giovedì, Aprile 22

La trincea delle Dame Bianche field_506ffb1d3dbe2

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Seguo con una certa attenzione la sorte di quelle cd ‘quote rosa’ che avrebbero dovuto emendare un Italicum che, così com’è, non è che garantisca la rappresentanza femminile del 50% della popolazione, ovvero alla reale composizione dell’elettorato italiano (e sono persino buona, perché mi pare che le donne elettrici, in realtà, sopravanzino gli uomini).

Ogni tanto faccio scaramucce, perché non mi sottraggo al confronto, e pare – ci raccontano foto e cronache – che le parlamentari anch’esse si erano messe di buzzo buono per far passare il provvedimento.  Fatica vana…

Sono le abitanti dell’isola di Utopia, visto che gli avversi all’introduzione del mitico 50/50 audacemente richiesto hanno sfoderato una serie di obiezioni che hanno  seminato come mine anti-uomo – anzi, anti-donna – sul cammino della discussione parlamentare.

Innanzitutto, il relatore forza italiota, Francesco Paolo Sisto, malgrado le sue colleghe di partito abbiano abbracciato la causa, ha insinuato che fossero ravvisabili profili d’incostituzionalità. Strano destino, quello della nostra Costituzione in rapporto a Forza Italia: ne denunciano l’obsolescenza, che occorre rifarla daccapo, ma, quando gli serve, ce l’hanno …  sulla punta della lingua. In più, a rafforzare le barricate, rivelandosi l’asso nella manica, c’è stata l’arma letale e risolutiva di tutte le battaglie, il voto segreto, visto che, non essendosi trovato l’accordo, si è passati al voto in aula. Con questo risultato.

«La Camera ha bocciato a scrutinio segreto l’emendamento bipartisan alla legge elettorale che prevedeva l’alternanza di genere in lista, vietando che potessero esserci due candidati dello stesso sesso in sequenza. No anche al secondo emendamento, anche questo bipartisan e anche questo respinto a scrutinio segreto, che prevedeva che nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50% per i capilista. Il governo, in entrambi i casi, si era rimesso all’Aula. I voti contrari al primo emendamento sono stati 335, e i favorevoli 227. Nel secondo caso, l’emendamento è stato bocciato con 344 voti contrari e 214 a favore. Lo scrutinio segreto era stato richiesto da 39 parlamentari di Forza Italia, Fdi, Ncd e Udc»

Intanto, per dare un segnale di essere sul piede di guerra (per qualcuna, sul tacco 12 da battaglia…), le pasionarie delle quote rosa avevano deciso di offrire uno ‘spettacolo’ univoco e visivo della loro comune tenzone, vestendosi tutte in bianco.

Peccato che non mi abbiano consultata  -ragazze, uso un po’ d’ironia, per darvi una seconda brutta notizia… – altrimenti le avrei caldamente sconsigliate.

Evidentemente, sono poco informate sui fatti storici  -la scuola italiana l’hanno smontata pezzo pezzo e può capitare che il tassello mancante fosse proprio quello che sarebbe servito stavolta a sconsigliarle di prendere una simile decisione-, per cui non si sono rese conto di dare un messaggio del tutto antitetico rispetto ai loro desiderata.

L’idea era venuta a Laura Ravetto, basandosi su quel po’ di ottica che si studia a scuola (nella natia Cuneo … come Daniela Santanché: ma oltre che i militari, si sfornano anche le deputate, a Cuneo?): il bianco è il non colore per eccellenza, contiene tutti i colori; dunque in più di 90 si son trovate biancovestite… Roba da vergini e martiri… quali, in fondo, a ben rifletterci erano, lanciate come kamikaze contro il fortino maschiocentrico e andando a sbatterci inesorabilmente contro.

