mercoledì, novembre 21

La Ue boccia la manovra italiana. Ma si va verso lo scontro Turchia, ritrovate parti del corpo del giornalista saudita Jamal Khashoggi

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Alla fine è arrivata la bocciatura. La Commissione Ue ha deciso di respingere il Documento programmatico di bilancio italiano e di chiederne uno nuovo, che dovrà essere inviato entro tre settimane a Bruxelles. Si tratta della prima volta nella storia europea di un provvedimento simile.

Il vice presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, insieme al commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, in conferenza stampa ha ufficializzato il passo: «Non vediamo alternative. Sfortunatamente i chiarimenti ricevuti ieri non erano convincenti. La zona euro si basa su una questione di fiducia. Se viene erosa, ne sono danneggiati tutti gli Stati membri e la moneta unica» e ha rimarcato che l’Italia va «apertamente e consapevolmente contro gli impegni» cristallizzati in sede europea nello scorso luglio. Moscovici invece ha ribadito che la «Commissione non intende sostituirsi alle Autorità italiane nella definizione delle politiche interne, ad esempio quelle di lotta alla povertà. Quello che ci preoccupa è l’impatto di bilancio di queste politiche sui cittadini. L’Italia deve portare avanti il suo impegno per ridurre il debito pubblico, che è il nemico dell’economia e dei popoli europei. Il fardello di 37mila euro per cittadino lascia senza respiro l’economia italiana: con 65 miliardi di spese a servizio del debito, l’Italia ha dovuto sborsare tanto quanto spende per l’istruzione».

«Non esiste alcun piano B. Ho detto che il deficit al 2,4% del Pil è il tetto. Questo sarà il nostro tetto. Siamo pronti forse a ridurre, ad operare una spending review, se necessario», ha detto il premier Giuseppe Conte, intervistato da Bloomberg Tv. «Alla Ue risponderemo cortesemente. Io andrei ad incontrare anche domani Juncker, per spiegargli come l’Italia crescerà, ma nessuno toglierà un euro da questa manovra», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini. «L’unico organismo che potrà migliorare la manovra economica italiana è il Parlamento italiano», ha ribadito, mentre Luigi Di Maio ha dichiarato: «La stima di crescita ci sarà e non vogliamo andare a rivedere i termini della manovra perché quella stima è esatta. Perché non ci sono troppe spese in questa legge di bilancio ci sono tanti tagli alle cose inutili». Insomma si prospetta un bel duello tra Europa e Italia.

Andiamo in Turchia, perché sarebbero state ritrovate parti del corpo del giornalista saudita Jamal Khashoggi. Secondo una fonte, in particolare, i resti sarebbero stati rinvenuti nel giardino della residenza del console saudita. Non ci sono tuttavia altre conferme. L’omicidio è stato attentamente pianificato da giorni prima della sua morte e sono state fatti dei sopralluoghi nella Foresta di Belgrado e nella zona di Yalova come possibili luoghi di sepoltura del corpo. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che poi ha ribadito: «Ci aspettiamo che tutti i responsabili dal livello più basso al più alto siano trovati», sollecitando l’apertura di un inchiesta indipendente.

«L’inchiesta sull’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi produrrà la verità su quanto accaduto», ha assicurato il ministro degli esteri saudita Adel al-Jubeir. Che ha anche promesso che saranno messi in atto meccanismi in modo che «qualcosa del genere non possa mai più accadere» e che l’Arabia Saudita è impegnata a garantire «che l’indagine sia completa, che la verità sia rivelata e che i responsabili ne rendano conto».

Mentre è al via la Davos del deserto a Riad. Tante le assenze registrate: dai ministri economici di Europa e Stati Uniti e il Fondo monetario internazionale, così come da diversi giganti della finanza. Lo stesso principe ereditario Mohammed bin Salman non si è visto ad apertura dei lavori.

In Gran Bretagna, il tema rimane la Brexit. Per questo 35 scienziati di chiara fama con origini o legami nel Regno Unito, 29 premiati in passato col Nobel e 6 con la Fields Medal, hanno inviato una lettera aperta rivolta sia alla premier, Theresa May, sia al presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, per sollecitarli a trovare un accordo morbido di divorzio fra Londra e Bruxelles. In particolare richiedono il mantenimento delle più stretta cooperazione possibile fra Regno e Ue.

Problemi in Francia per le procedure di riaccompagnamento dei migranti al confine con la Spagna. Secondo gli ultimi dati a disposizione, dal gennaio scorso, l’espulsione degli esiliati giunti in Francia dalla Spagna è aumentato del 60% nel per il solo dipartimento dei Pyréenées-Atlantiques.

Negli Usa, a due settimane dal voto per il rinnovo di gran parte del Congresso, è battaglia aperta tra i democratici e i repubblicani. Secondo l’ultimo sondaggio del Washington Post solo tre punti dividono i due partiti, con i dem al 50% e gli avversari al 47%. Intanto un ordigno esplosivo è stato trovato nella cassetta delle lettere della residenza di George Soros, nello stato di New York. Il magnate è da tempo nel mirino di gruppi dell’estrema destra e ultimamente è stato accusato dai repubblicani di essere dietro alla carovana di migranti che si dirige verso il Paese.

Visita in Italia per il presidente della Colombia Ivan Duque, che all’Ansa ha confermato: «Al momento è stato firmato un trattato per mettere fine al regime di doppia tassazione, che deve essere ratificato dai parlamenti italiano e colombiano». Ma soprattutto ha sottolineato come tra le sue speranze ci sia un’ulteriore crescita dell’export già a buoni livelli verso l’Italia, così come per gli investimenti in cui l’Italia fa già bene.

In Iraq, è di almeno 3 morti e 20 feriti il bilancio di un’attentato compiuto nel nord del Paese, in un’area rimasta a lungo sotto il controllo dell’Isis. L’esplosione dell’autobomba è avvenuta in una zona affollata di Qayyara, cittadina a sud di Mosul. Fonti irachene parlano invece di sei uccisi, tra cui militari.

In Iran invece quindici membri di tre cellule terroristiche che pianificavano attacchi a pellegrini iraniani diretti ai luoghi santi sciiti in Iraq sono stati arrestati. Secondo fonti governative, gli arrestati progettavano di compiere attentati suicidi.

Chiudiamo con la Nigeria, perché sono 78 i morti negli scontri, a sfondo probabilmente interreligioso, avvenuti la settimana scorsa fra cristiani e musulmani a Kaduna. Giovedì erano morte 55 persone in un centro circa 35 km a sud-est del capoluogo.

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