sabato, Ottobre 16

La ‘vaccinazione sospesa’ contro il Covid-19 Se una persona può e vuole pagare una vaccinazione privatamente, fruisce di una vaccinazione (vaccino +inoculazione) e ne paga due

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La proposta è adottare il metodo della ‘vaccinazione sospesa’ (donare una vaccinazione per una persona che non può sostenere il costo e per l’art.32 della Costituzione garantirecure gratuite per gli indigenti’). In logica di ‘welfare universalistico a protezione variabile’, se una persona può e vuole pagare una vaccinazione privatamente, fruisce di una vaccinazione (vaccino +inoculazione) e ne paga due, una come prezzo d’acquisto e l’altra come offerta di donazione, se vuole. Cerco di argomentare e di posizionare la proposta nel contesto.

L’assessora Zaia ed altri assessori hanno chiesto di valutare la possibilità di utilizzare il vaccino ‘Sputnik’ (vaccino a vettore virale con il 91, 6% di efficacia) e di verificare le proposte di acquisto di vaccini che sono sui loro tavoli. Esse sono state avanzate da alcuni intermediari delle grandi farmaceutiche del vaccino. Ovviamente le imprese negano. Io aggiungo che i cittadini fra 3 o 4 mesi avranno la possibilità di acquistare privatamente una vaccinazione (vaccino + inoculazione).

A San Marino a giorni arriverà il vaccino Sputnik o altro; è probabile che la Riviera Romagnola gestisca un intenso ‘turismo vaccinale’. Se si adottasse il modellovaccinazione sospesa’ come parte integrante del pacchetto vaccinazione a pagamento, si accelererebbe lo sviluppo delle percentuali di copertura vaccinale, l’economia avrebbe un numero di addetti vaccinati che darebbero spazio alla rivitalizzazione degli scambi e dei contatti internazionali. Essi si intensificherebbero (con un passaporto vaccinale o certificazione che ormai è nell’odg di Bruxelles) ed inoltre molte fasce deboli e fragili sarebbero vaccinate più velocemente.

Si potrebbe superare l’egoismo nazionale a favore dei Paesi in via di sviluppo che se non vaccinati creerebbero un costo di circa 3.000 miliardi e più per il mondo intero (diminuzione delle esportazioni verso Paesi in via di sviluppo, difficoltà di reperire materie prime e componenti che da essi provengono ecc ). Un pool di nazioni riccheadotti’, in logica vaccinale, (non è neocolonialismo) alcuni Paesi poveri con un approccio di solidarietà che è utile per la salute collettiva. L’OMS ha fatto una campagna di fundraising internazionale acquistando 2 miliardi di dosi dalle imprese farmaceutiche per fornirle ai Paesi in via di sviluppo. Il G7 definisce la salute come ‘bene pubblico globale’ (al pari del cambiamento climatico dello sviluppo sostenibile ecc.) e come tale oggetto di politiche pubbliche mondiali integrate.

In molti casi ormai si parla di ‘colonialismo vaccinale’ della Russia (30 Paesi stanno usando il suo vaccino) e della Cina in Africa e in Paesi in difficoltà. Si veda per esempio il rilascio di una giovane israeliana che aveva sconfinato in Siria e la contropartita in vaccini acquistati da Israele dalla Russia che svolto intercessione per il rilascio.

Siamo in una situazione dove ‘forse’, ‘magari’, il condizionale d’obbligo è il leit motiv di tutti gli esperti che discutono del piano vaccinale. Tutto molto aleatorio ed in attesa di studi controllati. Tesi diverse nello stesso ospedale: uno dice ‘reparti pieni per le varianti’, un altro dice ‘reparti vuoti’ (sic!). Nel frattempo prevalgono solo ipotesi: sia sul versante degli approvvigionamenti (cortocircuito degli approvvigionamenti), sia riguardo all’organizzazione della campagna vaccinale. Una via per incrementare la produzione  è la sospensione totale dei brevetti per attivare una licenza obbligatoria per produrre il vaccino da parte di siti produttivi aggiunti rispetto a quelli delle farmaceutiche del vaccino. Ed Israele avrebbe accellerato le consegne del vaccino anche  con questo stratagemma giuridico; il dato di realtà è che Israele ad oggi ha il 79% di copertura della popolazione.

Anche l’organizzazione della vaccinazione di massa sta valutando con attenzione la disponibilità del privato sanitario di effettuare le vaccinazioni. In Lombardia grandi ospedali privati hanno dato la loro disponibilità operativa da subito.

Un approccio sindemico al COVID19 comporta la combinazione fra campagna vaccinale sempre più veloce, l’uso di una diagnostica complementare, la cura delle malattie non trasmissibili (mnt) che dovrebbero ridurre sensibilmente la mortalità anche generate dal contagio. In sintesi la proposta è di fare una campagna vaccinale sperimentale (una regione?una città?) adottando il modello della vaccinazionesospesae con una rete distributivaad hoc’. Ovviamente supportata da una efficace campagna di comunicazione.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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