lunedì, Settembre 27

La Thailandia e la valuta 'compressa' field_506ffbaa4a8d4

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BangkokIl continuo rafforzamento del Dollaro USA sul Thai Baht ed il contestuale indebolimento della valutazione dell’oro sulle piazze internazionali hanno portato la moneta thailandese a vivere un deprezzamento progressivo: in soli cinque giorni è passato da 34.84 THB per 1 USD ai 35 THB di oggi. Andamento altalenante ma in netta ripresa ha anche l’Euro, che ha vissuto una certa pressione nei confronti del Thai Baht, anche prima delle vicissitudini della Grecia, oggi però è tornato a veleggiare sui 38 THB per 1 Euro.
Bisogna chiarire che leconomia thailandese ha una netta impronta protezionista, e questo non solo in epoca di dittatura militare. Il protezionismo thailandese è una linea di tendenza di lungo periodo, una specie di ‘basso continuo’, con dazi doganali altissimi per tenere alle frontiere i tanto agognati prodotti occidentali come i profumi, il caffè e la pasta Made in Italy, oppure l’abbigliamento casual USA o i vini francesi ed italiani, fino alla manifattura e la strumentazione meccanica di precisione. Con gli altri Paesi dell’area ASEAN – in via di strutturazione progressiva nella forma di ‘Stati Uniti del Sud Est Asia‘  – i dazi sono molto più bassi e ci si sostiene reciprocamente. Si cerca, in questo modo, di sostenere l’economia locale, la forza lavoro thailandese e la sua capacità di acquisto soprattutto verso i prodotti autoctoni. Ma le grandi multinazionalipremono e le sirene attraenti dell’economia globale spesso riescono a penetrare questa coltre protezionistica, come accade in special modo nelle classi economiche abbienti, thailandese compresa. Molta produzione globale fa riferimento al Dollaro USA, ecco perché la relazione diretta tra Thai Baht e Dollaro è così vistosamente interessante negli ultimi giorni.

 

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