e per evitare che le mandrie intralciassero la costruzione dei binari prima e la corsa dei treni dopo.  William Cody riesce a uccidere 12 bestioni al giorno per sfamare 1200 persone alla volta. In un anno e mezzo massacrò 4.826 bisonti e vinse una gara di caccia al bisonte con William Comstock, “rubandogli” così il soprannome di Buffalo Bill.

Nel 1876 al Warbonnet Creek Buffalo Bill raccontò di aver ucciso un guerriero cheyenne asportandogli lo scalpo per vendicare la morte di George Armstrong Custer al Little Big Horn.

Buffalo Bill era già un personaggio popolare in america quando, nel 1873, Ned Buntline gli chiese di interpretare una versione teatrale delle novelle che aveva scritto sulle sue gesta. Buffalo Bill accettò di recitare per unidici stagioni consecutive.

Dieci anni dopo, nel 1883, venne creato il ‘Buffalo Bill Wild West Show’, uno spettacolo circense in cui vennero ricreate rappresentazioni wester come la battaglia di Little Big Horn e cui partecipavano, oltre a Buffalo Bill e vari indiani, anche cosacchi, arabi, giapponesi e messicani per rendere più esotico lo show. Venivano portati in scena il Generale Custer, Toro Seduto (interpretato da Toro Seduto stesso), Calamity Jane, la prima donna pistolero, e Alce Nero. L’enorme carovana, costuitita da migliaia di cavalli, effettuava gli spostamenti soltanto di notte per poter andare in scena ogni giorno in una città diversa.

Lo spettacolo fece tutto esaurito non soltanto negli Stati Uniti ma anche in Europa, dove il Wild West era considerato una terra misteriosa e inaccessibile, lo scenario ideale per narrare storie di avventure.  La carovana fu una delle attrazioni principali del Giubileo D’Oro  della Regina Vittoria d’Inghilterra nel 1889 e dell’Esposizione Mondiale di Chicago nel 1893. Lo spettacolo ebbe come tappe molte città italiane tra cui Genova, Udine, Milano, Bergamo, Venezia e Roma, dove si svolse la celebre sfida tra cow-boy e i butteri dell’Agro Pontino, capitanati dal cesternese Augusto Imperiali.

Nel 1890 Buffalo Bill partecipò con il grado di colonnello alle operazioni militari contro i Sioux, nonostante fosse ormai uno showman di fama mondiale. Nel 1906 ritornò ad esibirsi in Italia e in particolare a Torino, dove il cantastorie cieco Eugenio Veritas scrisse la celebre canzone popolare piemontese Buffalo Bill a Torino.

Buffalo Bill morì nel 1917 a 71 anni, e venne seppellito su richiesta sulla Lookout Mountain in Colorado, ad est della città di Denver. Poco tempo prima si era convertito al Cattolicesimo ed aveva incontrato papa Leone XIII.
In Italia fu così popolare che l’editore Nerbini di Firenze, che aveva pubblicato alcune sue avventure, affermò che Buffalo Bill fosse un immigrato italiano onde evitare la censura da parte di Mussolini.

 

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