sabato, Aprile 10

La tutela della biodiversità è (quasi) legge

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La proposta legislativa che istituisce per la prima volta in Italia «un sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità d’interesse agricolo e alimentare» sta per approdare in Aula dopo essere stata approvata all’unanimità sia alla Camera sia al Senato il 22 ottobre scorso.

Una legge quadro che racchiude tutti gli interventi legislativi finora presentati dalle singole Regioni, eliminando ogni frammentarietà.

Il provvedimento introdurrà un’Anagrafe nazionale delle biodiversità agraria e agroalimentare, una corrispettiva rete nazionale, un portale e un Comitato permanente di esperti che consentirà l’identificazione e la messa a sistema delle varietà agronome e forestali per creare un circuito produttivo virtuoso.

Tale azione, inoltre, congiunge l’attività del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano , delle Università e degli Enti di Ricerca, per favorire l’attività di formazione e di conservazione delle risorse locali, e soprattutto quelle in via di estinzione.

Questa è una legge molto ambiziosa che va a colmare alcune lacune molto evidenti a livello nazionale. L’ultima revisione della legge non è male perché esalta fedelmente le singole competenze regionali lasciando nel contempo inalterata la loro autonomia. Più della metà delle Regioni possiede una propria legge sulla biodiversità e un’anagrafe regionale e servirà da stimolo per quelle che non sono ancora dotate di questi strumenti” dice politiche agricole, alimentari e forestali, Luciano Concezzi, esperto in biodiversità e Responsabile Area Innovazione e Ricerca Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria.

L’unico punto critico e su cui ci sarà da discutere parecchio è quello sul Comitato Permanente, perché è formato soltanto da 5 membri, in rappresentanza delle 20 Regioni italiane. Bisognerà trovare un punto d’incontro affinché non prevalga una posizione verticistica”.

La proposta porrà fine della frammentarietà del quadro legislativo. A oggi, ci sono però degli slittamenti dei lavori parlamentari che ne hanno impedito il via libera definitivo con voto finale.
L’Indro‘ ha intervistato Susanna Cenni, deputata e membro della XIII Commissione Agricoltura, prima firmataria del provvedimento alla Camera che, chiariti i motivi del rinvio, entra nei contenuti della (quasi) legge.

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