giovedì, Settembre 16

La tragedia italiana della raccomandazione La vicenda della nomina di Marco Carrai ai vertici della Cyber Sicurezza

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Ma torniamo alla Spoon River del Presidente del Consiglio. “Dove sono Giorgio (Gori) e Pippo (Civati)…gli ex amici del cuore”. Naturalmente dormono tutti, in numerosa compagnia, sulla collina, messi a nanna dalla terribile natura usa e getta dell’attuale Capo del Governo, un uomo che vende in continuazione allo scoperto, come fanno i soggetti istituzionali che mandano in malora aziende e borse, e che è riuscito a vincere la lotteria senza neppure comprare il biglietto.

Rammento quanto Giorgio Gori inseguiva con telefonate personali amministratori di ogni tipo per reclutarli alla causa renziana, e ricordo le prime Leopolde in cui Pippo e Matteo si tenevano per mano. Poi è arrivata la realtà, bussando alla porta con una mazza da baseball, e sono spariti dalla circolazione. Sopravvive l’uomo nell’ombra, Marco Carrai, contiguo al Presidente del Consiglio, mite come un agnello (almeno col lupo preferito) e in procinto di diventare responsabile della Cyber Sicurezza, un ambito di materia che oggi conta quanto un esercito armato fino ai denti, giacché dagli attacchi che per qualità e quantità possono provenire da e per l’universo informatico, rappresentano veri e propri attentati alla sicurezza e agli interessi nazionali. La signora Maria Elena Boschi, quella il cui padre è una brava persona perché da bambino percorreva cinque chilometri a piedi per andare a scuola (se la logica è questa, allora candidiamo Forrest Gump o Gelindo Bordin, podisti infaticabili, alla presidenza dell’Onu), riferisce che si tratta ‘solo di una consulenza’, reiterando quella specie di retro-pensiero che invade come un virus la testa dei politici e li porta diventare certi che i cittadini siano degli sprovveduti. Noi stiamo parlando, ministra, dell’inquietante situazione che vedrà il testimone di nozze del Presidente del Consiglio proiettato alla testa di un’agenzia che deve tutelare interessi delicatissimi di tutti i cittadini, quindi se ci parla del tipo di contratto con cui verrà inquadrato il signor Marco Carrai, sta buttando la palla in tribuna, per giunta evitando di dire che il prossimo collaboratore è socio di una Spa attiva, guarda caso, nel campo della Cyber sicurezza.

Una sfacciataggine in linea col personaggio (Renzi), che voleva fare la rivoluzione ma si comporta esattamente come tutti i suoi predecessori, anzi peggio. Come tutti i presunti rivoluzionari, appena messo piede nel palazzo si barricato all’interno.

Più volte in questa pagina è stato toccato il tema della raccomandazione, che da anni definisco ‘grave crimine sociale‘, probabilmente il maggiore responsabile della situazione, civile, politica e morale, in cui versa il Paese.
Un concetto, quello della natura criminale della raccomandazione, impossibile da fare passare in Italia, essendone la cultura talmente impregnata da averlo oramai assimilato come una sorta di mutazione definitiva del Dna.
La raccomandazione non è solo una riprovevole manifestazione del mondo interiore degli individui, ma l’origine di due danni sociali irreparabili.
Il primo determina l’emersione di figure mediocri, che dunque rendono ugualmente mediocre la qualità dei servizi resi al cittadino. Il secondo danno è ancora peggiore del primo, poiché le persone danneggiate cominciano a rispondere con le forme più singolari di indolenza sociale, ossia iniziano a ‘vendicarsi’ sabotando l’interesse collettivo, similmente a dei rematori che si appoggiano ai remi simulando fatica, ma in realtà non dando alcun contributo.

Il modo di procedere di Matteo Renzi perpetua questo morbo. Dopo il caso inquietante della Banca Etruria, ancora apertissimo, che vede coinvolto in modo non marginale il padre della ministra per le Riforme, giunge il caso Carrai a confermarci che l’ex Sindaco di Firenze sta cantando una canzone che abbiamo già ascoltato mille volte, perché non è in grado di fare diversamente. L’unica rivoluzione possibile nel nostro Paese è modificare i comportamenti del personale politico, con il caso di Marco Carrai, il Presidente del Consiglio alza bandiera bianca e ci ricorda mestamente di non essere l’uomo che aspettavamo.

 

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