giovedì, Maggio 13

La vacca italiana

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Il renzismo ha vissuto oggi il suo giorno peculiare. Di quelli da segnare ‘albo lapillo’, punto dopo il quale nulla sarà più come prima. Un momento di svolta, di imprinting, voluto dal Presidente del Consiglio sin dal suo insediamento. E in questo è stato bravo e tenace. E dell’esito, cioè dell’essere riuscito a raggiungerlo, non del contenuto, gli va dato atto. Il ‘giovanevecchio’ di Firenze è intelligente, furbo, capace. Capace di tutto. Invertendo il gandhiano Il fine non giustifica i mezzi, i mezzi prefigurano il fine‘. E, come il suo mentore, di cui Indro Montanelli sosteneva il piacere della menzogna per la menzogna, non ha remore a giocare sugli impegni non mantenuti, all’insegna del Ma io non l’avevo mai detto‘. Approfittando di un popolo ormai abituato a tutto, che gli aveva dato fiducia in attesa di applaudire al prossimo giro qualche criminale di passo che rischia addirittura la superiorità morale rispetto ai propri predecessori. Questo renzismo, malattia senile del berlusconismo che è comunque morbo pernicioso, ci ricorda il leniniano ‘estremismo malattia infantile del comunismo’.

 

L’irresistibile ascesa di Matteo Renzi potrà essere positiva per il Paese se sarà riuscita a dargli quell’accelerazione di cui aveva bisogno. Ma i rischi, enormi già prima, divengono sempre più imponenti. E proprio in questo momento di gloria soccorre ancora il suo ‘ritratto con fatti’, tratteggiato a suo tempo ne ‘Il Berluschino. Il fine e i mezzi di Matteo Renzi‘ da Michele De Lucia. Un testo documentato e al tempo stesso di coinvolgente lettura, fatto tutto di fatti, solo fatti, unicamente (o quasi) fatti. (Nostra iterazione parossistica, non bieca, sfuggita, ripetizione). Fatti nella quasi totalità ignoti o rimossi. Cui si aggiungono le ‘bagatelle’ che stanno ora emergendo sulla sua stagione fiorentina, e non solo. Tappa per tappa, dai primi passi sino alla presa di Palazzo Chigi con un Governo nato da una crisi extraparlamentare, privo di viatico elettorale, espresso da un Parlamento delegittimato perché eletto con una normativa incostituzionale, basato su un’ambigua maggioranza truffaldina rispetto al mandato elettorale. Ma niente paura: ‘Italiano stai sereno‘.  Fu vera gloria? Ai posteri, noi, ormai rapidi posteri di noi stessi vista l’accelerazione dei tempi e della comunicazione, la non troppo ardua sentenza.

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