mercoledì, Giugno 23

'La UE impari da Aristotele: servono istruzione e dignità' field_506ffbaa4a8d4

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Il fatto che quest’anno sia dedicato alla nascita di Aristotele dimostra che il suo pensiero e le sue opere non sono morti con lui. Come valuta l’influenza del pensiero e delle opere di Aristotele dalla Grecia classica e di Alessandro Magno fino a Roma, il Medioevo, il Rinascimento e il mondo moderno?

Epoche diverse non si valutano allo stesso modo. C’era un tempo a Bisanzio in cui Platone era considerato molto importante, poi venne Aristotele. Nell’Europa medievale prevalse la filosofia tomistica: san Tommaso d’Aquino era un seguace di Aristotele e influenzò i valori del cattolicesimo. In seguito, durante il Rinascimento, prevalsero altri filosofi, ma non sempre con la stessa forza. Oggi che l’umanità tende verso sistemi di governo democratici, e valutati valori e diritti, Aristotele è sempre presente. Non nel senso americano di un diritto individuale, che per Aristotele non aveva senso: non si vive da soli ma con gli altri. Aristotele diceva che prima viene la ‘città’ e poi vengono i diritti inalienabili degli individui. Devono esserci istruzione e dignità, e supporto reciproco tra gli uomini, che devono avanzare nella virtù, cosa che non può esistere senza un’istruzione organizzata. Oggi ci sono alcuni movimenti che cercano di riportare alla luce Aristotele, come i neo-aristotelici.

Qual è, secondo lei, l’influenza di Aristotele sul pensiero filosofico contemporaneo?

Dipende dai contenuti. La riflessione filosofica abbraccia molte aree, come la politica, l’etica, la metafisica, l’ontologia, la teoria della conoscenza e così via. Dal punto di vista scientifico, Aristotele ha realizzato lavori molto importanti, considerando, ovviamente, gli strumenti dell’epoca. Il filosofo ha svolto un autentico lavoro di ricerca in campo politico ed etico. La sua influenza sui tempi moderni dipende dalla materia oggetto di studio. Vi sono riflessioni importanti sulla politica, sulla metafisica, sulla visione del mondo. In campo medico o nella ricerca nucleare, Aristotele ha fatto scoperte originali. Ovviamente, le cose si sono evolute molto da allora, quindi non stiamo ritornando alle scoperte iniziali di Aristotele, ma senza di lui non si avrebbero le conoscenze necessarie per procedere. È questa la maniera in cui la sua filosofia continua a influire oggi sul pensiero filosofico di tutto il mondo.

L’Unione europea sta affrontando grandi problemi, e in molti sono pessimisti sul suo futuro. La Brexit è un segno di tale crisi. Alcuni considerano la Grecia un altro esempio di inadeguatezza e un caso problematico delle politiche europee. L’errore cruciale dell’Unione europea può essere forse l’aspirare all’unificazione sulla base di un mercato economico comune? Il mercato produce iniquità, perché è nella sua natura. Forse ciò può essere considerato una conferma del punto di vista di Aristotele, che non esiste iniquità più grande della parità tra impari?

Si tratta di una questione molto importante. L’Unione europea è iniziata con solidarietà e uguaglianza tra gli stati. Tuttavia, i leader europei non hanno preso in considerazione l’esistenza di stati ‘più in alto’ e ‘più in basso’. Esistono cittadini che sono liberi e altri che non lo sono? In questo modo, sorgono dei problemi che rovesciano completamente il piano iniziale della UE. All’inizio, l’Unione era un mercato comune, una comunità economica, e gli stati che vi partecipavano avevano un’ampia presenza e forza, ma è stato rovesciato tutto quando è prevalsa la globalizzazione. I mercati liberi hanno cambiato il corso delle cose rispetto a prima. Ora ne vediamo i risultati, con gli enormi problemi che tutti questi cambiamenti ci hanno portato. Quel che è certo, a ogni modo, è che l’Unione europea non può funzionare correttamente se viene ignorata l’economia. La saggezza aristotelica dice che deve esserci un modo di proteggere i diritti di tutti gli umani. Ciononostante, tali diritti dovrebbero essere di cittadini economicamente attivi e non inermi. Per Aristotele, non esistono classi se non quelle che voltano le spalle alle altre. Questo è esattamente l’errore della storia politica moderna. Secondo Aristotele, il governatore deve prendersi cura dei diritti di tutti i cittadini, in modo che non sia fatta ingiustizia a nessuno. Anche quando un’ingiustizia sia fatta, dovrà essere immediatamente corretta. Credo che, per quanto riguarda il nostro Paese, abbia giocato un ruolo importante il nostro carattere auto-distruttivo. Nessuno è da rimproverare, il rimprovero appartiene ai cattivi amministratori della nostra classe dirigente che non si è presa cura del Paese. Avremmo dovuto prevederlo ed essere un Paese più autosufficiente. Non produciamo né esportiamo un bel nulla, per coprire il nostro debito finanziario e controbilanciare le spese. Ora assistiamo all’arrivo delle grandi potenze che ci devastano. A ogni modo, l’Europa sta cercando un compromesso per evitare che i suoi cittadini arrivino alla povertà estrema. Si tratta esattamente del punto di vista di Aristotele. I ricchi, con le loro ville ed elicotteri, non dovrebbero esistere; la gente, quando li vede, si chiede come abbiano ottenuto tutti quei soldi senza aver mai lavorato davvero. Nella filosofia aristotelica, non esistono investimenti, fondi e giri di ‘mazzette’.

 

Traduzione di Barbara Turitto

 

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