domenica, Settembre 26

La Thailandia è la più debole nell'ASEAN Il PIL nel 2016 scende al 2,38 per cento dal 2,4 del 2015

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BangkokLa Banca Mondiale conferma che anche per il 2016 l’economia thailandese mostrerà una modesta crescita economica con un PIL stimato al 2,83 per cento dal 2.4 per cento registrato nel 2015 e 2.9 per cento stimato inizialmente per quest’anno. La Banca Mondiale, poi, aggiunge anche che – allo stesso tempo – l’anemica ripresa evidenziatasi nei mercati emergenti finisce col pesare ulteriormente sulla crescita mondiale e la debolezza di fatto simultanea dei principali mercati emergenti, oggi è tra le principali preoccupazioni in vista del raggiungimento dell’obiettivo relativo alla riduzione della povertà ed all’accrescimento della prosperità condivisa. Nei Prospetti Economici Globali stilati e pubblicati a Gennaio 2016, la Banca Mondiale aveva già messo in guardia sulla necessità – circa i Paesi in via di sviluppo – di concentrarsi sulla costruzione di una comune resilienza e cooperare tutti per la strutturazione di un ambiente economico meno debole e più resistente nei confronti della vulnerabilità generale.

Se si contestualizza tutto in ambito ASEAN, il 2016 ha fin dall’inizio prospettato per i Paesi Membri uno scenario alquanto misto nel quale tuttavia la Banca Mondiale mantiene la Thailandia in una specie di lista di terapia intensiva, dove la Thailandia fa registrare una contrazione del 20 per cento dal PIL del 2015 pari a 2.5 per cento fino al 2.0 per cento registrato nella parte iniziale dell’anno corrente, il che -stimano gli esperti del settore- è dovuto principalmente alla restrizione del consumo interno, l’alto livello di indebitamento delle famiglie e la crescita delle esportazioni di fatto frenata. Per fare un raffronto, anche in Malaysia si assiste ad una contrazione dell’economia nel 2016 passando ad un PIL nazionale che giunge al 4.26 per cento partendo dal PIL del 4,7 per cento registrato lo scorso anno, il che fa stimare il PIL al 4.5 per cento per l’anno corrente. All’estremità opposta del grafico dell’andamento delle prestazioni economiche stimate per il 2016 vi sono il Myanmar, il Laos, il Vietnam, le Filippine e l’Indonesia, tutti Paesi che si prevede continuino a mostrare indici connessi ad una forte crescita. Alla guida nella crescita del gruppo ASEAN vi è il Myanmar che secondo le stime della Banca Mondiale vedrà nel 2016 un tasso di crescita del PIL pari al 7,8 per cento, con un 20 per cento in crescita rispetto al PIL del 2015 che era al 5,8 per cento seguito dal Laos dove il PIL del 2016 è stimato intorno al 7,0 per cento, con un tasso di crescita del 9,37 per cento rispetto al PIL del Laos che era del 6,4 per cento. In terza posizione negli standard di crescita si attesta la Cambogia dove il PIL del 2016 è stimato al 9,37 per cento in crescita rispetto al PIL del 2015 del 6,4 per cento. Per il Vietnam la Banca centrale ritiene che grazie a investimenti rapidi, crescita dei consumi e delle esportazioni, il PIL del Vietnam può crescere del 6,6 per cento, un 1,54 per cento di crescita sul 2015 quando il tasso di crescita del PIL era del 6,5 per cento mentre la spesa in partnership pubblico privato e del Governo si stima possano essere i principali fattori guida dell’economia filippina per cui il PIL filippino si ritiene possa crescere del 6,4 per cento, un 10,34 per cento in crescita rispetto al 2015 quando il PIL delle Filippine era al 5,8 per cento.

Rivedendo le proprie stime complessive per l’intera area, però, la Banca Mondiale mette in guardia circa il rischio -per la crescita economica della regione- del permanere in una zona di rischio dovuta soprattutto alla decrescita della Cina. Poi vi sono altri fattori quali una maggiorata volatilità del mercato e la restrizione del credito, una potenziale forte crescita del Dollaro USA sulle piazze internazionali ed una accelerazione meno rapida delle economie ad alto reddito.

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