Avevano dimenticato alcuni dati storici di grande importanza. Ad esempio, che il bianco, fino ad Anna di Bretagna, vedova di Carlo VIII, era stato il colore del lutto riservato alle regine di Francia … un messaggio legato alla fede nell’immortalità e nella resurrezione. Insomma, se dovessi trarre degli auspici, – che, da brava Cassandra, si sono poi realizzati – ipotizzerei che solo se fossero rinate sarebbero riuscite ad ottenere il loro obiettivo.

Ma scusate: parliamo di quote rosa? E allora, non potevate mettervi ciascuna in rosa, che è anche un colore che sta bene a tutte, mentre il bianco, ad alcune, ‘sbatte in faccia’?

Sì, lo so, se aveste adottato questo colore, non avrebbero potuto seguirvi i colleghi che, a parole, avevano sposato la vostra buona causa.

A parte il fatto che, se uno ci crede, può anche indossare una cravatta o una camicia rosa senza apparire ridicolo  -lo sarebbe stato giusto Guido Crosetto, ma tanto lui, appartenendo a Fratelli d’Italia, ha votato contro le quote e dunque è fuori concorso … quantunque sia pure lui cuneese… ma che succede, stanotte, me li vado a cogliere fior da fiore i cuneesi? Fossero almeno cioccolatini!-  ma mica stavamo a chieder loro d’indossare il costume di Pantera Rosa, pur essendo da poco terminato il Carnevale! Quel bianco slavato, a parer mio, non mi è parso granché porte bonheur… e la battaglia, acerrima,  piuttosto controvento…

Vabbé che il motto imperante dovrebbe essere Cambia Verso’, ma che la politica italiana accetti, senza colpo ferire, e solo perché sembravate fatine bianche, di abdicare al 50% delle poltrone (ovvero ad un 35% in meno di ora), mi figura come pura fantascienza. E pura fantascienza, a giochi fatti, s’è rivelata!!!

D’altronde, lo stesso ‘rovesciatore di versi’ (e anche di Presidenti del Consiglio, pur’anche non eletti dal popolo) non sembra un vostro fan sfegatato.

Prudentemente, il Premier si è mantenuto sulle generali, affermando che si affidava al responso del Parlamento (ergo, ha lasciato ai killer del voto segreto il compito di fare il ‘gioco sporco’) e ciò mi spinge a pensare di andare a indagare se Ponzio Pilato fosse nato dalle parti di Pontassieve.

In realtà, qualche storico ipotizza che Pilato fosse sannita (come la De Gerolamo, Del Basso De Caro e, guardando verso l’Europa, Clemente Mastella), ma i meridionali sono gente di emigrazione e dunque nulla vieterebbe uno spostamento della famiglia a Nord.

Ma tornando a Mister Selfie  -dopo l’autopromozione a ‘Che tempo che fa’ l’appellativo se lo merita tutto-  lui in merito ha  fatto l’incarnazione delle tre scimmiette, tanto, con il pragmatismo che lo contraddistingue, sa a menadito che giustizia sarebbe stata fatta dall’aula, senza che si fosse scomodato ad intervenire, se non con parole distensive e diplomatiche.

In realtà, ho tanto l’impressione che le 90, giovani e forti, nel numero abbiano fatto paura solo se giocate al Lotto.

Ora che tutto ‘consummatum est’, si darà loro un contentino e l’onore delle armi; le si lusingherà cinguettando che come portavano loro il bianco non lo porterà nessuna mai e si troveranno gabbate dai difensori storici della poltrona  -che, d’altronde, sono anche quelli che le hanno fatte arrivare fin lì, diciamocela tutta: gran parte di loro, mica sono state paracadutate nei comodi seggi dell’Emiciclo dallo Spirito Santo.

E qualcuno, più livoroso, biascicherà loro che, brutte irriconoscenti, soffrono della mitica sindrome rancorosa del beneficato. Scommettiamo? D’altronde, qualcuno è della scuola di pensiero che etichettò Veronica Lario ‘Velina ingrata’.

 

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